Fabri Fibra in Vip In Trip, Controcultura (2010)

Più vuoi e meno avrai, più dai e meno prendi
Prima lo si impara, poi "Pa pa para para pa pa para"
Più sogni e meno fai, più fai e meno sogni
Prima lo si impara, poi "Pa pa para para pa pa para"
Rapper italiani che "Perepè qua qua, qua qua perepè"
Politici italiani che "Perepè qua qua, qua qua perepè"
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PROPOSTE di RIFORME STRUTTURALI per l'ITALIA

1) Legge contro i conflitti di interessi del Premier vs Riforma giustizia.

2) Legge Anticorruzione per garantire legalità in Parlamento vs Lodo Alfano.

3) Nuova Legge Elettorale e ritorno alle preferenze per la scelta dei candidati.

4) Incentivare le aziende a produrre in Italia invece di delocalizzare all'estero.

5) Incentivare gli investimenti esteri in Italia.

6) Banda Larga e Wifi Libero vs Grandi Opere (Tav e Ponte sullo stretto).

7) Ricerca e Incentivi pubblici per le Energie Rinnovabili vs Centrali nucleari.

8) Liberalizzazione effettiva dei servizi pubblici (trasporti, energie, telecomunicazioni, ecc..).

9) Maggiori contributi statali alle Università Pubbliche.

10) Creazione di Centri di Eccellenza per la Ricerca Scientifica di Base con incentivi per i finanziamenti privati.

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Il nostro bel paese!

Media largamente controllati dal nuovo Duce; magistratura sotto attacco; organi di garanzia, a cominciare dalla stessa Presidenza della Repubblica per passare dall'Agicom, intimiditi; università private di fondi e sottoposte a uno scandaloso bombardamento denigratorio ... le cupe prospettive di un paese sull'orlo della dittatura!!!
Questo NON è il quadro politico di un paese sudamericano, ma è la situazione attuale della nostra Italia!!!
Nel nostro bel paese si sta a poco consolidando un nuovo regime autoritario che si sta consolidando attraverso
il raggiugimento dei seguenti obiettivi:
1) la concentrazione del potere nelle mani di una sola personalità politica, cioè quella del premier;
2) la verticalizzazione del potere che si sta seminando anche per la stagione del post Berlusconi;
3) il lavoro che si sta compiendo per arrivare ad un Capo dello Stato eletto dal popolo e ad un Parlamento ratificatore dei voleri della maggioranza;
4) l'eliminazione dei contrappesi costituzionali;
5) continuo ricorso dal governo alla Fiducia per la votazione delle Leggi alla Camera e al Senato con la conseguente rinuncia al dibattito e al confronto parlamentare con l'opposizione
6) la distruzione dell'indipendenza della magistratura e la modifica della Corte costituzionale perché sia sempre più politicizzata, come del resto il Csm;
7) il controllo quasi integrale dei mezzi di comunicazione e applicazione della censura sui talk-show ritenuti "dannosi" per il premier.
8) privatizzazione di tutto ciò che è rimasto di pubblico: la difesa e la sicurezza del Paese, l'acqua, la protezione civile e soprattutto il saper.
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domenica 27 dicembre 2009

Su Papa Benedetto XVI c'era rigore...


Domenica 27 dicembre. A tre giorni dall'aggressione che il Papa Benedetto XvI ha subito nella notte di Natale all'interno della Basilica di San Pietro a Roma da una donna italo svizzara (Susanna Maiolo, ndr) su facebook crescono come funghi gruppi che sdrammatizzano sulla vicenda con toni veramente ironici e divertenti.
Oggi mi son imbattuto su questo gruppo:"SU PAPA BENEDETTO XVI C'ERA RIGORE...."
Anche se con un po di titubanza mi son iscritto ed una volta diventato membro del gurppo ho pensato bene di lascire in dono anche un bel post, che qui di seguito vi riporto:

ANSA NEWS: Il Papa Benedetto XVI, dopo essersi confessato con il suo D.S. (Dio Superiore ndr), nella canonica conferenza stampa di fine messa ha dichiarato di aver già perdonato il suo aggressore dichiarando di essersi chiarito in sacrestia con la Maiolo. Il papa ha aggiunto inoltre che ha apprezzato molto il comportamento della italo-svizzera al momento dell'espulsione dichiarando: "non ha nemmeno pvotesdato!"

The real love ♥ ♥


Uno dei video più belli che si potessero creare!

Parodia Intro della Pixar


Fenomenale!!!

STU Anche un Alieno può sbagliare

Milan: 110 e lode!

Milan 110 e lode: 110 anni di emozioni e trionfi rossoneri!
Palazzo Bagatti Valsecchi, a Milano in via Gesù 5, ospita una mostra dedicata ai 110 anni di storia rossonera

Il 16 dicembre 1899 nasceva a Milano l'Associazione Calcio Milan e dopo 110 anni, 27 trofei nazionali, 18 internazionali e 8 palloni d’Oro il Milan celebra l’anniversario della fondazione del Club e festeggia insieme ai suoi tifosi, ripercorrendo con loro i momenti più emozionanti di questi 110 anni.
A partire dal 17 dicembre e fino al 31 gennaio 2010, Palazzo Bagatti Valsecchi, in via Gesù 5 a Milano, ospita “Milan: 110 e lode!”, un'esposizione unica di trofei e memorabialia del Club rossonero.
Il cuore di “Milan: 110 e lode!” è il palmares che ha reso il Club rossonero il più titolato al mondo con 45 Trofei:
- 7 Coppe dei Campioni
- 3 coppe Intercontinentali
- 1 Fifa Club World Cup
- 5 Supercoppe Europee
- 2 Coppe delle Coppe
- 17 Scudetti
- 5 Supercoppe Italiane
- 5 Coppe Italia

I visitatori possono anche ammirare importanti e unici oggetti di storia rossonera come i Palloni d’Oro vinti da Kakà, Van Basten, Weah, Shevchenko e Gullit,
insieme a maglie, scarpe, cimeli appartenuti ai calciatori che hanno indossato la maglia del Milan, oltre agli appunti degli allenatori e i celebri schemi del teorico del “calcio totale” Arrigo Sacchi.

Queste sono solo una parte delle meraviglie che i tifosi milanisti potranno ammirare in un percorso ricco di suggestioni ed emozioni.
Lo spazio non è però stato concepito per essere un luogo solo espositivo, “Milan: 110 e lode!”
sarà la ‘casa’ del Milan a tutti gli effetti: un luogo abitato e frequentato da tutti coloro che
fanno parte del Club come i calciatori, l’allenatore, i dirigenti e le glorie rossonere, presenti
nel corso delle diverse iniziative dedicate ai visitatori.
Milan 110 e lode! è aperto tutti i giorni dalle 10 alle 19, con entrata libera per tutti i visitatori.

Preghiera di fine anno

Caro Bambino Gesù, in questo anno 2009 ti vorrei far presente che ti sei portato via il mio cantante preferito Michael Jackson,
il mio attore preferito Patrick Swayze, la mia attrice preferita Farrah Fawcett, il mio cantante preferito di mia mamma Mino Reitano, l'attore teatrale preferito di mio papà Oreste Lionello,
il mio giornalista sportivo preferito Candido Cannavò, il mio presentatore preferito Mike Bongiorno, la mia poetessa preferita Alda Merini.
Visto che quest'anno ti sei impegnato per darmi molti dispiaceri
nel togliere da questa vista terrena personaggi di elevato valore affettivo ... volevo farti sapere che il mio politico preferito è Silvio Berlusconi ... e che soprattutto l'anno 2009 non è ancora finito!!!

sabato 26 dicembre 2009

Apoteosi di George Washington

Apoteosi (latino: apotheosis, greco: ἀποθεόσις) o deificazione (latino: deificatio) significa "divinizzazione" o, più in generale, "glorificazione", di solito intesa a un livello divino o semi-divino. I termini sono usati più comunemente per indicare quel processo in uso nella Roma antica, nel quale un Imperatore veniva riconosciuto come divinità, solitamente dopo la morte. L'uso è poi passato ad indicare una tipica figura artistica della gloria.

