Fabri Fibra in Vip In Trip, Controcultura (2010)

Più vuoi e meno avrai, più dai e meno prendi
Prima lo si impara, poi "Pa pa para para pa pa para"
Più sogni e meno fai, più fai e meno sogni
Prima lo si impara, poi "Pa pa para para pa pa para"
Rapper italiani che "Perepè qua qua, qua qua perepè"
Politici italiani che "Perepè qua qua, qua qua perepè"
________________________________________________________________

PROPOSTE di RIFORME STRUTTURALI per l'ITALIA

1) Legge contro i conflitti di interessi del Premier vs Riforma giustizia.

2) Legge Anticorruzione per garantire legalità in Parlamento vs Lodo Alfano.

3) Nuova Legge Elettorale e ritorno alle preferenze per la scelta dei candidati.

4) Incentivare le aziende a produrre in Italia invece di delocalizzare all'estero.

5) Incentivare gli investimenti esteri in Italia.

6) Banda Larga e Wifi Libero vs Grandi Opere (Tav e Ponte sullo stretto).

7) Ricerca e Incentivi pubblici per le Energie Rinnovabili vs Centrali nucleari.

8) Liberalizzazione effettiva dei servizi pubblici (trasporti, energie, telecomunicazioni, ecc..).

9) Maggiori contributi statali alle Università Pubbliche.

10) Creazione di Centri di Eccellenza per la Ricerca Scientifica di Base con incentivi per i finanziamenti privati.

_______________________________________________________________________________________

Il nostro bel paese!

Media largamente controllati dal nuovo Duce; magistratura sotto attacco; organi di garanzia, a cominciare dalla stessa Presidenza della Repubblica per passare dall'Agicom, intimiditi; università private di fondi e sottoposte a uno scandaloso bombardamento denigratorio ... le cupe prospettive di un paese sull'orlo della dittatura!!!
Questo NON è il quadro politico di un paese sudamericano, ma è la situazione attuale della nostra Italia!!!
Nel nostro bel paese si sta a poco consolidando un nuovo regime autoritario che si sta consolidando attraverso
il raggiugimento dei seguenti obiettivi:
1) la concentrazione del potere nelle mani di una sola personalità politica, cioè quella del premier;
2) la verticalizzazione del potere che si sta seminando anche per la stagione del post Berlusconi;
3) il lavoro che si sta compiendo per arrivare ad un Capo dello Stato eletto dal popolo e ad un Parlamento ratificatore dei voleri della maggioranza;
4) l'eliminazione dei contrappesi costituzionali;
5) continuo ricorso dal governo alla Fiducia per la votazione delle Leggi alla Camera e al Senato con la conseguente rinuncia al dibattito e al confronto parlamentare con l'opposizione
6) la distruzione dell'indipendenza della magistratura e la modifica della Corte costituzionale perché sia sempre più politicizzata, come del resto il Csm;
7) il controllo quasi integrale dei mezzi di comunicazione e applicazione della censura sui talk-show ritenuti "dannosi" per il premier.
8) privatizzazione di tutto ciò che è rimasto di pubblico: la difesa e la sicurezza del Paese, l'acqua, la protezione civile e soprattutto il saper.
______________________________________________________________________

lunedì 30 novembre 2009

Anna Stepanovna Politkovskaja

Anna Stepanovna Politkovskaja (in russo А́нна Степа́новна Политко́вская; New York, 30 agosto 1958 – Mosca, 7 ottobre 2006) è stata una giornalista russa, molto conosciuta per il suo impegno sul fronte dei diritti umani, per i suoi reportage dalla Cecenia e per la sua opposizione al Presidente della
Federazione Russa Vladimir Putin.
Nei suoi articoli per Novaja Gazeta, quotidiano russo di ispirazione liberale, la Politkovskaja condannava apertamente l'Esercito e il Governo russo
per lo scarso rispetto dimostrato dei diritti civili e dello stato di diritto, sia in Russia che in Cecenia.
Il 7 ottobre 2006, Anna Politkovskaja viene assassinata nell'ascensore del suo palazzo, mentre stava rincasando.
La sua morte, da molti considerata un omicidio operato da un killer a contratto, ha prodotto una notevole mobilitazione in Russia e nel mondo, affinché le circostanze dell'omicidio venissero al più presto chiarite.

