Fabri Fibra in Vip In Trip, Controcultura (2010)

Più vuoi e meno avrai, più dai e meno prendi
Prima lo si impara, poi "Pa pa para para pa pa para"
Più sogni e meno fai, più fai e meno sogni
Prima lo si impara, poi "Pa pa para para pa pa para"
Rapper italiani che "Perepè qua qua, qua qua perepè"
Politici italiani che "Perepè qua qua, qua qua perepè"
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PROPOSTE di RIFORME STRUTTURALI per l'ITALIA

1) Legge contro i conflitti di interessi del Premier vs Riforma giustizia.

2) Legge Anticorruzione per garantire legalità in Parlamento vs Lodo Alfano.

3) Nuova Legge Elettorale e ritorno alle preferenze per la scelta dei candidati.

4) Incentivare le aziende a produrre in Italia invece di delocalizzare all'estero.

5) Incentivare gli investimenti esteri in Italia.

6) Banda Larga e Wifi Libero vs Grandi Opere (Tav e Ponte sullo stretto).

7) Ricerca e Incentivi pubblici per le Energie Rinnovabili vs Centrali nucleari.

8) Liberalizzazione effettiva dei servizi pubblici (trasporti, energie, telecomunicazioni, ecc..).

9) Maggiori contributi statali alle Università Pubbliche.

10) Creazione di Centri di Eccellenza per la Ricerca Scientifica di Base con incentivi per i finanziamenti privati.

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Il nostro bel paese!

Media largamente controllati dal nuovo Duce; magistratura sotto attacco; organi di garanzia, a cominciare dalla stessa Presidenza della Repubblica per passare dall'Agicom, intimiditi; università private di fondi e sottoposte a uno scandaloso bombardamento denigratorio ... le cupe prospettive di un paese sull'orlo della dittatura!!!
Questo NON è il quadro politico di un paese sudamericano, ma è la situazione attuale della nostra Italia!!!
Nel nostro bel paese si sta a poco consolidando un nuovo regime autoritario che si sta consolidando attraverso
il raggiugimento dei seguenti obiettivi:
1) la concentrazione del potere nelle mani di una sola personalità politica, cioè quella del premier;
2) la verticalizzazione del potere che si sta seminando anche per la stagione del post Berlusconi;
3) il lavoro che si sta compiendo per arrivare ad un Capo dello Stato eletto dal popolo e ad un Parlamento ratificatore dei voleri della maggioranza;
4) l'eliminazione dei contrappesi costituzionali;
5) continuo ricorso dal governo alla Fiducia per la votazione delle Leggi alla Camera e al Senato con la conseguente rinuncia al dibattito e al confronto parlamentare con l'opposizione
6) la distruzione dell'indipendenza della magistratura e la modifica della Corte costituzionale perché sia sempre più politicizzata, come del resto il Csm;
7) il controllo quasi integrale dei mezzi di comunicazione e applicazione della censura sui talk-show ritenuti "dannosi" per il premier.
8) privatizzazione di tutto ciò che è rimasto di pubblico: la difesa e la sicurezza del Paese, l'acqua, la protezione civile e soprattutto il saper.
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venerdì 30 aprile 2010