L'apoteosi di George Washington - un affresco che ricopre la volta della Rotonda del Campidoglio - era stato ultimato nel 1865 da Costatino Brumidi. Tutto intorno, si vede una serie di figure strane e anacronistiche: sono alcuni dèi dell'antichità che regalano i nostri antenati il sapere moderno. Cè Minerva, che offre l'ispirazione ai più grandi inventori della nostra nazione; Benjamin Franklin, Robert Fulton, Samuel Morse. Cè Vulcano, con una macchina a vapore sullo sfondo. Quella al suo fianco è Cerere, la dea delle messi, che ha dato origine alla parola "cereale". E' seduta su una mietitrice, la macchina agricola che ha permesso al nosto paese di diventare leader nel mondo nella produzione alimentare. Sul lato opposto cè Nattuno, con Venere che mosta come stendere un cavo sottomarino attraverso l'Atlantico.
Il dipinto raffigura chiaramente i nostri avi che ricevono il dono della conoscenza dagli dèi.

"La conoscenza è potere, e la giusta conoscenza permette all'uomo di compiere gesta miracolose, quasi divine."

Per dirla con le parole di Arhtur C. Clarke:"ogni tecnologia sufficentemente avanzata è indistinguibile dalla magia".

Fonte: Dan Brown - Il simbolo perduto

Addio a «Rain Man»

Morto a 58 anni Kim Peek, ispirò il film con Dustin Hoffman.
L’annuncio della sua morte è stato dato dal padre Fran, che l’aveva assistito amorevolmente sin dalla nascita, difendendo con orgoglio la sua diversità. Kim Peek, l’«idiot savant» più celebre al mondo per aver ispirato il personaggio di Raymond Babbitt nel film «Rain Man», «L’uomo della pioggia», interpretato nel 1988 da Dustin Hoffman, è morto d’infarto nell’ospedale di Murray, alla periferia di Salt Lake City, nello Utah. Kim aveva 58 anni ed era affetto sin dalla nascita dalla cosiddetta «sindrome del saggio»: una disfunzione neurologica rarissima che si manifesta nel 10% delle persone affette da autismo. Innumerevoli neuro-scienziati — tra cui quelli della Nasa e delle sei università americane che hanno studiato il suo comportamento—l’hanno definito «un genio in ben quindici differenti discipline», incluse la geografia, la matematica e la musica. Kim era nato nel 1951 a Salt Lake City, ultimogenito di una coppia di mormoni. Allarmati dalla dimensione della sua testa—di un terzo più grande rispetto ai suoi coetanei — i genitori lo fanno esaminare da uno specialista che gli riscontra un rigonfiamento nell’emisfero sinistro del cervello, adibito alla lingua e alle capacità motorie. Pur imparando a camminare solo all’età di 4 anni, Kim comincia a leggere libri e giornali prima dei 24 mesi.
«Fin dalla culla era in grado di memorizzare qualsiasi frase scritta », spiega il padre in un’intervista, «a 6 anni recitava la bibbia dalla A alla Z. Riusciva a leggere 2 pagine di un libro simultaneamente », continua, «una con ciascun occhio, impiegando un’ora per terminare un libro». E infatti ne aveva memorizzati oltre 12mila. Ma la sua genialità eterodossa deve fare i conti con l’ottusità del sistema scolastico. A 7 anni è costretto a ritirarsi dalla scuola, perché gli insegnanti e i compagni non sanno come gestire la sua diversità. I genitori ingaggiano un tutore privato e anche se in brevissimo tempo lui riesce a prepararsi all’esame di maturità, le autorità scolastiche si rifiutano di consegnargli il diploma. Kim non si abbatte e nel 1969 mette il proprio prodigioso talento aritmetico al servizio nell’ufficio contabilità di una grande associazione per adulti disabili. Quando i genitori divorziano, nel 1981, è suo padre ad assumerne la custodia, anche se ciò comportava lavarlo, vestirlo e cucinare tutti i suoi pasti. Per anni Kim conduce una vita da recluso, preferendo la compagnia dei libri a quella delle persone. Desideroso di dargli una vita sociale, Peek Sr. decide di portarlo con sé alla fatidica conferenza che l’Association of Retarded Citizens tiene in Texas nel 1984.

Il resto è storia. In una pausa dei lavori, Kim conosce lo sceneggiatore Barry Morrow, al quale darà saggio del proprio strabiliante genio, mettendosi a recitare Shakespeare (aveva memorizzato l’opera omnia) ed elencando cap e prefissi telefonici di tutti gli Stati Usa. Morrow rimane così colpito dalla sua personalità da dedicargli un film, Rain Man, che nel 1989 trionfa agli Oscar, vincendo ben quattro statuette, comprese quelle per il miglior film e per il miglior attore. Nell’accettare i loro premi Morrow e Hoffman li dedicarono a lui, anche se Kim aveva dichiarato di disapprovare la scena del film in cui Rain Man, il protagonista, truffa un casinò usando la sua eccezionale memoria fotografica. Negli ultimi anni Kim viaggiava da una città americana all’altra, tenendo seminari in università, prigioni ed enti vari, per convincere l’America a riconsiderare il modo in cui tratta i disabili mentali. Prima di salire sul podio, era solito distribuire un depliant che invitava il pubblico a «imparare a riconoscere e rispettare le differenze negli altri, trattandoli come vorreste essere trattati voi».

Noetica

Noetica significa consapevole, contrapposto ad anoetica che vuol dire priva di conoscenza. La memoria procedurale è detta memoria anoetica, perché automatica; mentre quella episodica è detta memoria noetica perché consapevole. Esiste anche la memoria autonoetica che è quella semantica, rivolta alla consapevolezza di noi stessi, di come siamo e di come ci descriviamo a livello narrativo.
La Noetica è una disciplina che indaga la capacità della mente umana di influire direttamente sul mondo fisico. Una delle tesi principali, desunte anche dallo studio del Misticismo di ogni epoca e cultura, è che molte menti messe in relazione da un unico intento sarebbero capaci di influire sul mondo fisico e sulla percezione che gli esseri viventi ne hanno. Per questo uno dei fondamenti metodologici della Noetica è di utilizzare le scienze e le tecnologie metasemantiche per interpretare il flusso di pensiero e la comunicazione che gli umani conducono costantemente. Se così fosse l'uomo con il controllo della propria mente potrebbe controllare o addirittura creare dei fenomeni di tipo fisico.
Noetica è il nome di una scienza citata dallo scrittore Dan Brown nel suo quinto romanzo Il simbolo perduto (in inglese The Lost Symbol), pubblicato nell'autunno del 2009. Nel romanzo Katherine Solomon, coprotagonista con Robert Langdon (già presente nei due precedenti romanzi di Brown, Il codice da Vinci e Angeli e demoni), è la massima esperta mondiale di questa scienza e conduce i propri esperimenti in un laboratorio segreto denominato The Cube costruito in un sotterraneo dello Smithsonian Institute di Washington D.C.

Boicottiamo gli assegni

Boicottiamo gli assegni ... non se ne può più ... basta .... è ora di finirla ... ne circolano troppi ... e di questi troppo molti sono complilati in maniera sbagliata ... STOP ... è ora di cambiare metodo ... Diventa anke tu un BOICOTTATORE di ASSEGNI BANCARI e CIRCOLARI... non accettare più ke qualcuno ti proponga di pagare o di ricevere un pagamento tramite assegno ... impara a dirgli:" e mo sto assegno me lo devo controllà domani in ufficio sti cazzi ... ti faccio un bonifico!!" ... Basta sprecare la carta per sti cazzo di foglietti ... utilizziamo la tecnologia dei chip dei bancomat e delle carte di credito utilizziamo la fibra ottica per fare bonifici via web ... Maledetto l'inventore dell'assegno ...... ! ...