Anna Politkovskaja nasce il 30 agosto 1958 con il nome di Anna Mazepa a New York, figlia di due diplomatici sovietici di nazionalità ucraina di stanza presso l'ONU.
Studia giornalismo all'Università di Mosca, dove si laurea nel 1980 con una tesi sulla poetessa Marina Cvetaeva.
La sua carriera inizia nel 1982 al famoso giornale moscovita Izvestija, che lascerà nel 1993.
Dal 1994 al 1999, lavora come cronista, come responsabile della Sezione Emergenze/Incidenti e come assistente del direttore Egor Jakovlev alla Obščaja Gazeta, oltre a collaborare con altre radio e TV libere.
Nel 1998, si reca per la prima volta in Cecenia come inviata della Obščaja Gazeta per intervistare Aslan Maskhadov, all'epoca neo-eletto Presidente di Cecenia.
A partire dal giugno 1999 fino alla fine dei suoi giorni, lavora per la Novaja Gazeta.
Nello stesso periodo, pubblica alcuni libri fortemente critici su Vladimir Putin, sulla conduzione della guerra in Cecenia, Daghestan ed Inguscezia.
Spesso per il suo impegno viene minacciata di morte.
Nel 2001, la Politkovskaja è costretta a fuggire a Vienna in seguito a ripetute minacce ricevute via e-mail da Sergei Lapin, un ufficiale dell'OMON (la polizia dipendente direttamente dal ministero degli Interni con emanazioni nelle varie repubbliche russe) da lei accusato di crimini contro la popolazione civile in Cecenia.
Lapin viene arrestato per un breve periodo e poi rilasciato nel 2002.
Il processo riprende nel 2003 per concludersi, dopo numerose interruzioni, nel 2005 con una condanna per l'ex-poliziotto per abusi e maltrattamenti aggravati su un civile ceceno e per falsificazione di documenti.
Proprio in Cecenia la Politkovskaja si reca molto spesso, sostenendo le famiglie delle vittime civili, visitando ospedali e campi profughi, intervistando sia militari russi che civili ceceni.
Nelle sue pubblicazioni, non risparmia critiche violente sull'operato delle forze russe in Cecenia, sui numerosi e documentati abusi commessi sulla popolazione civile e sui silenzi e le presunte connivenze degli ultimi due Primi Ministri ceceni, Ahmad Kadyrov e suo figlio Ramsan,
entrambi sostenuti da Mosca.
La Politkovskaja gode anche di notevole considerazione negli ambienti ceceni: il suo nome è spesso apparso fra i "negoziatori privilegiati" dalla guerriglia, così come appare fra le personalità impegnate a condurre le trattative durante la crisi del Teatro Dubrovka.
Nel 2003 pubblica il suo terzo libro, A Small Corner of Hell: Dispatches From Chechnya (tradotto in Italia con il titolo Cecenia, il disonore russo), in cui denuncia la guerra brutale in corso in Cecenia, in cui migliaia di cittadini innocenti sono torturati, rapiti o uccisi dalle autorità federali
russe o dalle forze cecene.
Durante la stesura del libro, la Politkovskaja si è avvalsa delle testimonianze anche di militari russi e della protezione di alcuni ufficiali durante i mesi più duri della guerra.
Nel settembre 2004, mentre si sta recando a Beslan durante la crisi degli ostaggi, viene improvvisamente colpita da un malore e perde conoscenza.
L'aereo è costretto a tornare indietro per permettere un suo immediato ricovero.
Si suppone un tentativo di avvelenamento, ma la dinamica dell'accaduto non verrà mai chiarita del tutto.

L'assassinio
Anna Politkovskaja viene ritrovata morta il 7 ottobre 2006 nell'ascensore del suo palazzo a Mosca.
La polizia rinviene una pistola Makarov PM e quattro bossoli accanto al cadavere.
Uno dei proiettili ha colpito la giornalista alla testa.
La prima pista seguita è quella dell'omicidio premeditato ed operato da un killer a contratto.
Il mandante è ancora oggi sconosciuto.
L'8 ottobre, la polizia russa sequestra il computer della Politkovskaja e tutto il materiale dell'inchiesta che la giornalista stava compiendo.
Il 9 ottobre, l'editore della Novaja Gazeta Dmitry Muratov afferma che la Politkovskaja stava per pubblicare, proprio il giorno in cui è stata uccisa,
un lungo articolo sulle torture commesse dalle forze di sicurezza cecene legate al Primo Ministro Ramsan Kadyrov (chiamate dispregiativamente kadiroviti).
Muratov aggiunge che mancano anche due fotografie all'appello.
Gli appunti non ancora sequestrati vengono pubblicati il 9 ottobre stesso, sulla Novaja Gazeta.
I funerali si svolgono il 10 ottobre presso il cimitero Troekurovskij di Mosca.
Più di mille persone - fra cui i colleghi e semplici ammiratori della giornalista - partecipano alla cerimonia funebre.
Tra i partecipanti alle esequie c'è anche il leader politico radicale Marco Pannella, amico personale di Anna Politkovskaja, nonché unico politico italiano a prendere parte. Nessun rappresentante del governo russo però vi partecipa.

