Fabri Fibra in Vip In Trip, Controcultura (2010)

Più vuoi e meno avrai, più dai e meno prendi
Prima lo si impara, poi "Pa pa para para pa pa para"
Più sogni e meno fai, più fai e meno sogni
Prima lo si impara, poi "Pa pa para para pa pa para"
Rapper italiani che "Perepè qua qua, qua qua perepè"
Politici italiani che "Perepè qua qua, qua qua perepè"
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PROPOSTE di RIFORME STRUTTURALI per l'ITALIA

1) Legge contro i conflitti di interessi del Premier vs Riforma giustizia.

2) Legge Anticorruzione per garantire legalità in Parlamento vs Lodo Alfano.

3) Nuova Legge Elettorale e ritorno alle preferenze per la scelta dei candidati.

4) Incentivare le aziende a produrre in Italia invece di delocalizzare all'estero.

5) Incentivare gli investimenti esteri in Italia.

6) Banda Larga e Wifi Libero vs Grandi Opere (Tav e Ponte sullo stretto).

7) Ricerca e Incentivi pubblici per le Energie Rinnovabili vs Centrali nucleari.

8) Liberalizzazione effettiva dei servizi pubblici (trasporti, energie, telecomunicazioni, ecc..).

9) Maggiori contributi statali alle Università Pubbliche.

10) Creazione di Centri di Eccellenza per la Ricerca Scientifica di Base con incentivi per i finanziamenti privati.

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Il nostro bel paese!

Media largamente controllati dal nuovo Duce; magistratura sotto attacco; organi di garanzia, a cominciare dalla stessa Presidenza della Repubblica per passare dall'Agicom, intimiditi; università private di fondi e sottoposte a uno scandaloso bombardamento denigratorio ... le cupe prospettive di un paese sull'orlo della dittatura!!!
Questo NON è il quadro politico di un paese sudamericano, ma è la situazione attuale della nostra Italia!!!
Nel nostro bel paese si sta a poco consolidando un nuovo regime autoritario che si sta consolidando attraverso
il raggiugimento dei seguenti obiettivi:
1) la concentrazione del potere nelle mani di una sola personalità politica, cioè quella del premier;
2) la verticalizzazione del potere che si sta seminando anche per la stagione del post Berlusconi;
3) il lavoro che si sta compiendo per arrivare ad un Capo dello Stato eletto dal popolo e ad un Parlamento ratificatore dei voleri della maggioranza;
4) l'eliminazione dei contrappesi costituzionali;
5) continuo ricorso dal governo alla Fiducia per la votazione delle Leggi alla Camera e al Senato con la conseguente rinuncia al dibattito e al confronto parlamentare con l'opposizione
6) la distruzione dell'indipendenza della magistratura e la modifica della Corte costituzionale perché sia sempre più politicizzata, come del resto il Csm;
7) il controllo quasi integrale dei mezzi di comunicazione e applicazione della censura sui talk-show ritenuti "dannosi" per il premier.
8) privatizzazione di tutto ciò che è rimasto di pubblico: la difesa e la sicurezza del Paese, l'acqua, la protezione civile e soprattutto il saper.
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mercoledì 31 marzo 2010

Verbale sequestro carriola all'Aquila


Ecco il verbale originale redatto dai solerti agenti della Digos di L'Aquila il 28 marzo in cui si riferisce del tempestivo sequestro di una pericolosissima carriola. Oggetto: "Verbale di sequestro di una carriola in pessimo stato di conservazione"

Crozza a Ballarò del 30/03/2010


Il ritorno di Ballarò ... il ritorno di Crozza ... e domani di Annozero! Si ritorna poco alla volta alla "democratica normalità di libertà di opinione nel poter esprimere le proprie idee!"

martedì 30 marzo 2010

Elezioni 2010

La Lega da oggi fa paura sia all'alleato fraterno (il PdL), sia anche come forza polita nazionale!
Speriamo che i pensieri e gli obiettivi riformatori di Bossi non vengano presi troppo in concreto e realizzati dalla coalizione di centro destra.
Ora i dirigenti del Pdl dovranno confrontarsi maggiormente con i propri alleati (interni ed esterni) piuttosto che fare la guerra ai mulini a vento (toghe rosse & C.).
Infatti se da una parte Fini cerca di frenare lo spirito Belusconian-dittatoriale dall'altra la lega alza la voce e chiede di aver maggior peso politico nell'alleanza con il Pdl fin da subito e pensa già come monetizzare la vittoria elettorale delle regionali annunciando già candidati eccellenti per le prossime elezioni e prossime riforme federaliste!

L'opposizione dal canto suo dovrà fin da ora darsi quella benedetta mossa nel cercare di riacquistare consenso popolare a cominciare da tutti coloro che si sono astenuti a queste elezioni e soprattutto dovrà mostrare finalmente quel carattere che fino adesso non ha MAI mostrato di avere!!!
Lo vogliamo eliminare o no questo conflitto di interessi che tra pochi anni compirà 20 anni?!?!...e poi non lamentiamoci più del potere ed dell'influenza mediatica di Re Silvio!!!
Sono queste le prime mosse politiche che si devono compiere...ed è così che si incomincia a conquistare rispetto tra gli elettori!!!
Via tutte le divergenze politiche interne e non alla sinistra...riunione di tutta la sinistra radicale e alleanza strategica con il PD per sconfiggere il nemico comune: Berlusconi!
Se Bersani ha anche il coraggio di incolpare le liste 5Stelle di Beppe Grillo, per avergli sottratto voti fondamentali a queste elezioni, significa ancora che questi dirigenti-precari continuano a nascondersi dietro un dito e non avere ancora il coraggio si affermare gli errori che questa sinistra continua a portarsi dietro da decenni!!!
E' necessaria una vera e sicera autocritica del proprio status politico senza incolpare alcuna terza forza politica di aver sottratto voti!!! ... Se gli elettori non hanno votato Pd, ma i candidati delle liste di Grillo significa che la sinistra di è fatta sottrarre voti anche da un comico...e questo spiega molte cose!!!

Cern maxi-scontri tra protoni

Due fasci di protoni, scagliati l'uno contro l'altro, hanno iniziato a circolare ieri all'una di pomeriggio nel tunnel sotterraneo di 27 chilometri raffreddato a meno 271 gradi, incominciando a svelare i loro segreti più intimi
I fasci di protoni sono stati lanciati ad energie mai raggiunte prima nella storia e disintegrandosi hanno dato vita a spettacolari fontane di particelle ancora più piccole ed elementari di quelle che compongono gli atomi.
La loro comparsa sui monitor del centro di ricerche di Ginevra è stata accompagnata da un'esplosione di gioia e una pioggia di spumante.

Questi risultati si son raggiunti anche se il malfunzionamento di uno dei 9600 magneti incaricati di accelerare e guidare il tragitto delle particelle, e poi un calo di tensione della rete elettrica francese causato da un temporale hanno mandato a monte il primo tentativo di collisioni ad altissima energia (7 teraelettronvolt, 3,5 volte il record precedente appartenuto al laboratorio rivale di Chicago, Fermilab).
Finalmente, dopo dodici ore di lavoro, i due treni di particelle hanno iniziato a circolare stabilmente nel tunnel del Cern, uno in senso orario e l'altro in senso antiorario, a una velocità pari al 99,9% di quella della luce.
Poi, quando gli scienziati hanno iniziato a sentire che i due fasci erano stabili e docili nelle loro mani, li hanno orientati fino a farli scontrare.

Le collisioni andranno avanti ora in maniera regolare fino alla fine del 2011.
I fasci di protoni continueranno a disintegrarsi in frammenti sempre più colorati e spettacolari che saranno immediatamente "fotografati" dai quattro grandi apparecchi incaricati di catturare e mostrare sui monitor le tracce delle particelle che volano via.
Ogni nuovo mattone della materia scoperto getterà una parte di luce sui tanti aspetti dell'universo che ancora restano incomprensibili.

lunedì 29 marzo 2010

La Polizia della Casta

domenica 28 marzo 2010

A Donna Rosa

"Se quella notte,
per divin consiglio,
la Donna Rosa,
concependo Silvio,
avesse dato ad un uomo di Milano,
invece della topa...il deretano
l'avrebbe preso in culo quella sera
sol Donna Rosa e non l'Italia intera!!!
"

di Robero Benigni

sabato 27 marzo 2010

dal Vangelo secondo Luttazzi

Il politiche applicate e sostenute del governo "del fare" ... dal Vangelo secondo Luttazzi!

Applicazione di politiche reazionarie e classiste, tagli i salari e gli investimenti, distrugga la scuola, la sanità, la ricerca e l'ambiente, controlli strettamente la giustizia, imbavagli l'informazione libera e la satira, emani decreti e leggi ad personam senza risolvere il sempre presente conflitto di interesse del premier, gestisca delle emergenze tramite persone poco affidabili, disprezzi la costituzione, il parlamento violando contiuamente la divisione dei poteri, attacchi quotidianamente il Presidente della Repubblica e la Magistratura (Csm), indebolisca all'unita sociale del paese, sdogani il fascismo e il razzismo di stato, e sopratutto che il governo sia guidato da un affarista senza scrupoli che metta al servizio della sua azienda i suoi problemi con la legge l'intera macchina dello stato, una cosa che non c'era neanche all'epoca del fascismo!!!