Inno a Berlusconi


Chi ama Berlusconi legga riga x riga, chi lo odia legga una riga si e una no

L' Onorevole Berlusconi può definirsi un por-
tento di abilità, oltre che un uomo politi-
co di prim'ordine. Meriterebbe di essere de-
cantato con rime sacre, come ad altri è già
capitato. Meriterebbe un monumento di ster-
minata mole, che delle sue gesta desse l' e-
co indistruttibile nei secoli, si che il fe-
lice amato nome di questo celebre legisla-
tore giungesse ai nostri lontani nipoti. Scor-
giamo il Lui l' Uomo Forte e Saggio, perciò lo sor-
reggiamo con tutte le nostre forze nel mu-
tevole clamore delle folle, levando un plau-
so a Lui e al suo Polo delle Libertà.

mercoledì 23 dicembre 2009

Crozza a Ballarò 22/12/09

giovedì 17 dicembre 2009

Vita da sogliola

... lo sapevate? ...
... dal mare alla rete da pesca ...
... dalla rete da pesca al mercato ...
... dal mercato alla nostra tavola ...
... dalla notra tavola al nostro stomaco ...
... ke cazzo può fare di più una Sogliola per Noi? ... Pulirci anke la casa?

Sapevatelo ... "Vita da Sogliola" in onda su Rieducational Channell.

da Sanremo 2009...Arisa...Sincerità

...
sincerità,
adesso è tutto semplice
con te che sei l'unico complice
di questa storia magica
...
sincerità,
elemento imprescindibile
per una relazione stabile
che punti all'eternità
...
sincerità,
scoprire tutti i lati deboli
avere sogni come stimoli
puntando all'eternità

PIANO FERIE in edicola tutti i lunedì

Non vuoi più avere problemi di ferie ... vuoi andare in vacanza quando vuoi tu? Vuoi prenotare con sei mesi d'anticipo per risparmiare oppure vuoi decidere di partire il giorno stesso comprando un favoloso last minutes!
Vuoi evitare stress inutili, vuoi smettere di litigare con il tuo capo ufficio e vuoi finire di prendere a testate i tuoi colleghi di reparto .... ora puoi ...
Finalmente puoi trovare in edicola la nuova opera della DeAgostini ke ti spiega come costruirti il tuo piano ferie e come fartelo approvare con il metedo FaiDaTe!
Vai immediatamente dal tuo edicolante di fiducia e kiedi "Piano Ferie"!!
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Prima dell'acquisto!

Dopo l'acquisto!

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UDC...e sempre Casini

Basta campagne elettorali, se volete "scendere in politica" fatevi conoscere in tv ... fatevi qualke ospitata, andate al GF, alla Fattoria, a Xfactor, alla talpa, alla prova del cuoco, a ballando sotto le stelle ...
insomma anke se siete sotto processo da anni e siete anke stati condannati per reati contro la pubblica amministrazione (poi tutti indultati) e avete fatto fallire la vostra azienda dando la colpa alla crisi mondiale e siete perpetuti evasori del fisco e siete appena rientrati da un esilio e vi fate kiamare principe anke se non avete un cazzo di potere .... bhè ke aspettate a candidarvi per le prossime elezioni europee
... ke kosa state aspettando? ... non vorrete perdervi questa villeggiatura all-inclusive della durata di 5 anni in giro per l'europa a spese dei (poki) contribuenti italiani?
... diventa anke tu principe della politica europea ... prendi per il culo anke tu gli italiani!!!

Crozza a Ballarò 15/12/09

Italians for Darfur Onlus

Un appello per chiedere la sospensione definitiva delle condanna a morte di sei bambini di etnia Fur accusati di far parte del Justice and Equality Movement, uno dei movimenti ribelli piu' importanti del Darfur.
Come appreso dal Sudan Tribune lo scorso novembre, la sentenza non e' ancora esecutiva, per questo chiediamo che essa venga ufficialmente cancellata.
Firma la petizione al seguente link:
http://www.italianblogsfordarfur.it/petizione/index.php

sabato 12 dicembre 2009

Rodotà: “Adesso Berlusconi va isolato”


Rodotà: “Un errore il dialogo. Adesso Berlusconi va isolato” - micromega-online - micromega

Vita, morte e miracoli di uno stalliere!

giovedì 10 dicembre 2009

Crozza a Ballarò 08/12/09

martedì 8 dicembre 2009

Copenaghen conferenza Onu sul clima

Giustizia incerta e sospetta

Il processo ad Amanda Knox diventa affare di Stato.
Il capo della diplomazia americana, Hillary Clinton, si è detta ieri disposta a verificare se davvero ci sono, come afferma la senatrice Cantwell, «seri interrogativi sul funzionamento del sistema giudiziario italiano», e se «l’anti-americanismo possa avere inquinato il processo».

Una inusuale presa di posizione, che pone la vicenda Knox nella lista di altri famosi contenziosi legali tra l’Italia e gli Stati Uniti. Con la differenza che le obiezioni al processo di Perugia toccano il nervo più scoperto del nostro dibattito sulla Giustizia, e, indirettamente, sui processi al premier Berlusconi.

Finora, Italia e Stati Uniti si sono scontrati nelle aule di tribunali per casi politici.
Nel 1998 si trattò della tragedia del Cermis, venti vittime nella caduta di una funivia abbattuta da un aereo Prowler dei marines.
Nel 2007 si trattò di processare il soldato Usa Lozano, che aveva ucciso in Iraq il nostro uomo del Sismi Nicola Calipari.
Infine, il più recente, il processo agli uomini della Cia che avevano rapito Abu Omar.
Tutti processi politici, appunto, che ruotavano intorno alle rispettive «sovranità» nazionali dei
due Paesi.

Nel caso di Amanda, invece, il Dipartimento di Stato si arrogherebbe il diritto di verificare il funzionamento stesso della giustizia italiana, dichiarandosi disposto ad ascoltare coloro che sollevano l’ipotesi - gravissima - che «non esistevano prove sufficienti per spingere una giuria imparziale a concludere oltre ogni ragionevole dubbio che Amanda fosse colpevole». E, dal momento che la giustizia è uno dei metri di misura del funzionamento di una democrazia, il sospetto va dritto al cuore del nostro Paese.

Quello alla Knox è solo l’ultimo di una serie di processi che hanno lasciato la nostra pubblica opinione con l’amaro in bocca dei dubbi. Parliamo del processo ad Annamaria Franzoni per il delitto di suo figlio
a Cogne, di quello contro Alberto Stasi per l’uccisione della fidanzata Chiara Poggi, e infine di questo di Perugia. Tre casi celebri, accomunati da elementi simili.
Innanzitutto la confusione delle indagini: prove che vengono raccolte, poi cambiate, e mentre il processo è in corso. Coltelli, reggiseni, pigiami, biciclette, zoccoli e computer che entrano ed escono di scena come fondali intercambiabili invece che elementi certi di accusa.
Oggetti totemici per il pubblico che, alla fine, mai si sono rivelati prove indiscutibili.

In mancanza di certezze, il processo italiano si è spesso rifugiato nella costruzione di teoremi: il colpevole non è colui che ha indiscutibilmente fatto il male, ma colui che avrebbe potuto o voluto farlo. Nasce qui l’uso e l’abuso dei «profili» psicologici, la depressione non ammessa di Annamaria a Cogne, le ossessioni nascoste di Alberto Stasi, e la violenza da baccanale fatta esplodere da Amanda.
Tutti colpevoli in quanto «inclini ad esserlo», invece che indiscutibilmente provati tali dai fatti.