Abuso di potere


Carlo Giuliani (20/07/01), Federico Androvandi (25/09/2005), Aldo Bianzino (14/10/07), Gabriele Sandri (11/11/07), Giuseppe Uva (14/06/08), Stefano Cucchi (22/10/09) ... che cosa hanno in comune tutti questi nostri uomini?
TUTTI UCCISI PER MANO DELLO STATO ITALIANO ATTRAVERSO LE FORZE DELL'ORDINE (Polizia e Carabinieri) che in realtà ci dovrebbero difendere dai criminali che affliggono la nostra società.
Ma che succedere ora ... non son già troppi gli innocenti uccisi vigliaccamente dalle forze di polizia?
Perchè lo Stato Italiano difende i propri uomini e non i cittadini inermi che, arrestati per futili o inesistenti motivi, vengono abbandonati a loro stessi e lasciati nelle mani di assassisi travestiti da Forze dell'Ordine che si fanno "una loro giustizia personale" cancellando ogni tipo di diritto civile torturando fino alla morte le loro prede?
Che Stato è questo ... forse uno stato di polizia sudamericano?
E' lecito avere paura delle nostre Forze dell'Ordine?
Non è una contraddizione vedere in televisione le varie fiction di R.I.S. (dal 2005 5 serie, canale5), Distretto di Polizia (dal 2000 10 serie, canale5), Carabinieri (dal 2002 7 serie, canale5), La squadra (dal 2000 8 serie, Raitre), Don Matteo (dal 2000 7 serie, Raiuno) in cui si vuole fornire alla società una visione positiva ed eroica delle nostre forze dell'ordine quando invece la realtà ha dimostrato il contrario?
Non è un caso che questo bombardamento mediatico sia partito con un grande sforzo produttivo da dopo il G8 di Genova?
E' possibile che lo stato abbia l'interesse di sminuire i crimini commessi da dopo il G8 del 2001 manipolando mediaticamente quelli stessi telespettatori che avevano invece assistito ai crimini e agli abusi commessi dalla polizia e dei carabinieri a Genova nel luglio del 2001? ...
L'irruzione nella scuola Diaz, la Caserma di Bolzaneto, le cariche e le botte in pieno giorno per le vie di Genova ai manifestanti, Carlo Giuliani e tutti gli altri ragazzi e uomini maltrattati e uccisi per arrivare a Stefano Cucchi sono tutti atti gravissimi di abuso di forza a cui lo Stato Italiano ha sempre cercato di nascondere con tanta vigliaccheria a tutti noi nascondendo prove di colpevolezza, ostacolando le indagini della magistratura per arrivare a manipolare la società con fiction televisive che narraro di storie da Alice nel Paese delle meraviglie che nella realtà dei fatti non esiste proprio!

Travaglio e Bersani ad Annozero del 29/04/10


Un billantissimo Marco Travaglio illustra in chiave satirica la situazione politica del PD di questi ultimi tempi ed un sorprendente Bersani, colpito nell'orgoglio dal giornalista de Il Fatto Quotidiano, risponde con garbo alle accuse mosse elencando sia le azioni politiche che il PD ha intrapreso per far opposizione a Berlusconi in Parlamento sia tutte le lotte che il Pd sta svolgendo a difesa dei lavoratori nei distretti industriali in crisi (http://www.youtube.com/watch?v=UG7Aq4Sg9co).

giovedì 29 aprile 2010

Crozza a Ballarò del 27/04/2010


Nella puntata di martedì 27 aprile Maurizo Crozza parla allegramente del nuovo gruppo del Pdl legato alle idee di Gianfranco Fini, delle nuove centrali nucleari che il governo ha intenzione di costruire nei prossimi anni, della "feroce" opposizione fatta dal PD al governo Berlusconi e poi di diletta in varie battute satiriche su Berlusconi, Minzolini, Mercedes Bresso, Cota, Zingaretti, Bersani, Vendola e l'immancabile Massimo D'Alema (http://www.youtube.com/watch?v=A5pmWAjK3BM).

mercoledì 28 aprile 2010

Caro Presidente

Caro Presidente,
il Milan lo sanno tutti (e su questo non puoi mentire affatto) ti è servito soprattutto per migliorare la tua immagine politica e per aumentare la tua visibilità elettorale.
Il tuo obiettivo è sempre stato quello di costruire una squadra vincente che potesse essere un'immagine di te stesso in modo da poterla sfruttare in politica.

Con te, Presidente, abbiamo vinto tanto, tantissimo, e tante delle vittorie che il Milan ha conseguito sono anche dovute al tuo impegno!!!

Sportivamente parlando, non si può certo negare che negli ultimi 24 anni hai investito tanto, anzi moltissimo, tanto da salvarci da un fallimento certo!