Enzo Biagi - Il grande assente di Raiperunanotte

Il grande assente dell'evento mediatico di Raiperunanotte è senz'altro Enzo Biagi (9/08/1920 – 6/11/2007).
Lui, insime a Luttazzi e a Santoro, è stato una delle prime vittime della censura operata da Berlusconi (Editto Bulgaro del 2001) con il quale a tutti e tre fu vietato di continuare a condurre i propri programmi tv sulla Rai in quanto vennero accusati pubblicamente dallo stesso premier di "far un uso criminoso della televisione pubblica".
In quegli anni infatti Berlusconi era già premier e incominciava, anche se pur "timidamente", a applicare i sui primi tentativi di censura politica per cercare di ostacolare chiunque potesse opporsi o criticare la sua linea politica.
Il riferimento sia al grandissimo giornalista milanese che all'editto bulgaro non sono affatto un riferimento casuale in quanto proprio il tema centrale della trasmissione di Raiperunanotte, condotta proprio da Santoro, verteva sulla questione che in Italia si stia perdendo il diritto e la possibilità di potersi esprime liberamente.
Il problema della libertà di espressione si evince anche dal fatto che in Italia da tempo non si effettua più una informazione equa, obiettiva ed equilibrata sopratutto in quelle trasmissioni prettamente informative come i telegiornali.
Queste trasmissioni, che dovrebbero raccontare ai cittadini quello che succede in Italia e nel mondo riguardo i fatti di politica, di economia e di cronaca, sono sempre più asserviti alla linea di pensiero del proprio editore come il Tg4, il Tg5 e StudioAperto (come fossero organi del partito del premier) e ci si chiede ancora perchè non si sia ancora risolto quel benedetto conflitto di interessi.
Mentre se si indaga il carattere informativo della televisione pubblica si osserva uno scandaloso allineamento con le forze politiche che sono al governo (e quindi sempre al premier).
Quindi se da una parte il conflitto di interessi inperversa come sempre quando Berlusconi è al potere dall'altra la lottizzazione della rai e degli stessi enti di garanzia e controllo (AgCom) fanno la loro parte per evitare una corretta e oggettiva informazione bipartisan.


A conferma di questo sia l'Editto Bulgaro del 2001 che le intercettazioni di Trani dimostrano come Berlusconi abbia sempre utilizzato il suo potere politico (Presidente del Consiglio) per poter raggiungere i propri obiettivi politici, adottando di volta in volta quei precisi e puntuali provvedimenti, talvolta leciti e talvolta illeciti (o meglio incostituzionali) per poter difendere e salvaguardare i suoi interessi privati e per risolvare i propri problemi con la giustizia.

Biagi tornerà in televisione solo il 22 aprile del 2007 ovvero solo quando Berlusconi decadrà dalla carica di Presidente del Consiglio a causa della sconfitta elettorale del 2006.
Mentre in Italia tornerà la Libertà di Espressione e una equa, obiettiva ed equilibrata Informazione solo quando sarà risolto il conflitto di interessi di Berlusconi ... ovvero quando lui lascerà la vita su questo pianeta!

Raiperunanotte

Qui di seguito son riportati i video di youtube da cui è possibile rivedere i momenti più significativi della trasmissione di RAIPERUNANOTTE svoltasi al Paladozza di Bologna lo scorso giovedì 25 marzo.
(I video non seguono la scaletta della trasmissione)

1) Anteprima - Mussolini & Berlusconi
2) Antonio Cornacchione
3) Marco Travaglio (1 parte)
4) Marco Travaglio (2 parte)
5) Mario Monicelli
6) Milena Gabanelli
7) Daniele Luttazzi (1 parte)
8) Daniele Luttazzi (2 parte)
9) Roberto Benigni
http://www.youtube.com/watch?v=g2qhkepMMj4
10) il Trio Medusa
11) Vauro Senese
12) Maurizio Crozza
13) Emilio Fede
14) Il giuramento del Popolo di Anno Zero

giovedì 25 marzo 2010

B. Indagato inchiesta Rai-Agcom

La Procura di Roma decide di iscrivere nel registro degli indagati Silvio Berlusconi, nello stralcio dell'inchiesta Rai-Agcom: le ipotesi di reato sono quelle di concussione e minacce, nei confronti del
commissario dell'Authority Giancarlo Innocenzi che sarebbero state esercitate per sospendere il programma Annozero.
L'iscrizione è stata decisa stamattina al termine di una riunione tenutasi nell'ufficio del procuratore Giovanni Ferrara alla presenza dell'aggiunto Alberto Caperna e dei sostituti Caterina Caputo e Roberto Felici.

I prossimi passaggi.
Entro 15 giorni gli inquirenti romani dovranno trasmettere il carteggio al tribunale dei
ministri con le richieste o di archiviazione o di approfondimento della vicenda.
Il collegio competente per i reati ministeriali dovrà, entro 90 giorni dal ricevimento del fascicolo, restituirlo alla Procura, a meno che non intervenga l'archiviazione, per le richieste conclusive: archiviazione o rinvio a giudizio.

L'istruttoria sui talk show.
L'Autorità delle Comunicazione ha anche in corso un'istruttoria sulla sospensione dei talk show da parte della Rai fino al voto per le Regionali.
Il procedimento è in una fase avanzata: la decisione finale potrebbe arrivare a breve.
Sulla vicenda erano stati presentati, all'Agcom, tre esposti: uno da Fnsi e Usigrai, uno da Articolo 21 e uno dall'opposizione in Vigilanza.

Multe Agcom

Due sanzioni da 100 mila euro ciascuna a Tg1 e Tg5 per lo "squilibrio tra Pdl e Pd" e la "marginale presenza delle nuove liste", e in più un richiamo a tutte le emittenti ad "attuare un immediato riequilibrio" tra le forze politiche in vista delle Regionali: sono le decisioni prese oggi all'unanimità dalla commissione Servizi e prodotti dell'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni.

La commissione spiega in una nota, "alla luce dei dati di monitoraggio dell'ultimo periodo (14-20 marzo) ha rilevato il perdurare di un forte squilibrio informativo tra le forze politiche, in particolare tra Pdl e Pd, e una marginale presenza delle nuove liste che si sono presentate alle elezioni, in violazione del richiamo già rivolto alle emittenti ad attuare il riequilibrio dell'informazione nei notiziari".
Secondo Giorgio Van Straten e Nino Rizzo Nervo, consiglieri di minoranza del cda, tutto questo conferma "la faziosità del Tg1".
Alla riunione Innocenzi non ha partecipato.

La Rai replica in una nota ufficiale annunciando che "impugnerà il provvedimento dell'Agcom nelle sedi competenti".

In ogni caso andrebbe anche evidenziato e ricordato il fatto che Berlusconi in questa campagna elettorale stia sia sempre più seminando odio nei confronti dei suoi avversari politici sia attuando politiche comunicative senza rispettare la par conditio: ha bloccato tutti i talk show di informazione politica sgraditi al premier, sms ed email spediti agli italiani per promuovere la manifestazione del PdL del 20 Marzo a Roma, lettere scritte dal premier e spedite per posta a milioni di cittadini del Lazio per convincerli in extremis a votarlo, comparsate a Unomattina
(rai 1) e al tg 5 nei giorni precedenti al voto senza alcun contradditorio con l'opposizione e il rifiuto di non effettuare alcun confronto politico in televisione con Bersani!

martedì 23 marzo 2010

Canzone del Maggio

lunedì 22 marzo 2010

Verdini d'Invidia e di Odio

Mi viene segnalato da un amico su Facebook questo straordianrio documento.
E' una lettera con la quale Denis Verdini, uno dei coordinatori del Popolo delle Libertà, reguardisce, con toni imperiosi, i politici abbruzzesi per sollecitarli ad andare nei quartieri ricostruiti dell'Aquila per reclamizzare la manistazione indetta dal PdL a Roma del 20 marzo.

Da questa lettera emerge chiaro che già il PdL prevedeva che l'afflusso di manifestanti per la giornata del 20 non sarebbe stata molto numerosa, come poi si è infatti verificato.
Inoltre in base alle stime di manifestanti del Pdl i dirigenti e coordinatori hanno messo a punto vere e proprie tecniche di reclutamento per far affluire maggior persone possibili in modo da far sembrare maggiore il supporto al Premier Berlusconi.
Queste tecniche hanno compreso l'invio di sms, l'invio di email, il richiamo di lavoratori precari (ora disoccupato) da parte delle agenzie interinali (con pagamento in nero di una quota di partecipazione).

La feccia che risale il pozzo

sabato 20 marzo 2010

Rai per una notte

Pubblico il testo dell'appello promosso da MicroMega per chiedere alle testate web e alle televisioni di diffondere in diretta "Rai per una notte" (http://raiperunanotte.it), la manifestazione/trasmissione promossa
dalla FNSI in difesa della libertà di stampa, che Michele Santoro condurrà giovedì 25 marzo dal Paladozza di Bologna
.