La psicologizzazione del processo tende a mettere sotto giudizio la personalità (e quanto distante è questo giudizio da quello razziale?), e a creare dunque «mostri». Con la conseguenza di sollecitare nel pubblico una risposta emotiva, una divisione radicale, fra difensori e accusatori. Questa tifoseria del pubblico, è forse, in termini sociali, la conseguenza più devastante del malfunzionamento della nostra giustizia.

Fin qui il caso Knox.
Ma come non vedere che il fallimento di tanti processi penali getta dubbi anche sui procedimenti «politici»? Un Paese che non riesce a dare giustizia certa a due cittadini comuni, con che autorevolezza saprà mai processare il suo premier? L’attenzione del Dipartimento di Stato va presa con molta serietà dunque.
Rischia di esporre agli occhi della comunità internazionale una nostra fragilità di sistema,
e aprire una serie di scatole cinesi. Magari anche senza volerlo.

di Lucia Annunziata
La Stampa, 07/12/09

domenica 6 dicembre 2009

Berlusconi: Mafia vs Politica

Come vanno interpretate le catture dei boss di Cosa Nostra Giovanni Nicchi e Gaetano Fidanzati all’indomani delle dichiarazioni del pentito Gaspare Spatuzza?
Proprio venerdì 4 dicembre nell’aula bunker di Torino il pentito siciliano accusava Marcello Dell’Utri e Silvio Berlusconi di esser stati interlocutori di Cosa Nostra all’inizio degli anni ’90.
Per essere precisi da quanto emerge dall’interrogatorio il pentito non non fornisce riscontri precisi nei confronti dei imputati, bensì il suo impianto accusatorio nei confronti Berlusconi e Dell’Utri si basa su congetture (personali) su fatti che avvengono a Palermo (una Standa aperta nel quartiere Brancaccio e un’agenzia di pubblicità a Palermo sempre riconducibile a Berlusconi) e sulle stragi di Milano e Firenze nel 1992-93 e sui falliti attentati a Roma e a Costanzo.
Questo interrogatorio inoltre era stato preceduto da dichiarazioni dei dirigenti del PdL che facevano emergere un clima teso e preoccupato all’interno della maggioranza.
Si pensi ad esempio alla giungla di commenti che si sono sollevati nel Pdl, dopo che son state rese pubbliche le dichiarazioni di Gianfranco Fini che aveva rilasciato fuori onda, con il procuratore di Pescara Nicola Trifuoggi in occasione della giornata conclusiva del Premio Borsellino, il 6 novembre scorso a Pescara, in cui il Presidente della Camera parla delle ultime rivelazioni
del pentito di mafia Gaspare Spatuzza: “«Il riscontro delle dichiarazioni di Spatuzza, può aprire scenari... speriamo che lo facciano con uno scrupolo tale da... perché è una bomba atomica» afferma. «Lei lo saprà - dice a Trifuoggi - ma Spatuzza parla apertamente di Mancino, che è stato ministro degli interni...Uno è vicepresidente del Csm, l’altro è presidente del Consiglio»”. Ritornando alla cattura dei due Boss, il ministro degli interni Maroni dichiara: “gli arresti rendono giustizia di certe farneticazioni (con riferimento alle parole di Spatuzza, ndr), ma le catture dei latitanti non sono mai a orologeria: sarebbe un'idiozia pensare una cosa del genere.
Ora manca solo Matteo Messina Denaro, lo prenderemo presto”.
E quindi rileggendo le vicende politiche e giudiziarie di questa settimana non è lecito chiedersi se qualcosa stia avvenendo? Che la cattura dei due boss sia stata eseguita mirabilmente il giorno dopo le dichiarazioni di Spatuzza in modo che:
1) per screditare il pentito attraverso il potere mediatico. La cattura dei boss ha lo stesso effetto di uno spot pubblicitario. Il premier molto abile a utilizzare trucchi televisivi sa che un telespettatore ricorda meglio l’ultimo spot che gli viene mandato in onda.
2) nell’ipotesi che Berlusconi e Dell’Utri abbiano avuto realmente rapporti con Cosa Nostra, non è possibile che si sia immediatamente rotto un accordo tacito e segreto tra i vertici dello stato e gli alti capi di Cosa Nostra?

Il dolore è una droga ...

I principi dell'economia

Il vangelo secondo Matteo

Il piccolo Presidente

No B. Day

L'onda viola invade Roma. Passa dal virtuale al reale. Da internet alla strada. Si conta e si guarda in faccia.
Gioisce e assicura: "Saremo le sentinelle della democrazia". Sferza i partiti: "Ora si muovano sul conflitto di interessi". Sventola le sue bandiere il popolo viola, grida i suoi slogan e parla di "rivoluzione".
Viola, ovviamente.
In una Roma baciata dal sole nel mirino c'è il Cavaliere "che è un mafioso", che "si deve far processare" e "si deve dimettere". Sventolano manette di polistirolo e striscioni che raffigurano Berlusconi dietro la sbarre. Li alzano giovani, ma anche tante gente che giovane non è. Sfilano con drappi viola al collo, lontani dalle bandiere dei partiti. Quelli che oggi sono in piazza e quelli che non ci sono. Severi nel criticare
un'opposizione "troppo morbida". Critici verso un Pd che oggi c'è ma non c'è.
Il mare viola si prende la scena.
Apre il corteo con un "Berlusconi dimissioni" che è il programma e la piattaforma del movimento. Forse limitata, ma oggi basta e avanza. Il serpentone si muove alle 14 e
i numeri non sembrano oceanici. Ma con il passare dei minuti il corteo si ingrosserà fino a diventare enorme. "E' il miglior corteo degli ultimi 150 anni" recita uno striscione. Un corteo dove di "antiberlusconismo come un errore" non si vuol neanche sentir parlare. Una folla che attacca Berlusconi e che, a sorpresa, loda Gianfranco Fini.
L'onda viola arriva a piazza San Giovanni e la riempie. Tracima nella strade vicine. Si affolla intorno al palco.
Dal palco il fratello del giudice Borselino è durissimo: "Il vero vilipendio è che persone come Schifani e Berlusconi occupino le istituzioni. Schifani non vuole chiarire i rapporti avuti con la mafia nel suo studio professionale". Mentre Borsellino parla in molti agitano la riproduzione dell'agenda rossa (quella vera è scomparsa) del magistrato antimafia. La conta prosegue. "Siamo un milione", assicurano gli organizzatori.
"Solo 90mila" ribatte la Questura. La piazza salta, si spella le mani quando dal palco criticano la "timidezza" del Pd, torna a chiedere le dimissioni del premier. Ma non solo. Da San Giovanni arriva un segnale, forte, all'opposizione. "E' una festa - dice Gianfranco Mascia, che ai girotondi aveva partecipato. Il viola è il colore che tiene insieme color che sono stufi della deriva che ha preso questo paese".
Ma chi è questa gente che ha invaso Roma? "Gente che si era allontata dalla politica ma che non sono contro la politica" dice il portavoce Massimo Malerba. E da domani? "Lo decideremo insieme, ma Berlusconi stia sicuro: gli staremo col fiato sul collo".
Già, il domani. E l'eredità che questa giornata lascia alle forze dell' opposizione. Con un Berlusconi in difficoltà, capire e gestire questa spinta è la vera sfida. Che tatticismo, polemiche e "cappelli" dei partiti rischiano di vanificare.