domenica 29 novembre 2009

Salman Rushdie

Salman Rushdie (Bombay, 19 giugno 1947) è uno scrittore e saggista britannico, autore di opere di narrativa in gran parte ambientate nel subcontinente indiano.
È cresciuto a Bombay e ha frequentato il King's College di Cambridge in Inghilterra. È un cittadino britannico.
Nel 1999 s'è sottoposto ad un delicato intervento alle palpebre per curare un disturbo congenito ai tendini rattrappiti, che ne rendevano difficoltosa l'apertura, col rischio della perdita della vista.
Nel 2004, Rushdie si è sposato per la quarta volta, questa volta con la modella ed attrice indiana Padma Lakshmi, dalla quale si è poi separato il 2 luglio 2007. Il suo stile narrativo, che amalgama il mito e la fantasia con la vita reale, è stato descritto come collegato al realismo magico.

Nel 1988 scrisse I versi satanici (The Satanic Verses), una storia fantastica ma chiaramente allusiva nei confronti della figura di Maometto, e ritenuta blasfema dagli islamici.
La pubblicazione del libro provocò nel febbraio 1989 una fatwa di Khomeyni che decretò la condanna a morte del suo autore, reo di bestemmia.
Un privato cittadino offrì una taglia per la morte dello scrittore, tollerata dal regime khomeynista.
Lo scrittore riuscì a salvarsi rifugiandosi in Gran Bretagna e vivendo sotto protezione.
Il traduttore giapponese del romanzo, Hitoshi Igari, fu però ucciso da emissari del regime iraniano, mentre il traduttore italiano, Ettore Capriolo, fu ferito.
Ferito fu anche l'editore norvegese del libro.
La "condanna" fu poi sospesa in seguito alla notizia di una ritrattazione dello scrittore, ritrattazione poi smentita. La fatwa è stata reiterata ancora il 17 febbraio 2008, in quanto "la condanna a morte dell'Imam Khomeini contro Salman Rushdie ha un significato storico per l'islam e non è semplicemente una condanna a morte".

PREMI
Nel 1993 con il romanzo "I figli della mezzanotte" ha vinto premio 'Booker of Bookers', mentre nel 2008 xon lo stesso romanzo è stato insignito del premio "Best of Bookers".
Ha pubblicato un libro per bambini (Haroun and the Sea of Stories) con il quale ha vinto il Writer's Guild Award.
Rushdie ha ricevuto molti altri premi per le sue opere, incluso l'European Union's Aristeion Prize for Literature e nel 1989 il Germany's Author of the Year Award.
Dal 1999 e membro della Royal Society of Literature e Commandeur des Arts et des Lettres.
Rushdie è presidente del PEN American Center e Honorary Professor in Humanities al MIT.
I suoi libri sono stati tradotti in trenta lingue.

Varlam Tichonovič Šalamov

Varlam Tichonovič Šalamov, in russo Варлам Тихонович Шаламов (Vologda, 18 giugno 1907 – Mosca, 17 gennaio 1982) è stato uno scrittore,
poeta e giornalista sovietico. Prigioniero politico per lunghi anni, sopravvisse all'esperienza dei gulag.