Un'iniziativa che vedrà protagonisti Giovanni Floris, Daniele Luttazzi, Marco Travaglio, Vauro, la squadra di Annozero e molti altri ospiti del mondo del giornalismo a cui vanno ad aggiungersi persone dello spettacolo ed intellettuali che hanno già sottoscritto questo appello tra cui Paolo Flores d'Arcais, Margherita Hack, Dario Fo, Franca Rame, Antonio Tabucchi,
Fiorella Mannoia, Salvatore Borsellino, Lorenza Carlassare, Sabina Guzzanti, Wu Ming 1, Moni Ovadia, Luciano Gallino, Stefano Benni, Carlo Freccero, Piergiorgio Odifreddi, Valerio Magrelli, Pierfranco Pellizzetti, Angelo d'Orsi, Lidia Ravera, Franco Grillini, Marco Revelli, Giorgio Cremaschi, Carlo Bernardini, Ferruccio Pinotti, Orlando Franceschelli, Mauro Barberis, Roberto Morrione e Roberto Escobar.

E' ormai provato al di là di ogni ragionevole dubbio il carattere assolutamente pretestuoso della decisione Rai di interrompere Annozero, decisione che risponde unicamente ad un "ukase" di Berlusconi comprovato da numerose intercettazioni telefoniche.
Di fronte a questa ennesima violenza contro la libertà d'informazione, riteniamo dovere di ogni testata democratica dare un appoggio pieno e incondizionato alla trasmissione extra-Rai che Santoro realizzerà a Bologna la sera di giovedì 25 marzo.
Chiediamo perciò a tutte le testate web (e in primo luogo a quelle dei grandi quotidiani) e a tutte le televisioni che trasmettono in digitale terrestre, dal satellite, su frequenze locali, di collegarsi il 25 marzo alle ore 21 per diffondere in diretta tale iniziativa, quali che siano le divergenze o critiche di tali testate nei confronti di "Annozero" e di Santoro, come forma elementare e doverosa di testimonianza a difesa della libertà di stampa e dei diritti costituzionali ogni giorno vieppiù calpestati dal governo di Berlusconi.


Tutte le informazione e i vari modi per seguire l'evento di giovedì 25 marzo si possono trovare sul sito http://raiperunanotte.it dal quale è anche possibile contribuire con un versamento di 2,5 € per finanziare l'iniziativa in quanto tutti coloro che vi parteciperanno (giornalisti, cameramen, eletricisti e operai) lavoreranno gratis con il solo obiettivo di difendere la LIBERTA' DI INFORMAZIONE IN ITALIA.

Reclute & Comparse - parte 3

La manifestazione di oggi 20 marzo indetta da Berlusconi per raccogliere a se il Popolo delle Libertà verrà raccontata e ricordata più sul piano mediadico che sui veri contenuti che verrano espressi dal popolo dell'amore.

La manifestazione, che non a caso avrà come slogan principale "L'amore che vince sempre sull'Invia e sull'Odio", verrà amabilmente condotta da Berlusconi il quale dall'alto della sua eloquentia e dal suo fiabesco potere di manipolare le menti dei presenti e non (grazie ai vari Minzolini e Fede sparsi tra i vari tg e quotidiani nazionali) saprà mirabilmente girare a proprio vantaggio tutto quanto negli ultimi tempi gli è sfuggito di mano (prescrizione & colpevolezza di Mills, blocco dei talk-show politici, decreti ad hoc salvaliste Pdl, inchieste sugli appalti del G8, inchiesta di Trani, attacchi continui alla magistratura) cercando di recuperare in modo rocambolesco il proprio appeal politico a solo una settimana delle elezioni regionali.

Il suo prindipale obiettivo, oggi pomeriggio, sarà quindi di farsi incoronare dal "proprio popolo" quale vittima sacrificale di un sistema politico antidemocratico e di un sistema giudiziario perennemente ostile a lui in modo da farsi eleggere nuovamente quale unico baluardo di democrazia e di libertà in Italia.
Berlusconi saprà anche mascherare gli errori e i gravi problemi di organizzazione interni al PdL
come pretesto per colpevolizzare ancora una volta l'opposizione di non dare la possibilità alla lista della Polverini, candidata alla presidenza della regione Lazio, di partecipare alle prossime elezioni.
Berlusconi sbandiererà anche uno scontato e inviolato "diritto al voto" come conseguenza dell'esclusione delle proprie liste elettorali, senza peraltro giustificare i motivi veri di tale esclusione.
Questi argomanti verranno sbraitati in piazza e ritramessi nell'etere nelle prossime ore in modo che la Plebe della Libertà giunta a Roma (e non solo) possa essere ancora manipolata in modo da far sembrare Berlusconi la vittima sacrificale di un sistema (politico e giudiziario) che però lui stesso ha creato!

Spero che il Popolo Italiano si sia reso conto che questo politico stia cercado ancora una volta di resistere fino all'ultimo alle sue ingombrati e scomode verità giudiziarie cercando di applicare di continuo i suoi personali e privati metodi di (mal)governo come il continuo ricorso alla fiducia parlamentare (già 31 in sola questa legislatura) per ottenere l'immediata approvazione delle sue leggine con il contemporaneo annullamento della struttura parlamentare e dell'opposizione e la continua produzione di decreti sempre per esautorare il parlamento dal suo potere legislativo.

I suoi comportanti, talvolta complulsivi talora nevrotici, manifestati di turno a Napolitano, al Cms, ai pubblici ministero, ai giudici e ai suoi stretti "collaboratori" (Giancarlo Innocenzi e Mauro Masi) fanno emergere che Mister B si senta circondato e prossimo alla sconfitta politica, sempre che non decida di risolvere tutti i suoi problemi politici e non solo alzando ancora di più la voce con altre azioni repressive nei confronti dei suoi oppositori.

Reclute & Comparse - parte 2

"Abbiamo un fax a firma del responsabile della Metro B di Roma, Alberto Vinci inviato a tutti i direttori delle centrali del traffico della linea B della metro, in cui si chiede di aprire i tornelli della metro sabato 20 marzo,
in occasione della manifestazione del Pdl
, dalle ore 11 alle ore 16 per le stazioni di Eur Fermi e Palasport (dove arriveranno i pullman del manifestanti) e dalle 19 alle 21 nelle stazioni di Circo Massimo, Piramide e Colosseo, per permettere agli stessi manifestanti di tornare ai pullman".

Massimiliano Valeriani, consigliere comunale del Pd dichiara in una nota: "Fermo restando che in questa circostanza non risulta esserci alcuna richiesta da parte del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza ho depositato un'interrogazione consiliare al sindaco Alemanno e all'assessore Marchi per sapere il motivo per cui tale decisione non sia stata pubblicizzata e per conoscere ulteriori dettagli, anche di tipo economico, su tutta l'operazione".

"Non capiamo, insomma - continua Valeriani - perché tutto si svolga 'auhm auhm', come sempre più spesso avviene nella Roma di Alemanno.
Inoltre chiedo anche di conoscere i motivi per cui questo accesso gratuito sia concesso domani per i manifestanti del Pdl e non per l'altra grande manifestazione che si tiene in città contro la privatizzazione dell'acqua. Non capiamo per quale motivo si usino due pesi e due misure: metro a pagamento per i manifestanti che difendono l'acqua pubblica, metro gratis per quelli del Pdl".

Tutto quanto lascia intendere che ci sia un accordo tra il Pdl e la società di gestione.
La cifra non è però stata comunicata anche se da alcune indiscrezioni pare si aggiri sui 15mila euro, una cifra quasi simbolica considerata la potenziale utenza che secondo gli organizzatori dovrebbe superare il mezzo milione di partecipanti.

Dopo gli sms e le email inviati a cittadini senza alcun loro consenso e quindi violando anche la legge sulla privacy, viene a galla un'altra storia torbida a contorno della manifestazione del Pdl di oggi a Roma.

Reclute & Comparse - parte 1

Una valanga di sms d'invito alla manifestazione di sabato 20 firmati dal premier Silvio Berlusconi inviati a cellulari privati, aziendali e a numeri fissi riservati, tutti utenti che non avevano dato alcun consenso.
Messaggi sms ed email a cui non era possibile neanche inoltrare la risposta al mittente.
Non è possibile ricevere messaggi di questo genere: per inviare sms e email di propaganda elettorale occorre il consenso degli
interessati, come ha ribadito meno di un mese fa il Garante della Privacy in un provvedimento pubblicato dalla Gazzetta Ufficiale.

Questo il testo del messaggio inviato per sms a un gran numero di cittadini: "Ti aspetto sabato alle 14 a Roma Circo Massimo. Un grande corteo fino a San Giovanni per difendere la libertà e la democrazia. Silvio Berlusconi".

Più articolato il testo delle email: "Noi scendiamo raramente in piazza. Ma quando ci vuole,
ci vuole. E questa volta è doveroso farlo per difendere la nostra libertà e la nostra democrazia
", esordisce il messaggio. Per poi denunciare "un gioco sempre più scoperto e sempre più pericoloso che vede alleati la sinistra, i suoi giornali e i magistrati politicizzati di sinistra. Si sono inventati una tangentopoli che non c'era e non c'è. Hanno provato a schizzare del fango anche sul miracolo che abbiamo realizzato in Abruzzo. Hanno cercato di estromettere le liste del Popolo della libertà in Lombardia e nel Lazio, dando la colpa ai nostri delegati che invece non hanno nessuna colpa, per poter vincere la partita elettorale chiudendo la squadra avversaria negli spogliatoi con l'aiuto di un arbitro amico".