L'intervento di Ascanio Celestini al "No B. Day"

sabato 5 dicembre 2009

Robert Kennedy - Discorso sul PIL -

"Non troveremo mai un fine per la nazione né una nostra personale soddisfazione nel mero perseguimento del benessere economico, nell'ammassare senza fine beni terreni.
Non possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell'indice Dow-Jones, né i successi del paese sulla base del prodotto interno lordo (PIL).
Il PIL comprende anche l'inquinamento dell'aria e la pubblicità delle sigarette, e le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine dei fine-settimana.
Il PIL mette nel conto le serrature speciali per le nostre porte di casa, e le prigioni per coloro che cercano di forzarle.
Il PIL comprende programmi televisivi che valorizzano la violenza per vendere prodotti violenti ai nostri bambini.
Il PIL cresce con la produzione di napalm, missili e testate nucleari, si accresce con gli equipaggiamenti che la polizia usa per sedare le rivolte, e non fa che aumentare quando sulle loro ceneri si ricostruiscono i bassifondi popolari.
Il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione o della gioia dei loro momenti di svago.
Il PIL non comprende la bellezza della nostra poesia, la solidità dei valori familiari, l'intelligenza del nostro dibattere.
Il PIL non misura né la nostra arguzia né il nostro coraggio, né la nostra saggezza né la nostra conoscenza, né la nostra compassione né la devozione al nostro paese.
Il Pil misura tutto eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta.
Può dirci tutto sull'America, ma non se possiamo essere orgogliosi di essere americani".

Università del Kansas, 18 Marzo 1968.
Robert Kennedy

Caso Bianzino, la denuncia del padre: “Un assassinio di stato”

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Travaglio: Bugiardi al talk show

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Crozza a Ballarò 01/12/09

Il presidente Bielorusso Aleksander Lukashenko

IL PARLAMENTO EUROPEO:
"Il regime Lukashenko non ha alcuna legittimità democratica e continua ad essere l'ultima dittatura in Europa"

L'OSCE (Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa):
"Le elezioni non sono in linea con i criteri internazionali richiesti per elezioni libere e giuste"

Presidente di turno dell'UE nel 2006:
"Clima di intimidazione in Bielorussia"

Condoleeza Rice:
"L'ultimo dittatore d'Europa ... La Biellorussia è un avamposto di tirannia"

Amnesty International:
"Il governo ha continuato a restringere la libertà di espressione ... L'uso della di morte è continuato"

Freedom House:
"Lukashenko ha soppresso i pochi media indipendenti e rafforzato le restrizioni si internet"

FATTO STORICO:
"La Bielorussia è l'unico stato europeo a cui non è concesso l'ingresso nel Consiglio d'Europa per mancanza di democrazia"

SILVIO BERLUSCONI:
"Tanti auguri a Lei (parlando con Lucashenko), al Suo Governo e alla Sua gente che so che la ama.
Questo è dimostrato da tutti i risultati delle elezioni che sono sotto gli occhi di tutti, che noi conosciamo e apprezziamo
"

NO Berlusconi Day

Il 5 dicembre i lavoratori della conoscenza, della cultura, dello spettacolo e della comunicazione in piazza per il “No Berlusconi Day
“Il governo Berlusconi sta portando avanti un attacco inaudito e senza precedenti alla conoscenza, alla ricerca e alla cultura. Privatizzando i saperi e riducendo la cultura a merce.
Lo sta facendo con la scuola attraverso pseudo riforme, che vanificano il diritto allo studio ed espellono migliaia di lavoratori precari.
Lo sta facendo con le università trasformandole in fondazioni, ossia in vere e proprie imprese, che aumenteranno ulteriormente le tasse per gli studenti, e la precarietà di chi vi lavora.
Lo sta facendo con la carta stampata attraverso denunce ed intimidazioni.
Lo sta facendo con la Rai attraverso la censura, espropriando il Parlamento del controllo sul servizio pubblico e attraverso la campagna per l’abolizione del canone, tentando anche qui di privatizzare la più grande industria culturale del nostro paese.
E lo sta facendo con la produzione culturale.
Poiché sapere e cultura vogliono dire conoscenza e coscienza, l’unico modo per controllarle è metterle a tacere, “chiudere i rubinetti”, tagliare tutti i fondi pubblici e far sì che sia il mercato l’unico filtro regolatore.
La nostra produzione culturale è allo stremo, migliaia di lavoratori già precari e “intermittenti” rischiano ogni possibilità d’occupazione, migliaia di imprese rischiano la chiusura.

Per difendere la libertà di espressione, perché la conoscenza e il sapere sono un diritto inalienabile e non privatizzabile, noi lavoratori della cultura, della conoscenza, dello spettacolo e della comunicazione il 5 dicembre saremo in piazza a Roma per chiedere le dimissioni del Presidente del Consiglio.”

lunedì 30 novembre 2009

Anna Stepanovna Politkovskaja

Anna Stepanovna Politkovskaja (in russo А́нна Степа́новна Политко́вская; New York, 30 agosto 1958 – Mosca, 7 ottobre 2006) è stata una giornalista russa, molto conosciuta per il suo impegno sul fronte dei diritti umani, per i suoi reportage dalla Cecenia e per la sua opposizione al Presidente della
Federazione Russa Vladimir Putin.
Nei suoi articoli per Novaja Gazeta, quotidiano russo di ispirazione liberale, la Politkovskaja condannava apertamente l'Esercito e il Governo russo
per lo scarso rispetto dimostrato dei diritti civili e dello stato di diritto, sia in Russia che in Cecenia.
Il 7 ottobre 2006, Anna Politkovskaja viene assassinata nell'ascensore del suo palazzo, mentre stava rincasando.
La sua morte, da molti considerata un omicidio operato da un killer a contratto, ha prodotto una notevole mobilitazione in Russia e nel mondo, affinché le circostanze dell'omicidio venissero al più presto chiarite.

Anna Politkovskaja nasce il 30 agosto 1958 con il nome di Anna Mazepa a New York, figlia di due diplomatici sovietici di nazionalità ucraina di stanza presso l'ONU.
Studia giornalismo all'Università di Mosca, dove si laurea nel 1980 con una tesi sulla poetessa Marina Cvetaeva.
La sua carriera inizia nel 1982 al famoso giornale moscovita Izvestija, che lascerà nel 1993.
Dal 1994 al 1999, lavora come cronista, come responsabile della Sezione Emergenze/Incidenti e come assistente del direttore Egor Jakovlev alla Obščaja Gazeta, oltre a collaborare con altre radio e TV libere.
Nel 1998, si reca per la prima volta in Cecenia come inviata della Obščaja Gazeta per intervistare Aslan Maskhadov, all'epoca neo-eletto Presidente di Cecenia.
A partire dal giugno 1999 fino alla fine dei suoi giorni, lavora per la Novaja Gazeta.
Nello stesso periodo, pubblica alcuni libri fortemente critici su Vladimir Putin, sulla conduzione della guerra in Cecenia, Daghestan ed Inguscezia.
Spesso per il suo impegno viene minacciata di morte.
Nel 2001, la Politkovskaja è costretta a fuggire a Vienna in seguito a ripetute minacce ricevute via e-mail da Sergei Lapin, un ufficiale dell'OMON (la polizia dipendente direttamente dal ministero degli Interni con emanazioni nelle varie repubbliche russe) da lei accusato di crimini contro la popolazione civile in Cecenia.
Lapin viene arrestato per un breve periodo e poi rilasciato nel 2002.
Il processo riprende nel 2003 per concludersi, dopo numerose interruzioni, nel 2005 con una condanna per l'ex-poliziotto per abusi e maltrattamenti aggravati su un civile ceceno e per falsificazione di documenti.
Proprio in Cecenia la Politkovskaja si reca molto spesso, sostenendo le famiglie delle vittime civili, visitando ospedali e campi profughi, intervistando sia militari russi che civili ceceni.
Nelle sue pubblicazioni, non risparmia critiche violente sull'operato delle forze russe in Cecenia, sui numerosi e documentati abusi commessi sulla popolazione civile e sui silenzi e le presunte connivenze degli ultimi due Primi Ministri ceceni, Ahmad Kadyrov e suo figlio Ramsan,
entrambi sostenuti da Mosca.
La Politkovskaja gode anche di notevole considerazione negli ambienti ceceni: il suo nome è spesso apparso fra i "negoziatori privilegiati" dalla guerriglia, così come appare fra le personalità impegnate a condurre le trattative durante la crisi del Teatro Dubrovka.
Nel 2003 pubblica il suo terzo libro, A Small Corner of Hell: Dispatches From Chechnya (tradotto in Italia con il titolo Cecenia, il disonore russo), in cui denuncia la guerra brutale in corso in Cecenia, in cui migliaia di cittadini innocenti sono torturati, rapiti o uccisi dalle autorità federali
russe o dalle forze cecene.
Durante la stesura del libro, la Politkovskaja si è avvalsa delle testimonianze anche di militari russi e della protezione di alcuni ufficiali durante i mesi più duri della guerra.
Nel settembre 2004, mentre si sta recando a Beslan durante la crisi degli ostaggi, viene improvvisamente colpita da un malore e perde conoscenza.
L'aereo è costretto a tornare indietro per permettere un suo immediato ricovero.
Si suppone un tentativo di avvelenamento, ma la dinamica dell'accaduto non verrà mai chiarita del tutto.