Figlio di un prete ortodosso e di un'insegnante, si diploma al ginnasio nel 1923.
Dopo due anni di lavoro, viene ammesso nel 1926 all'Università Statale di Mosca, nel dipartimento di Diritto Sovietico, dove, durante gli studi,
si unisce ad un gruppo trockista. Viene arrestato il 19 febbraio 1929 e condannato a tre anni di lavori forzati nella città di Vyšera, sugli Urali settentrionali; l'accusa è quella di aver distribuito le Lettere al Congresso del Partito, note anche come Testamento di Lenin, in cui vengono
sollevate critiche all'operato di Stalin, nonché di aver partecipato ad un picchetto dimostrativo per il decimo anniversario della Rivoluzione d'Ottobre con lo slogan "Abbasso Stalin!".
Rilasciato nel 1931, lavora nella città di Berezniki fino all'anno seguente, quando rientra a Mosca e riprende a dedicarsi alla scrittura.
Nel 1936 vede la luce il suo primo racconto Le tre morti del Dottor Austino.
Il 12 gennaio 1937, durante le grandi purghe, è nuovamente arrestato per "attività trozkiste contro-rivoluzionarie" e mandato ai lavori forzati per cinque anni nella Kolyma, tristemente nota come "la terra della morte bianca". Nel 1943 gli venne ancora comminata una seconda pena,
stavolta per dieci anni, per "agitazione antisovietica". Tra le accuse, l'aver definito Ivan Bunin "un classico scrittore russo".
Nel lungo periodo di prigionia lavora dapprima nelle miniere d'oro, quindi in quelle di carbone. Le condizioni di vita dei forzati sono rese ancora più penose dal clima della regione; si ammala di tifo e più volte è posto in regime punitivo, sia per reati d'opinione che per tentativi di fuga.
Nel 1946 è ridotto allo stremo.
La sua vita viene salvata dal medico-prigioniero A. I. Pantjuchov che, correndo qualche rischio, riesce a prenderlo come proprio assistente presso l'ospedale del campo. Questa nuova sistemazione gli consente di sopravvivere e, successivamente, di riprendere a scrivere. Rilasciato nel 1951, continua a lavorare ed a scrivere nello stesso ospedale.
Nel 1952 spedisce alcune sue poesie a Boris Pasternak, che le apprezza pubblicamente. Al termine della prigionia la sua famiglia non esiste più: la figlia, ormai adulta, rifiuta di riconoscerlo.
A Šalamov viene permesso di lasciare Magadan nel novembre 1953 - otto mesi dopo la morte di Stalin - e si trasferisce nel villaggio di Turkmen, nella provincia di Kalinin, non lontano da Mosca. Inizia a lavorare alla raccolta di racconti ispirati alla vita di forzato, I racconti di Kolyma,
che completerà nel 1973.
Dopo la morte di Stalin, numerosi zek vengono rilasciati e riabilitati, altri avranno giustizia solo post mortem. Nel 1956 anche Šalamov ottiene la riabilitazione ufficiale e, nel 1957, può tornare nella capitale sovietica, dove trova un impiego come corrispondente della rivista letteraria "Moskva".
Le sue condizioni di salute, nel frattempo, dopo la lunga e dura prigionia, sono peggiorate tanto che, ormai invalido, gli viene assegnata una pensione.
In questo periodo conosce importanti scrittori quali Aleksandr Solženicyn, Boris Pasternak e Nadežda Mandel'štam, scrive saggi, poesie e, nello stesso tempo, lavora a quella che sarà la sua opera maggiore I racconti di Kolyma. Numerosi suoi scritti riescono ad espatriare in modo clandestino e si diffondono con il samizdat.
Nel 1978 viene stampata a Londra la prima edizione integrale in russo dei racconti. Nel 1987, dopo la morte dello scrittore, quando ormai era vicino il crollo dell'Unione Sovietica, l'opera vede la luce anche nella sua patria.
I racconti di Kolyma è considerata una delle più importanti raccolte di racconti della letteratura russa del XX secolo. In Occidente le novelle di Šalamov sono state sempre pubblicate senza la conoscenza o il consenso dell'autore che, sorprendentemente, nel 1972 ne ha ritrattato il contenuto, presumibilmente su pressione dalle autorità sovietiche.
Per un peggioramento delle condizioni di salute, Salamov trascorre gli ultimi tre anni della sua vita in una casa di riposo per scrittori anziani e disabili a Tušino, tornato a Mosca, muore nel 1982 ed è sepolto nel cimitero di Kuncevo.