Il presidente del gruppo Idv alla Camera Massimo Donadi ha affermato: "Abbiamo presentato un'interrogazione per sapere chi paga questi sms e se c'è una violazione della privacy dei cittadini. Vorremmo sapere dove hanno preso i numeri di telefono, se tutte le persone raggiunte hanno dato il loro assenso".

Il Garante privacy ricorda a partiti politici, comitati promotori, sostenitori e singoli candidati "che non è possibile contattare telefonicamente i cittadini che non abbiano espresso un preventivo consenso ad essere chiamati".
Una precisazione importante, solo che molti cittadini si aspettano un intervento risolutivo da parte del Garante, e lamentano invece di non aver ricevuto alcuna risposta agli esposti presentati.

Questa è l'ennesima prova che siamo governati da un liberale-illiberale, che da una parte cerca in tutti i modi possibili (leciti e meno) di bloccare qualsiasi fonte informatica che sia contraria alla sua linea di pensiero, come per esempio bloccare i talk-show politici un mese prima delle elezioni adducendo in maniera fantasiosa al diritto della par conditio, mentre la sua parte politica si permette di inviare sms ed email (senza avere il minimo consenso dei destinatari) per reclutare persone alla sua manifestazione del 20 marzo violando in questo modo la legge (l'ennesima") sulla privacy e generando pure spamming.

XV Giornata della Memoria delle vittime delle Mafie

La XV Giornata della Memoria e dell'Impegno in ricordo delle vittime delle mafie, si celebra a Milano oggi sabato 20 marzo 2010.
Milano sarà protagonista anche il 19 marzo, con l'incontro tra i familiari delle vittime e a seguire momento ecumenico di ricordo delle vittime, per poi avere il giorno successivo, il 20 la marcia al mattino e poi vari seminari.
Sarà come sempre importante coinvolgere tutta la rete di Libera, gli studenti, la cittadinanza e le associazioni piccole e grandi.

Il tema che porremo al centro della Giornata, sarà la dimensione finanziaria delle mafie.
Troppo spesso si licenzia frettolosamente ancora oggi il problema mafie come qualcosa che riguarda solo alcune regioni del Sud Italia.
Sappiamo per certo che non è così, che oggi le mafie investono in tutto il mondo e che nel Nord Italia ci sono importanti cellule di famigerati clan, che riciclano denaro sporco, investono capitali nell'edilizia e nel commercio, sono al centro del narcotraffico, sfruttano attraverso lavoro nero.
La corruzione, oggi nuovamente a livelli altissimi come sottolineato dalla Corte dei Conti, è un fenomeno presente in misura crescente dove ci sono maggiori possibilità di business: è dunque il Nord tutto a doversi guardare da questi fenomeni di penetrazione di capitali illeciti.

Milano è la città in cui fu ucciso nel 1979 Giorgio Ambrosoli, avvocato esperto in liquidazioni coatte amministrative, che stava indagando sui movimenti del banchiere siciliano Michele Sindona.

Milano è la città in cui il 27 luglio del 1993 ci fu una delle bombe che esprimevano l'attacco diretto allo Stato da parte della mafia: la strage di via Palestro, nei pressi del Padiglione di Arte Contemporanea. Ci furono cinque morti.

Milano è infine la città in cui si terrà l'Expo nel 2015, una manifestazione che attrarrà ingenti capitali e su cui sarà importante vigilare al fine di non consentire l'infiltrazione delle mafie.

Per tutte queste ragioni e per molte altre, ci ritroveremo il 20 marzo 2010 a Milano, per celebrare la XV Giornata Nazionale della Memoria e dell'Impegno, in ricordo delle vittime delle mafie.

Dal 18 marzo i recapiti per contattare la segreteria sulla XV giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime delle mafie sono:
Milano: 02 7723221
Organizzazione: 331 1776339; 320 9637506; 331 6750081
Ospiti: 331 1776339
Organizzazione familiari: 388 8570381; 335 1929803
Ufficio stampa: 335 5966624; 349 2325973

giovedì 18 marzo 2010

Viva l'Italia

Viva l'Italia, l'Italia liberata,
l'Italia del valzer, l'Italia del caffè.
L'Italia derubata e colpita al cuore,
viva l'Italia, l'Italia che non muore.
Viva l'Italia, presa a tradimento,
l'Italia assassinata dai giornali e dal cemento,
l'Italia con gli occhi asciutti nella notte scura,
viva l'Italia, l'Italia che non ha paura.
Viva l'Italia, l'Italia che è in mezzo al mare,
l'Italia dimenticata e l'Italia da dimenticare,
l'Italia metà giardino e metà galera,
viva l'Italia, l'Italia tutta intera.
Viva l'Italia, l'Italia che lavora,
l'Italia che si dispera, l'Italia che si innamora,
l'Italia metà dovere e metà fortuna,
viva l'Italia, l'Italia sulla luna.
Viva l'Italia, l'Italia del 12 dicembre,
l'Italia con le bandiere, l'Italia nuda come sempre,
l'Italia con gli occhi aperti nella notte triste,
viva l'Italia, l'Italia che resiste.

di Francesco De Gregori tratta dall'album Viva l'Italia pubblicato nel novembre del 1979.

Il brano racconta molti pregi, ma anche difetti, dell'Italia, passando anche attraverso i periodi più bui della Storia dell'Italia, come il ventennio fascista. Proprio riguardo a ciò, l'ultimo verso elogia la Resistenza italiana, dicendo: "Viva l'Italia, l'Italia che resiste"
Particolare importanza ha anche il verso Viva l'Italia, l'Italia del 12 dicembre, sottinteso del 1969: come ha spiegato spesso il cantautore, il riferimento è qui al modo in cui l'Italia ha saputo reagire alla strategia della tensione, che ebbe inizio proprio a Piazza Fontana.

lunedì 15 marzo 2010

Arbitri venduti

domenica 14 marzo 2010

World Day Against Cyber Censorship

Reporters Without Borders celebrates World Day Against Cyber Censorship on 12 March.
This event is intended to rally everyone in support of a single Internet that is unrestricted and accessible to all.
It is also meant to draw attention to the fact that, by creating new spaces for exchanging ideas and information, the Internet is a force for freedom.
However, more and more governments have realised this and are reacting by trying to control the Internet.

Reporters Without Borders marks the occasion by issuing its latest list of “Enemies of the Internet”.
This list points the finger at countries such as Iran, China, Saudi Arabia, Vietnam and Tunisia that restrict online access and harass their netizens.
A list of countries that have been placed “under surveillance” for displaying a disturbing attitude towards the Internet is also released. Turkey and Russia are added to this list of countries "under surveillance".

Reporters Without Borders awarded on 11 March the first “Netizen Prize”, with Google’s support, to the Iranian women’s rights activists of the Change for Equality (www.we-change.org) website.
Journalist, blogger and activist Parvin Ardalan, one of the site’s founders, received the prize from French journalist Jean-Marie Colombani in a ceremony at the Paris headquarters of Google France.
The prize recognizes an Internet user, blogger or cyber-dissident who has made a notable contribution to the defence of online freedom of expression.

Reporters Without Borders has designed a logo to symbolise the defence of online free expression.

It represents a computer mouse freeing itself from its chains.
The logo can be downloaded free of charge and is available in various colours.
Do you want to show your support for World Day against Cyber-Censorship?
Do you want to defend an Internet without restrictions and accessible to everyone?
Don’t hesitate to download this logo and post it on your blog or website or add it to your email signature.

http://www.rsf.org/World-Day-Against-Cyber-Censorship.html

Il legittimo impedimento è incostituzionale - parte 2

Dunque è evidente che il legittimo impedimento non serve a dirimere il contrasto tra gli impegni "coessenziali" di B&C e le necessità della giurisdizione, poiché questo eventuale contrasto non cesserà di esistere trascorsi 18 mesi.
Quindi B&C sostengono che il legittimo impedimento significa immunità; solo che è provvisoria e che deve durare fino al Lodo Alfano costituzionale.
Provvisoria o definitiva che sia, resta incostituzionale!

Serve altro? Magari sì.
Sempre l’art. 2 afferma che è necessario “consentire al presidente del Consiglio dei ministri e ai ministri il sereno svolgimento delle funzioni loro attribuite dalla Costituzione e dalla legge”.
Il sereno svolgimento? E che c’entra con il legittimo impedimento che garantisce le “funzioni coessenziali all’attività di governo”?
Se sussistono, nessun giudice le potrà ignorare, anche perché l’art. 1 ne ha previsto un elenco tassativo; se non sussistono, non c’è motivo di rinviare i processi.

Sicché è evidente che la legge non serve a regolamentare i rapporti tra le "funzioni coessenziali di governo" e la giurisdizione; ma a tutelare la psiche di B&C, provata dal concreto rischio di finire in galera. E di nuovo questa è immunità personale, già giudicata incostituzionale etc etc.