I tuoi tanti sacrifici economici e finanziari, le tue idee e le tue intuizioni vincenti che hai saputo portare al Milan che fino al 1986 aveva vinto molto poco in campo internazionale non si possono nascondere e non si potranno neanche MAI scordare ... MA ... MA ... in questo mondo dove tutto si muove molto velocemente ... in questo mondo dove le vittorie si possono dimenticare anche da un anno all'altro ... in questo mondo dove non si devono prendere in giro i tifosi ... in questo mondo dove i tifosi vogliono vincere qualcosa ogni anno, per dimenticare i problemi quotidiani ... in questo mondo dove la riconoscenza per tutto quello che hai fatto non fa parte del vocabolario calcistico, ma è soltanto una scusante temporanea per quello che invece non stai facendo ... Questo mondo rossonero che ora vedi distrattamente e che senti più lontano dai tuoi affetti e dai tuoi molteplici interessi non devi permetterti di considerarlo come un cimelio appartenente alla tua collezione di famiglia!!!

Se ti sei vermante servito del Milan per fini politici e ora hai cambiato idea e non ti interessa più ... vendi il Milan per rispetto ai tifosi in primis e anche per rispetto a te stesso che hai fatto del Milan una delle squadre più forti al Mondo.

Non pui permetterti di lasciare il Milan allo sbando senza investimenti senza una programmazione sportiva di lungo periodo!

Non si può lasciare che la Nostra squadra venga umiliata sportivamente perchè tu hai deciso di non investire più!
Se non vuoi più investire ... vendi la società a chi ritieni più idoneo per riportare il Milan su tetto del mondo ... pace ... nessuno ti rinfaccerà di questa tua decisione, anzi saremo tutti consapevoli e grati di averti avuto come presidente .. un grande presidente che per 24 anni è riuscito a costruire una grandissima squadra in grado di conquistare decine e decine di trofei in Italia in Europa e nel Mondo.

E' grazie a te che il Milan si può orgogliosamente vantare si esser diventato la squadra più forte al Mondo tanto da portersi scrivere sulla propria maglia "Il Milan la squadra più titolata al mondo" ed è per questo che non verrai mai dimenticato per quello che hai fatto come Presidente, ma ... ma non vorremmo mai ricordarti per eventuali dissidi che potrebbero nascere se tu abbandosassi economicamente la nostra squadra!

Giulio Borghese
Un tifoso.

lunedì 26 aprile 2010

Imputati e contenti


In questa puntata di Passaparola Marco Travaglio approfondiscce i temi legati alla sentenza Mills, in cui è anche imputato Silvio Berlusconi, e aggiorna anche sulle ultime novità del caso De Magistris (http://www.youtube.com/watch?v=Xfa0m-glyzI).

domenica 25 aprile 2010

25 Aprile sempre


Per non dimenticare in questo 65° anniversario la nostra repubblica democratica e antifascista nata dalla resistenza di uomini e donne che restituirono ad un intero paese libertà e dignità (http://www.youtube.com/watch?v=55yCQOioTyY).

In ricordo di Andrea Fortunato

15 anni fa moriva a soli 23 anni Andrea Fortunato giocatore della Juventus colpito da una grave forma di leucemia acuta.

Fortunato, prima di arrivare alla Juventus nella stagione 1993-1994, aveva debuttato come giocatore professionista in serie B nella squadra del Como nella stagione 1989-1990.
Nel Como rimarrà 2 anni, di cui il secondo in serie C, giocando complessivamente 43 gare.
Nella stagione successiva passa a Genoa che però lo gira nella stagione 1991-1992 al Pisa in serie B, giocando in tutto 25 partite.
Finalmente nella stagione 1992-1993 il Genoa lo porta ad ersodire in serie A con i colori del grifone.
In questa stagione incomincia a dimostrare il suo valore e il suo talento mettendo anche a segno i suoi primi gol da professionista (3 con il genoa) che valgono poi il passaggio alla Juventus nella stagione 1993-1994.

Con la "Vecchia Signora" fu subito titolare fisso, prendendo parte a 27 partite della stagione 1993-1994 e segnando un gol.
Arrigo Sacchi, che in quel momento era allenatore della nazionale di calcio italiana, convocò qualche volta Fortunato in azzurro, ed il 22 settembre 1993 contro l'Estonia, a Tallinn, avviene il suo esordio con i colori dell'Italia.
Tuttavia il tecnico di Fusignano non lo convocò per il campionato del mondo 1994, dato che in primavera Fortunato ebbe un rallentamento fisico per molto tempo inspiegabile, condizione che gli causò anche scontri con i tifosi della squadra piemontese, che lo accusarono addirittura di "scarso impegno".