Miriam Makeba, la Mama Afrika

Miriam Makeba anche nota come Mama Afrika (Johannesburg, 4 marzo 1932 – Castel Volturno, 9 novembre 2008) è stata una cantante sudafricana di jazz e world music.
È nota anche per il suo impegno politico contro il regime dell'apartheid e per essere stata delegato alle Nazioni Unite.
Miriam Makeba nacque a Johannesburg; sua madre era una sangoma di etnia swazi e suo padre, morto quando lei aveva sei anni, era uno Xhosa.
Iniziò a cantare a livello professionale negli anni '50, con il gruppo Manhattan Brothers, e poi fondò una propria band, The Skylarks,
che univa jazz e musica tradizionale sudafricana. Nel 1959 cantò nel musical jazz sudafricano King Kong insieme a Hugh Masekela, che poco dopo divenne il suo primo marito.
Pur essendo già una cantante di successo, alla fine degli anni '50 la Makeba ricavava ancora pochissimi introiti dalle sue registrazioni, e non riceveva royalties; per questi motivi iniziò a ipotizzare di lasciare il Sudafrica per gli Stati Uniti.
Nel 1960 partecipò al documentario anti-apartheid Come Back, Africa e fu invitata al Festival del cinema di Venezia; una volta in Europa stabilì di non rimpatriare.
Si trasferì a Londra, dove conobbe Harry Belafonte, che la aiutò a trasferirsi negli Stati Uniti e farsi conoscere come artista.
In America incise molti dei suoi brani di successo, come Pata Pata, The Click Song ("Qongqothwane" in lingua xhosa) e Malaika.
Nel 1966 Miriam Makeba ricevette il Grammy per la migliore incisione folk per l'album An Evening with Belafonte/Makeba, inciso insieme a Belafonte.
L'album trattava esplicitamente temi politici relativi alla situazione dei neri sudafrica sotto il regime dell'apartheid.
Nel 1963 portò la propria testimonianza al comitato contro l'apartheid delle Nazioni Unite. Il governo sudafricano rispose bandendo i dischi di Miriam Makeba e condannandola all'esilio.
Nel 1968 sposò l'attivista per i diritti civili Stokely Carmichael; l'evento generò controversie negli Stati Uniti, e i suoi contratti discografici furono annullati.
La Makeba e Carmichael si trasferirono in Guinea, dove divennero amici del presidente Ahmed Sékou Touré e di sua moglie. Si separò da Carmichael nel 1973, e continuò a cantare soprattutto in Africa, Sudamerica ed Europa.
Svolse anche il ruolo di delegata della Guinea presso le Nazioni Unite, vincendo il Premio Dag Hammarskjöld per la Pace nel 1986.
Dopo la morte della sua unica figlia Bongi (1985), si trasferì a Bruxelles. Nel 1987 collaborò al tour dell'album Graceland di Paul Simon.
Poco tempo dopo pubblicò la propria autobiografia, Makeba: My Story.
Nel 1990 Nelson Mandela convinse la Makeba a rientrare in Sudafrica.
Nel 1992 recitò nel film Sarafina! Il profumo della libertà, ispirato alle sommosse di Soweto del 1976, nel ruolo della madre della protagonista.
Nel 2002 prese parte anche al documentario Amandla!: A Revolution in Four-Part Harmony, ancora sull'apartheid.
Nel 2001 ricevette la Medaglia Otto Hahn per la Pace. L'anno successivo vinse il Polar Music Prize insieme a Sofia Gubaidulina e nel 2004 si classificò al 38° posto nella classifica dei "grandi sudafricani" stilata da SABC3. Nel 2005 si dedicò a un tour mondiale di addio alle scene,
cantando in tutti i paesi che aveva visitato nella sua carriera.
Miriam Makeba è morta nella notte fra il 9 e il 10 novembre 2008 per un attacco cardiaco a Castel Volturno dove, qualche ora prima, nonostante forti dolori al petto, si era esibita in un concerto contro la camorra dedicato allo scrittore Roberto Saviano.
In molti, tra i quali lo stesso Saviano, hanno denunciato un grave ritardo nei soccorsi.

venerdì 27 novembre 2009

Lo Scacco Matto


Come vincere una partita a scacchi quando tutto sembra perduto!

domenica 22 novembre 2009

Ken Saro-Wiwa

Ken Saro-Wiwa (vero nome Kenule Benson Tsaro-Wiwa) (Bori, 10 ottobre 1941 – Port Harcourt, 10 novembre 1995) è stato uno scrittore e attivista nigeriano.
Fu uno degli intellettuali più significativi dell'Africa postcoloniale.