Serve altro? Sì, magari.
La Scheda illustrativa allegata al testo della legge approvata dal Senato contiene frasi significative.
Tra queste: vi è la "necessità di tenere al riparo cariche elettive e, in particolare, cariche esecutive dall’esercizio strumentale dell’azione giudiziaria da parte della magistratura".
Eccolo l’effettivo scopo della legge, un’immunità già due volte ritenuta incostituzionale.
Per di più giustificata dal fatto che la magistratura, com’è noto a tutti, commette abitualmente reati quali la calunnia, l’abuso d’ufficio, il falso in atto pubblico.
Non male come tecnica legislativa!!!

Il presidente della Repubblica ha già detto (in occasione dello scudo fiscale) che è inutile non firmare una legge, per quanto abominevole essa sia; tanto, ha detto, se gliela presentano una seconda volta, è obbligato a firmarla.
È già stato osservato che questo non è vero e che c’è sempre un momento in cui ci si deve dissociare dalla prepotenza e dall’abuso; che esiste la strada delle dimissioni; che qualcuno dovrà pur dire ai cittadini che un governo spregiudicato e arrogante e un Parlamento asservito emanano leggi illegali (perché funzionali a interessi privati) e, naturalmente, incostituzionali.
Qualcuno deve dirlo. E avrà pure un senso che il presidente della Repubblica abbia prestato giuramento di osservanza della Costituzione (art. 91).
Si osserva la Costituzione promulgando leggi del genere?

di Bruno Tinti, da il Fatto Quotidiano, 11 marzo 2010

sabato 13 marzo 2010

Il legittimo impedimento è incostituzionale - parte 1

Il "legittimo impedimento" è legge e stabilisce che i processi in cui B. e i suoi ministri sono imputati vanno rinviati fino a un massimo di 18 mesi se la presidenza del Consiglio dei ministri dichiara che B. e i suoi ministri hanno un impedimento continuativo correlato allo svolgimento delle loro funzioni.
In altre parole la legge prevedere che B. e i suoi ministri decidono se i processi in cui sono imputati si possono fare o no.

Si può convenire sul fatto che talvolta i giudici possono sottovalutare gli impegni istituzionali di queste personalità e non rendersi conto di quanto siano rilevanti funzioni di governo e potrebbero quindi rifiutarsi di rinviare un processo per corruzione e frode fiscale per svariati milioni di euro, magari prossimo alla prescrizione.
Così questa legge che prevede l’elenco tassativo degli impegni di governo che costituiscono legittimo impedimento a comparire in udienza; e il giudice deve rinviare il processo senza che gli sia consentito di discettare sulla prevalenza della giurisdizione.
In effetti l’art. 1 della legge proprio questo fa: elenca le norme che prevedono i compiti del presidente del Consiglio e dei Ministri. E stabilisce che in tutti questi casi il giudice deve riconoscere il legittimo impedimento.

Niente da dire, è proprio giusto. Solo che le mostre, i convegni, le gallerie a un certo punto finiscono. Sempre l’art. 1 prevede che il legittimo impedimento può anche essere costituito da "ogni attività comunque coessenziale (?) alle funzioni di governo".
La sussistenza di queste attività è attestata dagli stessi che vogliono avvalersene; il tutto senza bisogno di specificare in cosa consistano.
Messa così, somiglia tanto a una prerogativa personale: un’immunità già bocciata dalla Corte
Costituzionale (Lodo Schifani e Lodo Alfano), oggi addirittura estesa a un paio di decine di persone.
Il presidente della Repubblica se ne renderà conto? Lo capirà che si tratta dell’ennesima legge incostituzionale che serve solo a evitare una sentenza che dica che B. ha corrotto l’avv. Mills?

Per la verità la cosa dovrebbe riuscirgli facile perché quale sia il vero scopo della legge lo dichiarano apertamente proprio B&C.
Sempre l’art. 1 dice che il legittimo impedimento vale per le udienze penali in cui presidente del Consiglio e ministri sono imputati. Quindi non vale quando siano chiamati a testimoniare.
Domanda: se il problema consiste nel fatto che la presenza alle udienze penali è incompatibile con le "attività coessenziali alle funzioni di governo", com’è che questa incompatibilità non è stata prevista quando si tratta di testimoniare?
Serve altro per dimostrare che si tratta dell’ennesima immunità personale già dichiarata incostituzionale?

E allora si veda l’art. 2: la legge ha validità "fino alla data di entrata in vigore della legge costituzionale recante la disciplina organica delle prerogative del presidente del Consiglio dei ministri e dei ministri", cioè fino all’agognato Lodo Alfano costituzionale (che sarà incostituzionale pure lui).

Tratto da il Fatto Quotidiano di Bruno Tinti, 11 marzo 2010

L'eutanasia della democrazia italiana

Dopo la firma in tutta fretta del presidente della repubblica Giorgio Napolitano del decreto "interpretativo" di venerdì 5 marzo scorso Angelo d’Orsi su MicroMega si pone alcune annose domande sulla situazione politica in Italia cercando di prevedere le conseguenze che si potranno delineare nei prossimi tempi.

Come non provare una grande preoccupazione davanti alla deriva bonapartistica di questo Paese?
Come non sentire un disagio fortissimo per le incertezze balbettanti dell’Opposizione parlamentare, in cui solo un politico certamente discutibile come Tonino Di Pietro, dice pane al pane?
Come non sentirsi affranti e quasi stranieri nel distratto rumore di fondo della gran parte dei nostri concittadini?
E come non condividere lo sdegno di quei commentatori da Gustavo Zagrebelsky ad Antonio
Tabucchi, che hanno posto in luce le responsabilità del capo dello Stato, che ha firmato un decreto-legge inammissibile? Basterà l’Europa a salvarci?
Stiamo assistendo, inani, distratti, indaffarati nelle nostre cose di tutti i giorni, ad uno degli
atti finali dell’eutanasia della democrazia italiana.

E' ammissibile il gesto del governo e l’avallo del Presidente? La risposta è semplice: no; non si può.
E sia consentita un’altra domanda: è certo Napolitano che la sua firma placherà gli animi?
Che non si ritorcerà contro di lui?
Che non sarà un cavallo di Troia per lasciare libero accesso agli Achei per farli accedere alla cittadella democratica e impadronirsene?
Quanti esempi, in tal senso, ci offrono i magazzini della Storia: quante volte sinceri liberali o democratici hanno fatto prevalere la ragion politica sulla legalità, e sempre, ogni volta, essi stessi ne sono stati le prime vittime.
Quando nel 1919 venne arrestato Benito Mussolini, per le armi trovate nel suo “covo” di via Paolo da Cannobio, a Milano, sede del “Popolo d’Italia”, e per le accuse di violenza contro avversari politici il presidente del Consiglio Francesco Saverio Nitti lo fece scarcerare per ragioni di “opportunità”.
Fu pochi anni dopo costretto all’esilio dai fascisti andati al potere.
Basta questo esempio? Ma, davvero, di situazioni siffatte la storia è persino ridondante.
Eppure, possibile che nessuno studi la storia? È possibile che nessuno ne apprenda la severa lezione?

Rimane, certo, il problema di una vera e propria situazione di crisi in atto, nel Paese: il suo scioglimento, quando sarà, non potrà che essere “rivoluzionario”.
O cacciare il tiranno oppure, consentirgli di fare tutto, ma proprio tutto, sulla base di un principio di identificazione tra interessi di Stato e interessi di partito, tra democrazia e “mignottocrazia”, tra legge e privilegio, tra legalità e opportunità.
Siamo a un tornante decisivo, ritengo. E in situazioni siffatte forse le mezze misure sono escluse.

L'inizio della fine?

Il momento storico che stiamo vivendo produrrà una svolta del Paese in senso dispotico o democratico.
Se prevarrà la forza del governo, l'Italia diventerà una satrapia occidentale, se invece i cittadini responsabili faranno sentire la propria voce critica, la democrazia avrà ancora speranza di sopravvivere.

E' infatti in atto il consolidamento finale di un disegno autoritario che si evince da diversi tentativi in corso:
1) la concentrazione del potere nelle mani di una sola personalità politica, cioè quella del premier;
2) la verticalizzazione del potere che si sta seminando anche per la stagione del post Berlusconi;
3) il lavoro che si sta compiendo per arrivare ad un Capo dello Stato eletto dal popolo e ad un Parlamento ratificatore dei voleri della maggioranza;
4) l'eliminazione dei contrappesi costituzionali;
5) la distruzione dell'indipendenza della magistratura e la modifica della Corte costituzionale perché sia sempre più politicizzata, come del resto il Csm;
6) il controllo quasi integrale dei mezzi di comunicazione come Gelli insegna.

Questo disegno autoritario si consolida anche attraverso la privatizzazione di tutto ciò che è rimasto di pubblico: la difesa e la sicurezza del Paese, l'acqua, la protezione civile e soprattutto il sapere.
Privatizzare la formazione è infatti il mezzo più proficuo per conformare le coscienze e appiattirle sul modello sub culturale proposto dal berlusconismo: il cittadino che consuma e che solo vuole consumare.