Alla fine di maggio del 1994 a Fortunato venne diagnosticata all'ospedale Molinette di Torino una forma di leucemia linfoide acuta.
I tifosi e la squadra si strinsero attorno al giovane terzino, e proprio dagli ultras bianconeri giunsero le scuse per il trattamento riservato ad Andrea nel periodo in cui le condizioni atletiche del giovane crollarono, ma nessuno conosceva ancora la causa dell'involuzione nelle prestazioni.

Trasferito all'ospedale di Perugia, venne sottoposto a trattamenti di chemioterapia, e un parziale trapianto cellulare dalla sorella Paola prima, e dal padre poi, non potendo ricevere un trapianto totale di midollo osseo.
I trattamenti ricevuti ne migliorarono il fisico, aumentando l'ottimismo riguardo una sua totale guarigione, e ne permisero la convocazione per la partita Sampdoria-Juventus del 26 febbraio 1995, occasione in cui comunque non tornò ancora a calcare i campi di gioco.
Quando tutto sembrava volgere verso il meglio un improvviso abbassamento delle difese immunitarie causato da una polmonite lo stroncò, togliendogli la vita giovanissimo (non aveva ancora compiuto 24 anni), il tardo pomeriggio del 25 aprile 1995.

Ciao Andrea!

sabato 24 aprile 2010

Liberiamo l'acqua

Firmiamo TUTTI per promuovere il referendum per la ripubblicizzazione dell'acqua.
TUTTI contro la privatizzazione di un bene che è di TUTTI e che è basilare ed essenziale per la vita di TUTTI noi!

Non solo coppe - Berlusconi e il Milan

Appendice di Marcel Vulpis. Primavera 1986: il Milan di Giussy Farina allenato da Nils Liedholm è sull’orlo del fallimento, sportivo e societario.
Azioni sequestrate dalla magistratura, un presidente in fuga e creditori inferociti alle porte di Milanello.
Un attimo prima che i libri contabili vengano portati in tribunale Silvio Berlusconi, dopo mesi di tentennamenti e trattative al ribasso, compra il club di via Turati per cambiare la storia.
Del calcio, certo, ma anche della sua vita.
Maggio 1994: vinte le elezioni, quattro mesi dopo aver annunciato ufficialmente la sua discesa in campo, Silvio Berlusconi
varca le soglie di Palazzo Chigi pattinando sul pantano di Mani Pulite.
Il Milan, ad Atene, ha appena conquistato la quinta Coppa Campioni, la terza della gestione del Cavaliere.
È il compimento di una storia parallela fatta di calcio e autopromozione, trionfi personali e vittorie societarie.
Pallone, televisione e politica. Van Basten, Pippo Baudo e Bonaiuti. I riflettori di San Siro, gli schermi tv e le luci della ribalta internazionale.
Un racconto di calcio che è innanzitutto un racconto dell’Italia berlusconiana, dei suoi metodi, delle sue manie di grandezza e delle suo anomalie.
Ventiquattro anni narrati attraverso le gesta sportive degli eroi rossoneri, i dettagli inediti della commistione calcio e politica e l’affresco di un conflitto di interessi diventato sistema.
Come quando la struttura della comunicazione del Popolo della Libertà, alla vigilia delle elezioni, si mosse per organizzare una controffensiva mediatica in grado di calmare gli animi dei tifosi inferociti per la campagna acquisti del Milan.

Il calcio, come veicolo di promozione e propaganda potentissimo, "L'Italia vincente come il Milan" e tutto il breviario di qualcosa che a metà degli anni '80 era ancora in embrione e oggi è stato somatizzato, senza possibilità di inversione, ritorno, redenzione.
Berlusconi infatti rilevò il Milan per farne una vera e propria macchina da guerra, in una metafora, sferica e costante tra pallone e ambizioni personali.
La squadra azienda (come la squadra partito che lui stesso ha lanciato nel 1994 in politica) come una naturale proiezione elettorale che diventa architrave su cui rinforzare il club.

Un libro scritto da Francesco Luti e Massimo Solani e assolutamente da leggere!