Scrittore eclettico, esordisce come drammaturgo negli anni universitari per dedicarsi poi alla narrativa (Sozaboy, 1985) ed alla televisione; il segno di questa produzione letteraria e televisiva può essere trovato nel felice equilibrio tra il tentativo di dare una forma "accademica"
a un inglese raramente considerato degno di indagine (il cosiddetto Pidgin) e l'intrattenimento popolare.
Al lavoro artistico Saro-Wiwa affianca subito un impegno nella vita pubblica che lo vede ricoprire dapprima ruoli istituzionali negli anni settanta (nell'autorità portuale e nella pubblica istruzione del Rivers State) per poi porsi in aperto contrasto con le stesse autorità statali e con il governo federale della Nigeria.
Fin dagli anni ottanta infatti Saro-Wiwa si fa portavoce delle rivendicazioni delle popolazioni del Delta del Niger, specialmente della propria etnia Ogoni maggioritaria nella regione, nei confronti delle multinazionali responsabili di continue perdite di petrolio che danneggiano le colture di sussistenza e l'ecosistema della zona.
Nel 1990 si fa promotore del MOSOP (Movement for the Survival of the Ogoni People); il movimento ottiene risonanza internazionale con una manifestazione di 300.000 persone che Saro-Wiwa guida al suo rilascio da una detenzione di alcuni mesi comminata senza processo.
Arrestato una seconda e una terza volta nel 1994, con l'accusa di aver incitato all'omicidio di alcuni presunti oppositori del MOSOP, Ken Saro-Wiwa viene impiccato a Port Harcourt con altri 8 attivisti del MOSOP al termine di un processo che ha suscitato le più vive proteste da parte dell'opinione pubblica internazionale e delle organizzazioni per i diritti umani.
Nel 1996 Jenny Green, avvocato del Center for Constitutional Rights di New York avviò una causa contro la Shell per dimostrare il coinvolgimento della multinazionale petrolifera nell'esecuzione di Saro-Wiwa.
Il processo ha poi avuto inizio nel maggio 2009, e la Shell ha subito patteggiato accettando di pagare un risarcimento di 15 milioni e mezzo di dollari (11,1 milioni di euro).
La Shell ha però precisato che ha accettato di pagare il risarcimento non perché colpevole del fatto ma per aiutare il "processo di riconciliazione".

Taraneh Moussavi

Taraneh e' una ragazza iraniana di 28 anni, arrestata dalle milizie basiji lo scorso 28 giugno. Da quel momento di lei non si ha piu' nessuna notizia. Taraneh potrebbe essere, secondo molti blogger, una nuova Neda, la ragazza uccisa dalle milizie basiji e diventata il simbolo della protesta. In un report inviato all'Agi, il giornalista iraniano Omid Habibinia racconta la terribile storia di Taraneh corredata da una sua fotografia, "perche' il mondo deve sapere cosa sta accadendo in Iran". La ragazza e' stata "arrestata e probabilmente violentata dalle forze di sicurezza in borghese intorno alle 18 mentre stava partecipando il 28 giugno alla manifestazione di fronte alla moschea di Ghoba", racconta il giornalista. "Mentre tutti gli altri detenuti furono portati dai basiji alla stazione di polizia di Nobonyad, gli agenti in borghese portarono Taraneh in un edificio nei pressi della moschea di Hosseini Ershad". Taraneh, come mostra la foto inviata da Omid, e' una bellissima ragazza, molto curata nel vestire, sempre truccata e attenta ai particolari. Cosi', in piazza, secondo alcuni testimoni, non e' scesa in jeans e scarpe da ginnastica ma vestita di tutto punto, con tacchi molto alti. Un particolare che, racconta il giornalista, ha attirato le attenzioni dei poliziotti. E qui il racconto si fa atroce, inquietante, sconvolgente: "Quando la famiglia di Taraneh, che vive a Jeyhoun Street nella zona ovest di Teheran, ando' a cercare la figlia alla stazione di polizia. gli ufficiali dissero loro che non avevano alcuna notizia... Due giorni dopo una persona telefono' a casa dei genitori dicendo che la figlia era stata ricoverata per qualche ora al Khomeini Hospital di Karaj per diverse lacerazioni nelle parti intime".
A quel punto "i genitori disperati hanno cominciato a cercare la figlia e in ospedale hanno avuto la conferma che una ragazza corrisponente alla descrizione era stata trasportata da alcuni agenti basiji che erano tornati a prenderla dopo qualche ora".

Secondo i testimoni oculari lei è stata arrestata dai pasdaran e trasferita nel carcere di Evin e successivamente sottoposta alle più feroci torture e violenze sessuali di gruppo. Il corpo di Taraneh è stato trovato in una zona semi deserta, abbandonato e semicarbonizzato.
La famiglia ha dichiarato che non intende fare funerali pubbliche. Probabilmente è stata minacciata come è successo con altre persone e altre famiglie.Non è la prima volta che il regime dei mullah usa la violenza carnale contro le persone arrestate, di entrambi i sessi, per indurli a rilasciare delle interviste televisive contro i capi dell'opposizione.
Il presidente della resistenza iraniana la signora Maryam Rajavi aveva lanciato un appello alle organizzazioni internazionali per mobilitarsi per salvare la vita di Taraneh.