Anche lo smantellamento dello stato sociale di diritto rientra in questo piano autoritario, come dimostra la sterilizzazione dell'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori approvata qualche giorno fa.
Una norma conquistata attraverso la stagione delle lotte operaie e pilastro del diritto di chi lavora viene così ridotta in cenere, bruciata dal fuoco di un governo golpista manovrato dai poteri forti della Confindustria.
Il lavoratore vittima del sopruso non potrà chiedere l'intervento del giudice, bensì di un arbitro, a cui spetta la facoltà di imporre al massimo un'ammenda senza il bisogno di rifarsi alla legge, bensì alla sua equità.

Custodi della democrazia e dello stato di diritto siamo dunque solo noi cittadini.
Anche il presidente della Repubblica ha infatti piegato la testa dinanzi al governo, come dimostra la firma posta al dl salva-liste.
Sabato, allora, è importantissimo, direi vitale (per l'esistenza della democrazia) che la società civile partecipi in modo pacifico ad un appuntamento di resistenza democratica. Il popolo in movimento deve far sentire la sua voce critica e ferma contro i golpisti di Palazzo Chigi.

di Luigi De Magistris, da luigidemagistris.it dell' 11 marzo 2010

giovedì 11 marzo 2010

Il Popolo Viola in piazza 13 marzo 2010

Gli eventi di questi giorni dimostrano che siamo realmente in un momento di emergenza democratica.
L’uso strumentale del decreto legge da parte del governo per tutelare gli interessi di parte o di pochi (non l’esercizio democratico del voto, altrimenti della sanatoria avrebbero beneficiato le altre liste escluse, come ad esempio i radicali) ha rappresentato un momento di grave lacerazione istituzionale per il nostro Paese.

L’approvazione del Legittimo Impedimento alla Camera ed il suo eventuale via libera al Senato nei prossimi giorni sono altri segnali di un governo che pensa di utilizzare le istituzioni democratiche legiferando per risolvere i problemi di una persona o delle sue liste elettorali.Tutto ciò accade nel momento in cui vengono eliminati gli spazi di libera informazione, come dimostra la decisone del Cda Rai di mettere il bavaglio ai talk show di approfondimento politico, pur di non applicare ad essi le regole della par condicio.
Ogni vincolo costituzionale, nel nostro Paese, viene di fatto rimosso arbitrariamente per favorire specifici interessi politici ed elettorali.

Per questo noi cittadini rivendichiamo un Paese nel quale la decretazione d’urgenza venga utilizzata solo per porre rimedio ai danni di una crisi, che un popolo senza colpe sta vivendo.
Ci domandiamo se non ora quando sia il momento delle responsabilità, ciascuno nel suo ruolo e funzione: noi cittadini indignati per l’attacco alle regole democratiche e la chiusura di spazi di informazione, i partiti come difensori nelle istituzioni di delle regole costituzionali.
Se non ora quando dovremmo scendere in piazza, tutti insieme, per manifestare la necessità di difendere la nostra Costituzione e le istituzioni che essa rappresenta?

Per tutto questo invitiamo a continuare la mobilitazione permanente che il Popolo Viola ha inziato fin dal 4 febbraio con il Presidio Permanente a Montecitorio, proseguita il 27 gennaio con la bella manifestazione di Piazza del Popolo e con le iniziative ed i sit-in di questi giorni.

Il 13 marzo si può trasformare in una giornata di mobilitazione straordinaria con tanti NODI rappresentati da iniziative e presidi in molte città italiane e quattro manifestazioni HUB, alcune delle quali promosse direttamente dal Popolo viola ed altre promosse da altre forze democratiche.

http://www.ilpopoloviola.it/

Il Popolo Viola in piazza 13 marzo 2010
http://www.facebook.com/event.php?eid=10150117251995083&index=1

Io mi oppongo al Regime Dittatoriale di Berlusconi!!!
http://www.facebook.com/group.php?gid=347094143818&ref=mf

mercoledì 10 marzo 2010

Il comportamento di Napolitano

Il comportamento del presidente Napolitano ricorda in modo impressionante il comportamento del governo Facta
ai tempi della marcia su Roma.

In un paese democratico esistono delle leggi, leggi che i politici stessi in Parlamento hanno fatto e che sono tenuti a rispettare.
Non è accettabile la logica che le leggi si fanno rispettare per i nemici e si interpretano per gli amici, perchè questa è la fine dello stato di diritto.
Di fronte all'incapacità e alla cialtroneria di gruppi dirigenti regionali del partito di Berlusconi, che non sono riusciti a presentare regolarmente le loro liste, l'unica via da seguire era quella della legge, ovvero ciascuno ha diritto a fare dei ricorsi e vi sono dei magistrati deputati a decidere.
Cercare di stravolgere questo procedimento democratico significa infliggere alla democrazia liberale un vulnus gigantesco.

Il fatto che poi si dica che le regole sono cose secondarie rispetto alla sostanza indica il baratro in cui ormai il nostro Paese è arrivato.
Mi domando se non sarebbe responsabile da parte delle opposizioni dichiarare apertamente che in queste condizioni saranno loro a ritirare tutte le liste dalle elezioni e a non parteciparvi.

di Paolo Flores d'Arcais
MicroMega, 6 marzo 2010

La trinità impunita!

Sì del Senato alla fiducia posta dal governo sull'articolo 1 del disegno di legge sul legittimo impedimento: l'Aula di Palazzo Madama ha votato con 168 sì, 132 no e 3 astenuti.
L'articolo 1 stabilisce, tra l'altro, che per il presidente del Consiglio e per i ministri costituisce legittimo impedimento a comparire nelle udienze dei procedimenti penali, come imputati, il concomitante esercizio di una o più attività di governo.
Il corso della prescrizione rimane sospeso per l'intera durata del rinvio.

Il legittimo impedimento, prevede ancora l'articolo 1 del ddl, si applica anche ai processi penali in corso alla data di entrata in vigore della legge. I voti a favore sono stati 168, quelli contrari 132 e 3 gli astenuti.
Esito-fotocopia per l'articolo 2: il Senato ha concesso la fiducia con 168 voti a favore, 132 contrari e 3 astenuti.

Ottenuta la seconda fiducia, sono iniziate le dichiarazioni di voto.
Con la doppia fiducia del Senato sul ddl che introduce il legittimo impedimento, il governo Berlusconi passa in pochi giorni a quota 31 fiducie (l'ultima, la numero 29, risale a pochi giorni fa, il 4 marzo, posta sul decreto Enti locali alla Camera).
Con oggi, il Berlusconi IV nel suo anno e dieci mesi di vita "stacca" il Berlusconi II che nella XIV legislatura in quasi quattro anni (per la precisione 3 anni e dieci mesi) aveva fatto ricorso alla questione di fiducia 29 volte!

Fiducia Fiducia Fiducia Fiducia Fiducia Fiducia Fiducia Fiducia Fiducia Fiducia Fiducia Fiducia Fiducia Fiducia Fiducia Fiducia Fiducia Fiducia Fiducia Fiducia Fiducia Fiducia Fiducia Fiducia Fiducia Fiducia Fiducia Fiducia Fiducia Fiducia e 31°Fiducia ... ma quale fiducia. ma chi è che si fida ancora di lasciar governare questo tizio che cerca l'impunità a tutti i costi e a tutte le ore del giorno per poter evitare di cadere nella rete della Giustizia!!!!!!
Tra Decreti, decretini interpretativi e votazioni di fiducia il PremierDux racchiude in se sia il Potere Legislativo che Esecutivo .... se poi si considera che i processi a cui è imputato se li aggiusta e li manovra lui stesso con i due poteri che già possiede e non contento di questo delegittima il potere giudiziario attaccando con ferocia il Csm, i pm e i giudici!

martedì 9 marzo 2010

Legittimo impedimento in Senato

E' battaglia sul legittimo impedimento.
Nell'aula del Senato i senatori di Pd ed Idv hanno presentato circa 1.700 emendamenti.
E il governo ha deciso di porre il voto di fiducia: il ministro dei Rapporti con il Parlamento Elio Vito ha motivato la decisione con l'altissimo numero di emendamenti.
Immediatamente dai banchi dell'opposizione si sono levate urla di protesta.
A Palazzo Madama gli animi erano surriscaldati già prima che il governo annunciasse di voler porre la fiducia.
Una decina di senatrici del Pd avevano indossato una maglietta con su scritto "Etiam si omnes, ego no", "se anche tutti, io no".
"E' il motto dei giovani universitari tedeschi della rosa bianca usato come forma di protesta - aveva spiegato Emanuela Baio - durante il nazismo per dire no a un sistema dittatoriale".

Dal suo insediamento il governo ha chiesto la fiducia 30 volte.
L'ultima risale solo a cinque giorni fa - il 4 marzo - ed era stata posta sul decreto Enti locali alla Camera.
Il Berlusconi IV nel suo anno e dieci mesi di vita ha "battuto" il Berlusconi II che nella XIV legislatura in quasi quattro anni aveva posto la fiducia 29 volte.