Listino: €23,00. Editore: Limina. Collana: Storie e miti. Data uscita: 24/03/2010. Pagine: 371. EAN: 9788860410559.

venerdì 23 aprile 2010

Controcanto, sulla caduta dell'altra Italia


Quando è successo? Da quando siamo diventati personaggi di un racconto la cui trama è scritta da altri e da noi solo recitata?
Un passo alla volta, un piccolo furto della nostra identità quotidiana, una deviazione minima del significato delle parole che usiamo. Così siamo cambiati.
E ora, solo ora, che il temporale sta per addensarsi sopra alle nostre teste, iniziamo a capirlo.
Sergio Revelli ci racconta una storia, la nostra, anche se sembra un racconto di persone lontane, a noi sconosciute.
Parla di schiavi e siamo noi. Di regole, leggi, istituzioni scomparse. Ed erano le nostre.
Di un deserto sociale, di un linguaggio di plastica.
Ed è l'Italia, e sono le nostre parole.
http://www.beppegrillo.it/2010/04/controcanto.html

Analisi Berlusconiana

Negli ultimi 10 anni Berlusconi è restato a capo del governo per ben 8 anni (tranne il biennio 2006-2008).
In tutti questi anni il principale obiettivo del Premier è stato quello di gestire la "Cosa Pubblica", ovvero lo Stato Italiano, come fosse una azienda di sua proprietà.
In sostanza ha utilizzato il Governo come fosse un consiglio di amministrazione di una sua azienda.
Ha scelto come ministri dei suoi governi gli uomini più fedelissimi a lui stesso, capaci sempre e comunque di compiere quello che lui gli ordinasse di fare.
Pochi hanno osato muovere critiche e pochissimi, all'intero della coalizione di Berlusconi, hanno avuto il coraggio di sono opposti alle sue idee politiche.
Il disaccordo politico da questi è stato pagato a suon di espulsione dall'"Azienda-Stato" sopratutto per aver aver mancato di gratitudine e sostegno nei confronti di colui che non accetta malumori, critiche e commenti negativi da nessuno.

Berlusconi è riuscito in tutti questi anni ha attirare verso di se un gran numero di uomini tutti pronti a difenderlo e a sostenerlo in qualunque sua battaglia politica.
Ogni idea e obiettivo politico che Berlusconi voleva perseguire e raggiungere era subito sottoscritta tacitamente da tutta la sua truppa politica.
Questo atteggiemento servile ha fatto crescere nei confronti dei suoi seguaci una sorta sudditanza politica che in alcuni atteggiamenti è sfociata in una vera e propria soggezzione personale.
E non esagero quando dico che Berlusconi è riuscito a diffondere un suo personale atteggiamento
politico che si manifesta in ogni cosa e fatto che coinvolga il partito o il governo o il parlamento o
la magistratura ecc... ovvero come se le qualunque organo politico o qualunque istituzione italiana fosse legata alla sua sfera di interessi personali ... quasi che qualunque cosa fosse un'appendice di se stesso e quindi di diritto di sua stessa proprietà.

Questo suo comportamento si evidenzia anche quando Berlusconi concede una carica politica a un suo fedelissimo.
Questi sembra che debba manifestare palesemente la propria lealtà e gratitudine verso colui che gli ha dato l'incarico nel riuscire ha raggiungere ad ogni costo (lecito e no) il proprio obiettivo.
Poi nel caso in cui il fedele servitore non sia in grado scolgere il proprio compito correttamente Berlusconi non si risparmia in insulti e in ingiurie a carico del proprio uomo (vedasi gli insulti riservati a Masi e Innocenzi sul caso di Annozero!)
Insomma la grande capacità politica in questi anni di Berlusconi è sempre stata di produrre un notevole e smisurato carisma nei confronti dei propri uomini...come se in mancanza dell'elemento "B" questi centrodestristi si trovassero senza una guida spirituale che gli suggerisse sempre cosa dire e cosa fare.

Ieri è successo qualcosa.
Qualcosa sembra essere uscito (finalmente) allo scoperto.
Finalmente qualcuno (e non il Pd!) è riuscito ha tagliarsi i fili che lo costringenvano a comportarsi come una marionetta a suon di ordini di Silvio!
Ieri Fini, nella Direzione Nazionale del PdL, è uscito allo scoperto e davati alla diretta televisiva ha detto quello che pensa di Berlusconi.