Neda Agha-Soltan

La morte di Neda Salehi Agha-Soltan (persiano: ندا آقاسلطان, Teheran, 1982 - 20 giugno 2009) è avvenuta durante le proteste seguite alle elezioni presidenziali iraniane del 2009 e duramente represse dalle autorità. La sua uccisione ha avuto reazioni internazionali a causa di un video amatoriale che ha testimoniato gli ultimi istanti della sua vita. Il filmato che ha ripreso la sua morte è stato diffuso via Internet e il suo nome è velocemente diventato un grido di protesta scandito dagli oppositori al governo del presidente Ahmadinejad, che riconoscono in Mir Hosein Musavi il reale vincitore delle elezioni presidenziali, accusando il presidente in carica di brogli.

Neda significa "voce" o "chiamata" in persiano e per questo la donna è stata definita come la "voce dell'Iran" e "un simbolo dei manifestanti per la democrazia che stanno attaccando il regime islamico", nonostante l'obiettivo dei manifestanti fosse esclusivamente il riconoscimento della vittoria del loro leader e non la fine del regime in sé.

Il suo cognome è stato citato come Soltani in numerosi articoli.


Il 20 giugno 2009 la studentessa di filosofia era in compagnia del suo insegnante di musica e caro amico Hamid Panahi; stavano partecipando alla protesta contro l'esito sospetto delle elezioni. Un membro dei Basij, la milizia armata, le ha sparato uccidendola.

Le ultime parole di Neda sono state: "Sto bruciando, sto bruciando!"

Un filmato amatoriale caricato su Facebook e YouTube mostra Neda cadere a terra, essere soccorsa e morire soffocata dal proprio sangue. La sua diffusione è avvenuta attraverso il fenomeno del viral video di Internet. Il filmato è accompagnato da un messaggio del medico che ha cercato di aiutare la ragazza:

"Ore 19:05 del 20 giugno località viale Kargar, all'incrocio con via Khosravi e via Salehi. Una giovane donna che era presente col padre [sic!, l'uomo è stato poi identificato come l'insegnante di musica di Neda] ad osservare le proteste è stata colpita da un proiettile sparato da un membro dei Basij nascosto sul tetto di una abitazione privata. Ha chiaramente mirato alla ragazza e non poteva mancarla. Comunque, ha mirato dritto al cuore. Sono un medico, così sono corso a soccorrerla. Ma l'impatto del proiettile è stato così forte che è esploso dentro il petto della vittima, che è morta in meno di 2 minuti. I manifestanti erano a circa un chilometro avanti nella strada principale e alcuni manifestanti stavano correndo, per scappare dai gas lacrimogeni usati contro di loro, verso via Salehi. Il video è stato ripreso da un mio amico, che era lì accanto a me. Per favore, fate in modo che il mondo sappia.

Fonte: wikipedia

lunedì 16 novembre 2009

Consigli

Dopo aver parlato con il proprio psikiatra, con il suo psicologo e con il suo veggente ... si è anke confidato con il suo peluches, ke gli ha detto: "La tua vita peggio di così? eheheh puoi soltanto migliorare!!!"

La vita

Il mistero della vita ... la nostra esistenza ci è stata donata da Dio.

Io la vita la vedo così,
anzi non vedo proprio vita,
vedo oscurità ... o ...
ecco cos'era ...
Aspetta che mi tolgo gli occhiali da sole!
Dicevo la vita ... sì ... è piena di luce ... e mo c'è troppa luce!
... Che cacchio! ...
Aspetta che mi rimetto gli occhiali ... Che stavamo dicendo?

sabato 14 novembre 2009

Infinito

L’Infinito è simultaneamente immensità dello spazio ed eternità del tempo, elementi conoscitivi e cognitivi del concetto d'ineffabile, una condizione indispensabile per ovviare alla presenza di barriere fisiche, che dai recessi della sua anima edifica un orizzonte illimitato e un soprannaturale silenzio in cui eterno, passato e presente si confondono, ponendolo in bilico tra la perdita di sé e il piacere che da essa deriva.




«Sempre caro mi fu quest'ermo colle,
e questa siepe, che da tanta parte
dell'ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
spazi di là da quella, e sovrumani
silenzi, e profondissima quïete
io nel pensier mi fingo, ove per poco
il cor non si spaura. E come il vento
odo stormir tra queste piante, io quello
infinito silenzio a questa voce
vo comparando: e mi sovvien l'eterno,
e le morte stagioni, e la presente
e viva, e il suon di lei. Così tra questa
immensità s'annega il pensier mio:
e il naufragar m'è dolce in questo mare»

Io credo che l'infinito di Gacomo Leopardi induca un senso di libertà e tranquillità,di pace.
Con delle bellissime similitudini il poeta riesce ad esprimere la quiete che si ha immaginando l'infinito.
Le capacità cognitive dell'introspezione sfidano il fortisimo desiderio di abbandono e di naufragio.