L'assassinio
Anna Politkovskaja viene ritrovata morta il 7 ottobre 2006 nell'ascensore del suo palazzo a Mosca.
La polizia rinviene una pistola Makarov PM e quattro bossoli accanto al cadavere.
Uno dei proiettili ha colpito la giornalista alla testa.
La prima pista seguita è quella dell'omicidio premeditato ed operato da un killer a contratto.
Il mandante è ancora oggi sconosciuto.
L'8 ottobre, la polizia russa sequestra il computer della Politkovskaja e tutto il materiale dell'inchiesta che la giornalista stava compiendo.
Il 9 ottobre, l'editore della Novaja Gazeta Dmitry Muratov afferma che la Politkovskaja stava per pubblicare, proprio il giorno in cui è stata uccisa,
un lungo articolo sulle torture commesse dalle forze di sicurezza cecene legate al Primo Ministro Ramsan Kadyrov (chiamate dispregiativamente kadiroviti).
Muratov aggiunge che mancano anche due fotografie all'appello.
Gli appunti non ancora sequestrati vengono pubblicati il 9 ottobre stesso, sulla Novaja Gazeta.
I funerali si svolgono il 10 ottobre presso il cimitero Troekurovskij di Mosca.
Più di mille persone - fra cui i colleghi e semplici ammiratori della giornalista - partecipano alla cerimonia funebre.
Tra i partecipanti alle esequie c'è anche il leader politico radicale Marco Pannella, amico personale di Anna Politkovskaja, nonché unico politico italiano a prendere parte. Nessun rappresentante del governo russo però vi partecipa.

domenica 29 novembre 2009

Salman Rushdie

Salman Rushdie (Bombay, 19 giugno 1947) è uno scrittore e saggista britannico, autore di opere di narrativa in gran parte ambientate nel subcontinente indiano.
È cresciuto a Bombay e ha frequentato il King's College di Cambridge in Inghilterra. È un cittadino britannico.
Nel 1999 s'è sottoposto ad un delicato intervento alle palpebre per curare un disturbo congenito ai tendini rattrappiti, che ne rendevano difficoltosa l'apertura, col rischio della perdita della vista.
Nel 2004, Rushdie si è sposato per la quarta volta, questa volta con la modella ed attrice indiana Padma Lakshmi, dalla quale si è poi separato il 2 luglio 2007. Il suo stile narrativo, che amalgama il mito e la fantasia con la vita reale, è stato descritto come collegato al realismo magico.

Nel 1988 scrisse I versi satanici (The Satanic Verses), una storia fantastica ma chiaramente allusiva nei confronti della figura di Maometto, e ritenuta blasfema dagli islamici.
La pubblicazione del libro provocò nel febbraio 1989 una fatwa di Khomeyni che decretò la condanna a morte del suo autore, reo di bestemmia.
Un privato cittadino offrì una taglia per la morte dello scrittore, tollerata dal regime khomeynista.
Lo scrittore riuscì a salvarsi rifugiandosi in Gran Bretagna e vivendo sotto protezione.
Il traduttore giapponese del romanzo, Hitoshi Igari, fu però ucciso da emissari del regime iraniano, mentre il traduttore italiano, Ettore Capriolo, fu ferito.
Ferito fu anche l'editore norvegese del libro.
La "condanna" fu poi sospesa in seguito alla notizia di una ritrattazione dello scrittore, ritrattazione poi smentita. La fatwa è stata reiterata ancora il 17 febbraio 2008, in quanto "la condanna a morte dell'Imam Khomeini contro Salman Rushdie ha un significato storico per l'islam e non è semplicemente una condanna a morte".

PREMI
Nel 1993 con il romanzo "I figli della mezzanotte" ha vinto premio 'Booker of Bookers', mentre nel 2008 xon lo stesso romanzo è stato insignito del premio "Best of Bookers".
Ha pubblicato un libro per bambini (Haroun and the Sea of Stories) con il quale ha vinto il Writer's Guild Award.
Rushdie ha ricevuto molti altri premi per le sue opere, incluso l'European Union's Aristeion Prize for Literature e nel 1989 il Germany's Author of the Year Award.
Dal 1999 e membro della Royal Society of Literature e Commandeur des Arts et des Lettres.
Rushdie è presidente del PEN American Center e Honorary Professor in Humanities al MIT.
I suoi libri sono stati tradotti in trenta lingue.

Varlam Tichonovič Šalamov

Varlam Tichonovič Šalamov, in russo Варлам Тихонович Шаламов (Vologda, 18 giugno 1907 – Mosca, 17 gennaio 1982) è stato uno scrittore,
poeta e giornalista sovietico. Prigioniero politico per lunghi anni, sopravvisse all'esperienza dei gulag.