Il fatto che poi questa rottura sia partita dall'interno del PdL e non dovuta a uno scontro con l'opposizione, assume un valore ancora maggiore.
Infatti negli ultimi mesi la volontà di personalizzare la politica da parte di Berlusconi è andata oltre ogni previsione e questo è dovuto principalmente ai sempre più incalzanti problemi giudiziari che il Premier si deve confrontare per cercare restare impunito.
Infatti la sete di impunità che Berlusconi sta cercando di placare lo costringe sempre di più a raffazzonare disegni di legge che da una parte ocultino preventivamente le sue costanti malefatte (vedasi la nuova legge sulle intercettazioni telefoniche ed ambientali
http://antefatto.ilcannocchiale.it/glamware/blogs/blog.aspx?p=2&id_blog=96578 e
http://www.repubblica.it/politica/2010/04/21/news/pietro-intercettazioni-3506644/) e che dall'altra lo mantengano fuori dal carcere (anche con provvedimenti anticostituzionali) grazie agli angelici servigi di Alfano.

Questo suo convulsivo e arrogante comportamento politico lo sta allontanado dai veri problemi che il nostro paese soffre!
E è proprio questa divergenza di obiettivi politici reali e interessi personali giudiziari che ieri Fini ha avuto il coraggio personale e l'onestà politica di far presente a tutti i Dirigenti del PdL.

E l'opposizione che fino adesso è rimasta a guardare e a muoversi solo dietro inciuci con il centrodestra Berlusconiano?
E' proprio da questa iniziale frattura interna al PdL che tutte le forze del centrosinistra devono cementificarsi insieme, cancellando di netto e prontamente le varie incomprensioni e i vari interessi personali, per iniziare a fare una vera opposizione a questo Berlusconismo che sta portando l'Italia verso un nuova dittatura.
Se questa opportunità non viene colta OGGI da TUTTE le forze del centrosinitra, tutto domani sarà molto più difficile perchè Berlusconi, saggio della propria esperienza, non concederà altre occasioni!

giovedì 22 aprile 2010

L'intervento di Fini alla Direzione Nazionale del PdL


Siamo arrivati al punto che per limitare il potere a Berlusconi e per concedergli anche un po' di sana e democratica opposizione politica è dovuto intervenire Gianfranco FINI (uno dei fondatori del PdL di 2 anni fa) per sostenere tesi politiche che appaiono distanti dalla visione del Cavaliere!!!
Se ci fossero più Fini all'opposizione l'Italia andrebbe sicuramente meglio ... intanto in Pd, che è abituato ormai all'inciucio con i berluscones, sta a guardare e aspetta che "qualcuno" gli dica cosa fare!

La crisi dell'Editoria

Il settore dell'editoria sta attraversando "una fase di crisi tra le più acute della sua lunga storia" e a fronte della quale il governo "non solo non è intervenuto per attenuare gli effetti di una congiuntura difficile e per allentare quei nodi strutturali che soffocano il settore, ma ha operato in senso contrario con la soppressione delle tariffe postali agevolate".
E' l'atto di accusa della Federazione italiana degli editori contenuto nello studio La stampa in Italia 2007-2009, presentato oggi alla Camera, in cui chiede la convocazione in tempi rapidi degli Stati generali per mettere a punto una riforma organica del settore, pena il "depauperamento" del pluralismo.

Nell'attuale scenario dell'editoria "non è possibile aspettare che la crisi passi da sola, ma bisogna mettere a punto un disegno riformatore e di politica industriale coerente ed efficace", altrimenti, il rischio è "il depauperamento di quel grande patrimonio sociale e culturale rappresentato dalla pluralità delle voci della stampa italiana".

La questione centrale, per gli editori, è "coniugare la valorizzazione dei mezzi tradizionali" con "la capacità di trarre dai new media ricavi sufficienti a remunerare gli elevati costi di produzione e, in prospettiva, a compensare la declinante redditività dei prodotti cartacei".
La Fieg sottolinea che il nostro impianto legislativo è "in ritardo e per molti aspetti punitivo per il settore": vedi la sospensione alle agevolazioni per gli abbonamenti postali, l'Iva differenziata (al 4% per i prodotti su carta, al 20% sull'online) o la scarsa tutela del diritto d'autore sul web.