Quanto al legittimo impedimento, secondo Stefano Ceccanti, costituzionalista del Pd, "è un provvedimento utile a rendere il premier Silvio Berlusconi e i suoi ministri del tutto irresponsabili rispetto a reati che nulla c'entrano con la loro funzione".
La legge prevede che i processi al premier e ai suoi ministri possono essere sospesi in base ad un'autocertificazione sull'impossibilità di partecipare alle udienze.

Il Senato ha comunque respinto le eccezioni di costituzionalità della legge presentate dalle opposizioni.

L'amaca di Serra

Questo articolo di Michele Serra spiega in maniera inequivocabile la situazione italiana che Berlusconi con il suo modus operandi è venuto a generare nella società civile, quella società che ogni giorno affronta i propri problemi e le proprie responsabilità senza crearsi alibi o giustificazioni di nessun tipo o forma.
Questa situazionr richiama una questione di equità sociale e pone un grande punto di rottura con il passato.
Di fronte alle varie leggine Ad Personam, che vanno dalla ex-Cirielli al Lodo Alfano, passando per i "legittimi" impedimenti, per i condoni edilizi e fiscali (come lo scudo dedicato appassionatamente per gli amici e colleghi evasori) la sicietà civile è giunta a chiederso se è ancora moralmente giusto rispettare le leggi e le regole che ci sono in vigore o se è più redditizio aggirare le varie norme come fa il premier Berlusconi.
Io ho sempre pensato che la classe dirigente avrebbe dovuto dare il buon esempio ai propri cittadini, ma se proprio il premier si permette (dato che ne ha il potere) di cambiare di volta in volta le regole è palese che ora la popolazione tenda ad avere un attegiamente molto più permissivo nei confronti delle stesse!

Banda di truffatori

Dopo il decreto notturno truffa di venerdì notte al governo Berlusconi è toccato di peggio: il decreto golpe per truccare gli errori madornali del Pdl è stato respinto dal Tar del Lazio con ignominia.
Se Formigoni è riuscito a farla franca in Lombardia, sul ricorso della Polverini a Roma non c’è stata partita.
Non solo il decreto non si applica alla legge regionale del Lazio ma la norma secondo cui la sola presenza in tribunale dei rappresentanti di lista vale come presentazione, dicono i giudici amministrativi, non sta in piedi.
Un’ulteriore dimostrazione di incapacità e cialtroneria da sommare all’arroganza del premier e della sua corte dei miracoli.
La cosa tragica è che la guida di un grande paese come l’Italia sia affidata a soggetti del genere.
E che il loro caporione possa presentarsi indisturbato al Quirinale e minacciare il capo dello Stato: o fai come dico io o scateno la piazza. Di tali inaudite minacce si parla da giorni sulla stampa.
E tracce di questi "gravi contrasti e divisioni" si trovano nelle parole di Napolitano sul sito del Quirinale.
Forse le vere ragioni di quella contestatissima firma presidenziale sotto un testo oltre che scombiccherato palesemente incostituzionale, sono ancora tutte da scoprire.

da il Fatto Quotidiano del 9 marzo

La firma di Sarajevo

domenica 7 marzo 2010

Cari Pirle e cari Pirla

Care pirla e cari pirla che avete consumato diottrie a studiarvi le norme elettorali fino all’ultimo codicillo in corpo 2, avete consumato scarpe andando in giro a raccogliere firme regolari, vi siete congelati stazionando per ore ai banchetti per convincere i passanti a sottoscrivere le liste, avete rinunciato al tempo libero per
inseguire gli autenticatori in capo al mondo e vi siete svegliati alle tre del mattino per presentarvi per tempo agli uffici elettorali, questo discorso a reti unificate è dedicato a voi imbecilli ancora convinti di vivere in uno Stato di diritto, in una democrazia fondata su elezioni regolari, cioè conformi alle leggi vigenti.

Spiacente di informarvi, casomai non ve ne foste ancora accorti, che viviamo in un regime fondato sulla legge del più ricco e del più forte, di chi grida e minaccia di più. Una legge che varia a seconda delle esigenze del più prepotente.
Se costui viola la legge, non ha sbagliato lui: è sbagliata la legge, che viene cambiata su due piedi.
Se poi la Costituzione non lo consente, non è sbagliata la nuova legge: è sbagliata la Costituzione.
Che si può cambiare come un calzino sporco.

Del resto chi sono io per respingere una legge con messaggio motivato alle Camere come previsto dall’articolo 74 della Costituzione? Mica sono il garante della Costituzione.
L’ho già detto per lo scudo fiscale: se non firmo, quelli mi rimandano indietro la stessa legge e poi devo firmarla comunque. Tanto vale farlo subito.
A chi mi prospetta le dimissioni, rispondo che non conosco questa parola: sono in Parlamento dal 1953, figuriamoci.
E in vita mia ho fatto ben di peggio che firmare leggi illegali: ho plaudito all’invasione sovietica dell’Ungheria, ho attaccato Berlinguer che evocava la questione morale, ero amico di Craxi, ho scritto pure alla vedova che il marito corrotto era un perseguitato.

Ecco, care pirla e cari pirla: la prossima volta, anziché prendere sul serio la legge e rischiare l’assideramento per raccogliere le firme e presentarle in tempo utile, fate come me: statevene a casetta vostra davanti al caminetto, con la vestaglia di lana e le babbucce di velluto.
Poi fate come i bananieri: all’ultima ora dell’ultimo giorno vi presentate in Corte d’Appello con le firme tarocche di Romolo Augustolo, George Clooney, Giovanni Rana e soprattutto Gambadilegno, magari vi fate pure un panino e una pennica per non arrivare proprio in orario, poi minacciate la marcia su Roma, portate in piazza una dozzina di esaltati, mi urlate “buh” sotto le finestre del Quirinale, mi fate sparare dai vostri giornali e io vi firmo la qualsiasi.
Anche la lista della spesa, il menu del ristorante, la ricevuta del parrucchiere, lo scontrino dell’intimissimo.

Tanto Santoro l’hanno chiuso e per un mese non rompe con le sue notizie: fa tutto Minzolini, che sta dalla parte del Banana, cioè dalla mia.

Statemi allegri.
Il vostro presidente della Repubblica.
Vostro, si fa per dire.

da il Fatto Quotidiano del 7 marzo di Marco Travaglio

sabato 6 marzo 2010

Demolizione democratica

Le continue prevaricazioni politiche perpetrate dalla destra con a capo ormai un Uomo forte stanno decretando ufficialmente la distruzione della democrazia in Italia.

Leggi Ad Personam (l'ex Cirielli del 2005, l’indulto del 2006 e il “lodo” Alfano del 2008), decreti notturni "interpretativi" salva liste PdL, attacchi continui e delegittimatori verso il potere politico, censure in tv e sul web, norme razziali anti-immigrati, condoni fiscali per gli evasori (lo scudo fiscale) sono solo alcuni emblematici esempi devastazione e demolizione di uno Stato di Diritto che ormai non c'è più.

Ora le leggi non vengono più emanate dal parlamento, ma vengono definite dal governo di volta in volta a seconda di quella più opportuna che consenta a Berlusconi di mantenere il proprio potere.

Il potere di Berlusconi non viene più legittimato dai voti del popolo, ma dai decreti che lui stesso emana, con il preoccupante e sconcertante avvallo del presidente della repubblica Napolitato.

Governo criminale

Un governo criminale
ha mandato al quirinale
un decreto da vergogna
che ci rende tutti fogna;
non esiste più la legge
questo è silvio col suo gregge
un tiranno, un dittatore
un bugiardo, un mentitore.

Caro nostro presidente
sia un pochino più presente
non sia complice stavolta
di una legge da rivolta.

Da http://www.insertosatirico.com/

Il Presidente Burattino

Illustre Presidente, che peccato!
Coprire anche questa porcheria
infangherà il tuo settennato:
così s’avalla una brutta scia!

Questo decreto, appena firmato,
può strangolare la democrazia.
Il dado è tratto! È cominciato
l’ultimo rantolo dell’agonia!

Il bello stile che ti fece onore
è perla gettata ai maiali!
Chi lascia fare ad un dittatore

prima o poi ne paga i mali!
Non si può star in Chiesa con i Santi
e all’osteria con i briganti !

Vox, 6 marzo 2010. Da http://www.insertosatirico.com/

Reazioni politiche

Reazioni politiche al varo del Decreto salva-liste del PdL nel Lazio e in Lombardia dopo la firma del Presidente della Repubblica Napolitano.