Figlio di un prete ortodosso e di un'insegnante, si diploma al ginnasio nel 1923.
Dopo due anni di lavoro, viene ammesso nel 1926 all'Università Statale di Mosca, nel dipartimento di Diritto Sovietico, dove, durante gli studi,
si unisce ad un gruppo trockista. Viene arrestato il 19 febbraio 1929 e condannato a tre anni di lavori forzati nella città di Vyšera, sugli Urali settentrionali; l'accusa è quella di aver distribuito le Lettere al Congresso del Partito, note anche come Testamento di Lenin, in cui vengono
sollevate critiche all'operato di Stalin, nonché di aver partecipato ad un picchetto dimostrativo per il decimo anniversario della Rivoluzione d'Ottobre con lo slogan "Abbasso Stalin!".
Rilasciato nel 1931, lavora nella città di Berezniki fino all'anno seguente, quando rientra a Mosca e riprende a dedicarsi alla scrittura.
Nel 1936 vede la luce il suo primo racconto Le tre morti del Dottor Austino.
Il 12 gennaio 1937, durante le grandi purghe, è nuovamente arrestato per "attività trozkiste contro-rivoluzionarie" e mandato ai lavori forzati per cinque anni nella Kolyma, tristemente nota come "la terra della morte bianca". Nel 1943 gli venne ancora comminata una seconda pena,
stavolta per dieci anni, per "agitazione antisovietica". Tra le accuse, l'aver definito Ivan Bunin "un classico scrittore russo".
Nel lungo periodo di prigionia lavora dapprima nelle miniere d'oro, quindi in quelle di carbone. Le condizioni di vita dei forzati sono rese ancora più penose dal clima della regione; si ammala di tifo e più volte è posto in regime punitivo, sia per reati d'opinione che per tentativi di fuga.
Nel 1946 è ridotto allo stremo.
La sua vita viene salvata dal medico-prigioniero A. I. Pantjuchov che, correndo qualche rischio, riesce a prenderlo come proprio assistente presso l'ospedale del campo. Questa nuova sistemazione gli consente di sopravvivere e, successivamente, di riprendere a scrivere. Rilasciato nel 1951, continua a lavorare ed a scrivere nello stesso ospedale.
Nel 1952 spedisce alcune sue poesie a Boris Pasternak, che le apprezza pubblicamente. Al termine della prigionia la sua famiglia non esiste più: la figlia, ormai adulta, rifiuta di riconoscerlo.
A Šalamov viene permesso di lasciare Magadan nel novembre 1953 - otto mesi dopo la morte di Stalin - e si trasferisce nel villaggio di Turkmen, nella provincia di Kalinin, non lontano da Mosca. Inizia a lavorare alla raccolta di racconti ispirati alla vita di forzato, I racconti di Kolyma,
che completerà nel 1973.
Dopo la morte di Stalin, numerosi zek vengono rilasciati e riabilitati, altri avranno giustizia solo post mortem. Nel 1956 anche Šalamov ottiene la riabilitazione ufficiale e, nel 1957, può tornare nella capitale sovietica, dove trova un impiego come corrispondente della rivista letteraria "Moskva".
Le sue condizioni di salute, nel frattempo, dopo la lunga e dura prigionia, sono peggiorate tanto che, ormai invalido, gli viene assegnata una pensione.
In questo periodo conosce importanti scrittori quali Aleksandr Solženicyn, Boris Pasternak e Nadežda Mandel'štam, scrive saggi, poesie e, nello stesso tempo, lavora a quella che sarà la sua opera maggiore I racconti di Kolyma. Numerosi suoi scritti riescono ad espatriare in modo clandestino e si diffondono con il samizdat.
Nel 1978 viene stampata a Londra la prima edizione integrale in russo dei racconti. Nel 1987, dopo la morte dello scrittore, quando ormai era vicino il crollo dell'Unione Sovietica, l'opera vede la luce anche nella sua patria.
I racconti di Kolyma è considerata una delle più importanti raccolte di racconti della letteratura russa del XX secolo. In Occidente le novelle di Šalamov sono state sempre pubblicate senza la conoscenza o il consenso dell'autore che, sorprendentemente, nel 1972 ne ha ritrattato il contenuto, presumibilmente su pressione dalle autorità sovietiche.
Per un peggioramento delle condizioni di salute, Salamov trascorre gli ultimi tre anni della sua vita in una casa di riposo per scrittori anziani e disabili a Tušino, tornato a Mosca, muore nel 1982 ed è sepolto nel cimitero di Kuncevo.

Miriam Makeba, la Mama Afrika

Miriam Makeba anche nota come Mama Afrika (Johannesburg, 4 marzo 1932 – Castel Volturno, 9 novembre 2008) è stata una cantante sudafricana di jazz e world music.
È nota anche per il suo impegno politico contro il regime dell'apartheid e per essere stata delegato alle Nazioni Unite.
Miriam Makeba nacque a Johannesburg; sua madre era una sangoma di etnia swazi e suo padre, morto quando lei aveva sei anni, era uno Xhosa.
Iniziò a cantare a livello professionale negli anni '50, con il gruppo Manhattan Brothers, e poi fondò una propria band, The Skylarks,
che univa jazz e musica tradizionale sudafricana. Nel 1959 cantò nel musical jazz sudafricano King Kong insieme a Hugh Masekela, che poco dopo divenne il suo primo marito.
Pur essendo già una cantante di successo, alla fine degli anni '50 la Makeba ricavava ancora pochissimi introiti dalle sue registrazioni, e non riceveva royalties; per questi motivi iniziò a ipotizzare di lasciare il Sudafrica per gli Stati Uniti.
Nel 1960 partecipò al documentario anti-apartheid Come Back, Africa e fu invitata al Festival del cinema di Venezia; una volta in Europa stabilì di non rimpatriare.
Si trasferì a Londra, dove conobbe Harry Belafonte, che la aiutò a trasferirsi negli Stati Uniti e farsi conoscere come artista.
In America incise molti dei suoi brani di successo, come Pata Pata, The Click Song ("Qongqothwane" in lingua xhosa) e Malaika.
Nel 1966 Miriam Makeba ricevette il Grammy per la migliore incisione folk per l'album An Evening with Belafonte/Makeba, inciso insieme a Belafonte.
L'album trattava esplicitamente temi politici relativi alla situazione dei neri sudafrica sotto il regime dell'apartheid.
Nel 1963 portò la propria testimonianza al comitato contro l'apartheid delle Nazioni Unite. Il governo sudafricano rispose bandendo i dischi di Miriam Makeba e condannandola all'esilio.
Nel 1968 sposò l'attivista per i diritti civili Stokely Carmichael; l'evento generò controversie negli Stati Uniti, e i suoi contratti discografici furono annullati.
La Makeba e Carmichael si trasferirono in Guinea, dove divennero amici del presidente Ahmed Sékou Touré e di sua moglie. Si separò da Carmichael nel 1973, e continuò a cantare soprattutto in Africa, Sudamerica ed Europa.
Svolse anche il ruolo di delegata della Guinea presso le Nazioni Unite, vincendo il Premio Dag Hammarskjöld per la Pace nel 1986.
Dopo la morte della sua unica figlia Bongi (1985), si trasferì a Bruxelles. Nel 1987 collaborò al tour dell'album Graceland di Paul Simon.
Poco tempo dopo pubblicò la propria autobiografia, Makeba: My Story.
Nel 1990 Nelson Mandela convinse la Makeba a rientrare in Sudafrica.
Nel 1992 recitò nel film Sarafina! Il profumo della libertà, ispirato alle sommosse di Soweto del 1976, nel ruolo della madre della protagonista.
Nel 2002 prese parte anche al documentario Amandla!: A Revolution in Four-Part Harmony, ancora sull'apartheid.
Nel 2001 ricevette la Medaglia Otto Hahn per la Pace. L'anno successivo vinse il Polar Music Prize insieme a Sofia Gubaidulina e nel 2004 si classificò al 38° posto nella classifica dei "grandi sudafricani" stilata da SABC3. Nel 2005 si dedicò a un tour mondiale di addio alle scene,
cantando in tutti i paesi che aveva visitato nella sua carriera.
Miriam Makeba è morta nella notte fra il 9 e il 10 novembre 2008 per un attacco cardiaco a Castel Volturno dove, qualche ora prima, nonostante forti dolori al petto, si era esibita in un concerto contro la camorra dedicato allo scrittore Roberto Saviano.
In molti, tra i quali lo stesso Saviano, hanno denunciato un grave ritardo nei soccorsi.

venerdì 27 novembre 2009

Lo Scacco Matto


Come vincere una partita a scacchi quando tutto sembra perduto!

domenica 22 novembre 2009

Ken Saro-Wiwa

Ken Saro-Wiwa (vero nome Kenule Benson Tsaro-Wiwa) (Bori, 10 ottobre 1941 – Port Harcourt, 10 novembre 1995) è stato uno scrittore e attivista nigeriano.
Fu uno degli intellettuali più significativi dell'Africa postcoloniale.