In ricordo di Alda Merini

Amore, vola da me con l'aeroplano di carta della mia fantasia, con l'ingegno del tuo sentimento.

Vedrai fiorire terre piene di magia e io sarò la chioma d'albero più alta per darti frescura e riparo. ...

di Alda Merini, da "Alla tua salute, amore mio".

I miei compagni delle elementari

Era il 20 novembre del 2008 quando attraverso le magie tecnologiche di Facebook ci siam ritrovati tutti dopo ben 18 anni ... gli ex compagni di classe delle elementari si son rincontrati!
Anke se era passato tanto tempo, forse troppo, il nostro ricordo dei tempi passati insieme mista alla curiosità di rivederci ha fatto in modo ke per una serata le nostre vite tornassero a rincontrarci!

Da questo evento e dall'emozione dei vari ricordi emersi tutti in una volta pubblico il mio pensiero.

In ricordo dei vecchi tempi .... dei tempi ke furono ... di cui oggi non ci rimane altro ke solo il bellissimo ricordo ... l'innocente nostalgia di quello ke si è vissuto assieme ... l'inconsapevole leggerezza della nostra infanzia ... ... la nostra comune memoria ha fatto in modo di rincontrarci dopo ben 18 anni e mezzo!!! ... emozioni, ricordi, rievocazioni, racconti, sguardi, pensieri, aneddoti, fatti, nostalgie, racconti si son materializzati in una serata ... come se il tempo si fosse fermato ad un istante dopo lo scatto di questa fotografia! 18 anni in cui il destino ke ci hanno separato ... 18 anni trascorsi in vite e contesti distanti ma al tempo stesse parallele ke ieri sera si son incrociate tutte insieme per la prima volta! .... ke dire altro! non siamo cambiati affatto siam rimasti tutti come allora ... siamo ancora gli stessi ... il tempo a noi ci fa 'na s..a!!! ...

Grazie a tutti, Giulio!

Poesia di fine estate

E' già settembre ... sembra ieri quando partivamo per le vacanze!Ora l'autunno bussa alla porta e comincia a presentarsi ... naturale epilogo di una stagione, tanto sognata nei periodi freddi e bui, a cui ora non resta altro ke porgerle un sincero e nostalgico arrivederci!

... Un saluto a quest'estate 2009 ke volge al suo termine, ke ci lascia in eredità ricordi di momenti ormai finiti, memorie ke riemergono da foto ancora animate da noi stessi. ... Un arrivederci al nostro sol leone, ke dopo tanto dominio si congeda pian piano, arrivando più tardi e ripartendo un po' più presto, mostrando ormai segni di indebolimento incostrastabile, come di un vecchio imperatore ke perde le proprie forze.

... Adesso il pensiero corre inevitabilmente, alle calde assolate giornate ke parevano non finire mai, e alle trascorse illuminate sere estive, quando il tempo pareva rallentare al suo tramonto,... Nella nostra testa si accavallano nostalgicamente tanti ricordi, e mentalmente ci impegnamo per riordinarli tutti per poterli ancora riviverli, ma un souvenir della vacanza si materializza davanti a noi, rievocamdo monenti, luoghi, immagini, frasi, persone, come un sogno da cui non vorremmo mai risvegliarci.

... Ma ora il calendario con il suo ciclo naturale, ci intima di far ritorno alle nostre abitudini lavorative, cui nemmeno una nuotata in mare è riuscita a farci dimenticare.
... E ora, come allineati su una ideale linea di partenza, iniziamo un ulteriore viaggio verso il nuovo anno, verso nuove speranze, mete. obiettivi, traguardi, attravero la solita giungla di problemi e di ... sfighe quotidiane!

martedì 10 novembre 2009

il mio primo post

Ciao ... mi chiamo Giulio.
Oggi ho aperto il mio blog nel quale lasciare i miei pensieri e tutto ciò di cui ho voglia di scrivere e raccontare su di me e nn solo!

... infinito

Settimana scorsa stavo leggendo il libro L'Infinito di John Barrow ed una frase mi a colpito molto:
"Il mondo è concepito come un processo eterno di cui siamo parti effimere, destinati a essere rimpiazzati da sostituti reincarnati che possonoessere identici, simili o del tutto diversi a seconda della versionemetastorica cui si sceglie di credere."
... e se questa congettura fosse reale?