PierLuigi Bersani: "Un pasticcio tutto loro".
Presidente della provincia di Roma, Zingaretti: "Esprimo la mia solidarietà a chi rispetta le regole, a chi paga le multe, a chi versa correttamente le tasse, a chi si ferma al rosso. Insomma esprimo la mia solidarietà alle persone perbene".
La Bonino (radicali e candidata alla regione Lazio): "Una pagina vergognosa. Una delle pagine più vergognose della storia del Paese dal punto di vista giuridico. Non ci sono parole. Non ci sono situazioni che possono autorizzare un governo a emettere norme palesemente illegali".
Antonio Di Pietro (IdV): "Forze armate contro il dittatore. Non si tratta di interpretazione, ma di un palese abuso di potere che in uno Stato di diritto andrebbe bloccato con l'intervento delle forze armate al fine di fermare il dittatore".
Presidente nazionale dei verdi Angelo Bonelli: "Atto di pirateria. La democrazia in Italia non esiste più. A questo punto dopo un atto di vera e propria pirateria istituzionale compiuto da fascisti al governo bisogna fermare le elezioni. Quello che ha fatto il governo ha dell'incredibile per uno stato democratico: il Pdl si è fatto una legge per ammettere le sue liste che per la legge non potevano essere ammesse".
Libertà e Giustizia: "Un passo avanti verso un regime dell?a rbitrio.
Un provvedimento che certamente rappresenta una violazione di legge.
Il riferimento è alla legge del 1988 sul potere normativo del governo.
Le leggi elettorali in italia sono le più sacre e intoccabili".
Marroni (capogruppo del Pd in Campidoglio): "Pagina inquietante.
Una pagina inquietante per la nostra Repubblica. Siamo allo spregio delle regole democratiche.
Il decreto interpretativo appare un'evidente forzatura di un governo arrogante".
Paolo Ferrero (portavoce della Federazione della Sinistra): "Decreto interpretativo è anticostituzionale. Il decreto interpretativo adottato dal governo al fine di sanare inadempienze, errori e illeciti nella presentazione delle liste elettorali in Lombardia e Lazio a opera del centrodestra, è un abuso che fa scempio delle regole istituzionali e dei principi costituzionali".
Bobo Craxi: "Decreto grave atto autoritario. La forzatura del decreto legge apparirà un atto autoritario e un precedente grave nella storia del Paese: mi auguro che se ne calcolino le conseguenze".
Pdci annuncia in un manifesto "la scomparsa della Democrazia":"Si annuncia la scomparsa della Democrazia, uccisa dal governo il 5 marzo alle 19.30".

Decreto legge salva-liste PdL

Tira tardi il Consiglio dei ministri, per varare in 35' un decreto interpretativo che dà il via libera alla candidatura di Formigoni in Lombardia e alla lista del Pdl nel Lazio.
Non cerca sponde il governo: spera nella disponibilità di Napolitano dopo la lunga trattativa che ha preceduto il varo della norma, e non consulta l'opposizione che appare, sul tema, insolitamente unita.
E poco prima della mezzanotte il via libera di Napolitano arriva.

I contenuti del decreto.
Il primo punto prevede che nel valutare i termini di presentazione delle liste ci si basi anche sul fatto che con qualsiasi mezzo si possa dimostrare di essere stati presenti nel luogo di consegna nei termini stabiliti dalla legge.
Il secondo punto prevede che la documentazione possa essere verificata anche in un secondo momento, per la parte che attiene ai timbri e alle vidimazioni.
Il terzo punto prevede che possano ricorrere al Tar le liste non ammesse, mentre per le liste ammesse sulle quali è stato fatto ricorso ci si può rivolgere al Tar solo dopo il voto.
Il quarto punto precisa che queste norme si applicano alle prossime elezioni.
I primi due punti permettono di aggirare le irregolarità per la lista Pdl nel Lazio e per di Formigoni in Lombardia.

Napolitano firma il decreto appena poco più di un'ora dopo il suo varo, rendendo applicabile fin da subito il decreto legge salva-liste del PdL!

Siamo arrivati al punto che Berlusconi, dopo aver varato le sue leggi Ad Personam per difendersi dalle sentenze della magistratura per i crimini da lui commessi, ora vara le leggi Ad Partitum!
Leggi che salvaguardano gli errori e i ritardi nella presentazione delle liste PdL per le elezioni regionali 2010.
Siamo sempre più in un clima di conclamato regime in cui il premier dopo aver bloccato i propri processi attraverso leggine ad hoc, dopo aver delegittimato il potere guidiziario, dopo aver bloccato (o meglio censurato) i talk show politici prima delle elezioni (pur rispettando la par conditio), arriva a sconvolgere l'assetto delle liste elettorali del PdL per nuovamente assicursi e "legittimarsi" il proprio potere politico.
Questo periodo politico, se osservato in conteporanea con il momento economico che sta passando il paese, assomiglia sempre di più al periodo storico che ha portato all'avvento del fascismo in Italia negli anni 20 del secolo appena finito.
Ora che cosa ci dovremmo aspettare se il PdL dovesse perdere le prossime elezioni? Non oso pensare al peggio perchè il peggio significa rivolta civile!

martedì 2 marzo 2010

Fine delle trasmissioni...inizio della censura

Mauro Masi sospende quattro trasmissioni per un mese: Annozero, Ballarò, Porta a Porta e l’Ultima parola.
Il direttore generale ha spento con una delibera del consiglio di amministrazione – approvata con 5 sì (la maggioranza) e 4 no (l’opposizione più Garimberti) – gli spazi di approfondimento del servizio pubblico.
La Rai doveva applicare la contestata norma sulla par condicio della Vigilanza che, in sintesi, equipara l’informazione giornalistica alla comunicazione politica: alla tribune elettorali anni ‘70, una parola ciascuno, un torto a nessuno.
I conduttori potevano lavorare senza fare riferimento ai partiti – argomenti di cronaca e di attualità.
Masi ha forzato il regolamento della Vigilanza già di per sé incostituzionale rispetto alla legge sulla
par condicio e impone all'azienda il silenzio sulle notizie.
Quelle notizie che saranno esclusiva di Augusto Minzolini, del Tg1 che ha assolto il corrotto David Mills, nonostante la sentenza di prescrizione della Cassazione.

... pensando a Minzolini, ci pensa Giorgio Van Straten: “Restano i notiziari, ma questo, visti i comportamenti dell’attuale direzione del Tg1, non può rassicurare”.

La Leggina

I segni dei tempi sono nel rovesciamento dei concetti. Le leggi dello Stato ne sono un esempio.
Il dizionario recita per la parola legge: "Ogni atto dello Stato che fissa regole di condotta vincolanti per la generalità dei cittadini".
La sua interpretazione autentica è cambiata in :"Ogni atto dello Stato a favore di uno o più soggetti privati che hanno la possibilità di farlo approvare".
Il detto: "Fatta la legge, trovato l'inganno" si è tramutato in: "Fatto l'inganno, trovata la legge".
Formigoni è ineleggibile per legge (165/2004 art.2: previsione della non immediata rieleggibilità allo scadere del secondo mandato consecutivo del Presidente della Giunta regionale eletto a suffragio universale e diretto, sulla base della normativa regionale adottata in materia) per aver superato i due mandati consecutivi, lo afferma il presidente emerito della Corte Costituzionale. Sono fatti incontrovertibili.



In situazioni di emergenza come le elezioni regionali per la Polverini e per Formigoni, esclusi dalle liste, è necessaria una legge ad hoc, anzi, una "leggina" (che con il suo dolce diminutivo, dà meno nell'occhio per violare la legge elettorale), e se saranno riammessi, le elezioni in Lombardia e nel Lazio si trasformeranno in una farsa a norma di legge.
La legge è diventata un fatto privato, dove non regola i rapporti tra le persone, ma definisce i rapporti di forza.
Formigoni non è riuscito a raccogliere un numero sufficiente di firme valide, 514 su delle 3.935 e corre per il suo quarto mandato.
La legge è sempre dalla sua parte, nel caso così non fosse, ne faranno una su misura.
La legge non ammette ignoranza, ma promuove i Formigoni e le Polverini.
Il Parlamento è stato privatizzato dai partiti, è quindi naturale che i partiti abbiano privatizzato le leggi.

lunedì 1 marzo 2010

TG1 pinocchio

Il Tg1 di Augusto Minzolini ha dato notizie false sul caso Mills e l'Ordine dei giornalisti e la Rai dovrebbero reagire in modo esemplare.
E' quello che affermano e chiedono più di 5mila cittadini, che nelle ultime ore hanno sottoscritto un appello indirizzato a Lorenzo Del Boca, presidente dell'Odg, e Paolo Garimberti, presidente della Rai.
Oggetto: segnalazione di una grave violazione della deontologia professionale.
"Non si tratta di destra e sinistra, Minzolini ha il diritto di esprimere le proprie opinioni", scrive Arianna Ciccone, prima firmataria della lettera.
Ma nell'edizione delle 13 e 30 del Tg1 del 26 febbraio "è stata data una notizia falsa".
David Mills non è stato assolto, come per ben due volte è stato ripetuto al Tg1.
Ma ha commesso un reato che è stato prescritto.

E proprio questa riflessione ha dato il via all'appello di Arianna Ciccone.
Che chiede oltre all'intervento dell'Ordine dei giornalisti anche le scuse e la rettifica da parte del Tg1 e della Rai.
Nel testo dell'appello, infatti, si legge: "Ecco caro presidente Del Boca io come cittadina mi aspetto da parte dell'Ordine un provvedimento nei confronti di quel giornalista che ha palesemente violato il principio deontologico per eccellenza: raccontare la verità.
E mi aspetto, caro presidente Garimberti, e caro direttore Minzolini, le scuse del Tg1 e la rettifica".
Il link dell'appello si sta diffondendo rapidamente.
Ora gli organizzatori stanno pensando di andare a consegnare le firme a mano martedì.