Scrittore eclettico, esordisce come drammaturgo negli anni universitari per dedicarsi poi alla narrativa (Sozaboy, 1985) ed alla televisione; il segno di questa produzione letteraria e televisiva può essere trovato nel felice equilibrio tra il tentativo di dare una forma "accademica"
a un inglese raramente considerato degno di indagine (il cosiddetto Pidgin) e l'intrattenimento popolare.
Al lavoro artistico Saro-Wiwa affianca subito un impegno nella vita pubblica che lo vede ricoprire dapprima ruoli istituzionali negli anni settanta (nell'autorità portuale e nella pubblica istruzione del Rivers State) per poi porsi in aperto contrasto con le stesse autorità statali e con il governo federale della Nigeria.
Fin dagli anni ottanta infatti Saro-Wiwa si fa portavoce delle rivendicazioni delle popolazioni del Delta del Niger, specialmente della propria etnia Ogoni maggioritaria nella regione, nei confronti delle multinazionali responsabili di continue perdite di petrolio che danneggiano le colture di sussistenza e l'ecosistema della zona.
Nel 1990 si fa promotore del MOSOP (Movement for the Survival of the Ogoni People); il movimento ottiene risonanza internazionale con una manifestazione di 300.000 persone che Saro-Wiwa guida al suo rilascio da una detenzione di alcuni mesi comminata senza processo.
Arrestato una seconda e una terza volta nel 1994, con l'accusa di aver incitato all'omicidio di alcuni presunti oppositori del MOSOP, Ken Saro-Wiwa viene impiccato a Port Harcourt con altri 8 attivisti del MOSOP al termine di un processo che ha suscitato le più vive proteste da parte dell'opinione pubblica internazionale e delle organizzazioni per i diritti umani.
Nel 1996 Jenny Green, avvocato del Center for Constitutional Rights di New York avviò una causa contro la Shell per dimostrare il coinvolgimento della multinazionale petrolifera nell'esecuzione di Saro-Wiwa.
Il processo ha poi avuto inizio nel maggio 2009, e la Shell ha subito patteggiato accettando di pagare un risarcimento di 15 milioni e mezzo di dollari (11,1 milioni di euro).
La Shell ha però precisato che ha accettato di pagare il risarcimento non perché colpevole del fatto ma per aiutare il "processo di riconciliazione".

Taraneh Moussavi

Taraneh e' una ragazza iraniana di 28 anni, arrestata dalle milizie basiji lo scorso 28 giugno. Da quel momento di lei non si ha piu' nessuna notizia. Taraneh potrebbe essere, secondo molti blogger, una nuova Neda, la ragazza uccisa dalle milizie basiji e diventata il simbolo della protesta. In un report inviato all'Agi, il giornalista iraniano Omid Habibinia racconta la terribile storia di Taraneh corredata da una sua fotografia, "perche' il mondo deve sapere cosa sta accadendo in Iran". La ragazza e' stata "arrestata e probabilmente violentata dalle forze di sicurezza in borghese intorno alle 18 mentre stava partecipando il 28 giugno alla manifestazione di fronte alla moschea di Ghoba", racconta il giornalista. "Mentre tutti gli altri detenuti furono portati dai basiji alla stazione di polizia di Nobonyad, gli agenti in borghese portarono Taraneh in un edificio nei pressi della moschea di Hosseini Ershad". Taraneh, come mostra la foto inviata da Omid, e' una bellissima ragazza, molto curata nel vestire, sempre truccata e attenta ai particolari. Cosi', in piazza, secondo alcuni testimoni, non e' scesa in jeans e scarpe da ginnastica ma vestita di tutto punto, con tacchi molto alti. Un particolare che, racconta il giornalista, ha attirato le attenzioni dei poliziotti. E qui il racconto si fa atroce, inquietante, sconvolgente: "Quando la famiglia di Taraneh, che vive a Jeyhoun Street nella zona ovest di Teheran, ando' a cercare la figlia alla stazione di polizia. gli ufficiali dissero loro che non avevano alcuna notizia... Due giorni dopo una persona telefono' a casa dei genitori dicendo che la figlia era stata ricoverata per qualche ora al Khomeini Hospital di Karaj per diverse lacerazioni nelle parti intime".
A quel punto "i genitori disperati hanno cominciato a cercare la figlia e in ospedale hanno avuto la conferma che una ragazza corrisponente alla descrizione era stata trasportata da alcuni agenti basiji che erano tornati a prenderla dopo qualche ora".

Secondo i testimoni oculari lei è stata arrestata dai pasdaran e trasferita nel carcere di Evin e successivamente sottoposta alle più feroci torture e violenze sessuali di gruppo. Il corpo di Taraneh è stato trovato in una zona semi deserta, abbandonato e semicarbonizzato.
La famiglia ha dichiarato che non intende fare funerali pubbliche. Probabilmente è stata minacciata come è successo con altre persone e altre famiglie.Non è la prima volta che il regime dei mullah usa la violenza carnale contro le persone arrestate, di entrambi i sessi, per indurli a rilasciare delle interviste televisive contro i capi dell'opposizione.
Il presidente della resistenza iraniana la signora Maryam Rajavi aveva lanciato un appello alle organizzazioni internazionali per mobilitarsi per salvare la vita di Taraneh.

Neda Agha-Soltan

La morte di Neda Salehi Agha-Soltan (persiano: ندا آقاسلطان, Teheran, 1982 - 20 giugno 2009) è avvenuta durante le proteste seguite alle elezioni presidenziali iraniane del 2009 e duramente represse dalle autorità. La sua uccisione ha avuto reazioni internazionali a causa di un video amatoriale che ha testimoniato gli ultimi istanti della sua vita. Il filmato che ha ripreso la sua morte è stato diffuso via Internet e il suo nome è velocemente diventato un grido di protesta scandito dagli oppositori al governo del presidente Ahmadinejad, che riconoscono in Mir Hosein Musavi il reale vincitore delle elezioni presidenziali, accusando il presidente in carica di brogli.

Neda significa "voce" o "chiamata" in persiano e per questo la donna è stata definita come la "voce dell'Iran" e "un simbolo dei manifestanti per la democrazia che stanno attaccando il regime islamico", nonostante l'obiettivo dei manifestanti fosse esclusivamente il riconoscimento della vittoria del loro leader e non la fine del regime in sé.

Il suo cognome è stato citato come Soltani in numerosi articoli.


Il 20 giugno 2009 la studentessa di filosofia era in compagnia del suo insegnante di musica e caro amico Hamid Panahi; stavano partecipando alla protesta contro l'esito sospetto delle elezioni. Un membro dei Basij, la milizia armata, le ha sparato uccidendola.

Le ultime parole di Neda sono state: "Sto bruciando, sto bruciando!"

Un filmato amatoriale caricato su Facebook e YouTube mostra Neda cadere a terra, essere soccorsa e morire soffocata dal proprio sangue. La sua diffusione è avvenuta attraverso il fenomeno del viral video di Internet. Il filmato è accompagnato da un messaggio del medico che ha cercato di aiutare la ragazza:

"Ore 19:05 del 20 giugno località viale Kargar, all'incrocio con via Khosravi e via Salehi. Una giovane donna che era presente col padre [sic!, l'uomo è stato poi identificato come l'insegnante di musica di Neda] ad osservare le proteste è stata colpita da un proiettile sparato da un membro dei Basij nascosto sul tetto di una abitazione privata. Ha chiaramente mirato alla ragazza e non poteva mancarla. Comunque, ha mirato dritto al cuore. Sono un medico, così sono corso a soccorrerla. Ma l'impatto del proiettile è stato così forte che è esploso dentro il petto della vittima, che è morta in meno di 2 minuti. I manifestanti erano a circa un chilometro avanti nella strada principale e alcuni manifestanti stavano correndo, per scappare dai gas lacrimogeni usati contro di loro, verso via Salehi. Il video è stato ripreso da un mio amico, che era lì accanto a me. Per favore, fate in modo che il mondo sappia.

Fonte: wikipedia