Tutto ciò "si traduce in un pesantissimo aggravio di costi proprio in un momento in cui le imprese devono confrontarsi con una flessione della domanda interna".

"I tre di Emergency sono stati calunniati"

La Procura della Repubblica di Roma ha disposto di procedere nei confronti di ignoti per il reato di calunnia aggravata e continuata in danno dei tre operatori di Emergency Marco Garatti, Matteo Dell'Aira e Matteo Pagani arrestati il 10 aprile, e poi rilasciati, in Afghanistan.
E' quanto emerge in una nota diffusa dal procuratore capo di Roma, Giovanni Ferrara, in cui si precisa che gi accertamenti sono stati avviati sulla base delle notizie fornite dalle autorità afghane
preposte alla sicurezza al rappresentante diplomatico italiano a Kabul e riversate dal ministero degli Esteri tramite il reparto anticrimine del Ros di Roma dei carabinieri.

Adesso giustizia!

mercoledì 21 aprile 2010

La nota di Di Pietro

Non ce la faccio a non riportare la nota di Di Pietro che ha pubblicato sulla propria pagina di Facebook oggi dopo che sono state pubblicate le motivazioni della sentenza della Cassazione nel processo per corruzione a carico di Mills coimputato di Berlusconi.

Oggi la Cassazione ha confermato che l’avvocato Mills è stato corrotto da Berlusconi.
Quindi Berlusconi è un corruttore (http://www.antoniodipietro.com/processo_berlusconimills/).
Noi lo abbiamo sempre sostenuto.
C’è la prova provata che Berlusconi ha corrotto un testimone per fargli dire il falso in un processo nel quale sarebbe stato condannato.
In questo momento, dunque, mister B. sta occupando indebitamente la carica di Presidente del Consiglio.
Non è un reato da poco: siamo di fronte ad uno che, nell’esercizio delle sue funzioni, corrompe un testimone processuale.
Il 4 ottobre 1992 sono stato io a scoprire il conto ‘All Iberian’.
Da quel momento sono stato oggetto di una vera e propria persecuzione.
Sono stati commissionati numerosi falsi dossier contro di me.
A quell’epoca avevo chiesto al giudice svizzero a chi appartenessero quei soldi che sono finiti sul conto di Bettino Craxi
(http://www.antoniodipietro.com/2010/01/no_a_via_craxi.html).
Hanno tentato di bloccare le mie indagini.
Il conto ‘All Iberian’, dal quale partivano i soldi per Bettino Craxi, faceva capo alla Fininvest di Berlusconi.
Per non far scoprire ciò, hanno costretto Mills a dichiarare il falso.
Ecco chi è Berlusconi: un imprenditore che, invece di fare il latitante, si è messo a fare il politico per andare in Parlamento e farsi le leggi per non essere processato.

Crozza a Ballarò del 20/04/2010


Nella copertina di Ballarò di martedì 20 aprile Crozza esordisce una battuta eccezionale: "E' ufficiale ... anche nel PdL ci sarà una minoranza ... si faranno opposizione da soli ... quindi è altrettanto ufficiale che il Pd è superfluo!!!"
Nel suo intervento Crozza tratta ampiamente della secessione all'interno del Pdl ad opera di Fini per la costituzione di una sua corrente.
Saviano, la legge sulla caccia, le conseguenze dell'eruzione del vulcano in Islanda, Craxi, le dimissioni di Montezemolo da presidente della Fiat gli altri temi toccati da Crozza con le immancabili stoccate ai politici presenti in studio (http://www.youtube.com/watch?v=AL4mMcTmyTQ).

Motivazioni sentenza Mills

"Il fulcro della reticenza di David Mills, in ciascuna delle sue deposizioni, si incentra nel fatto che egli aveva ricondotto solo genericamente a Fininvest, e non alla persona di Silvio Berlusconi, la proprietà delle società offshore, in tal modo favorendolo in quanto imputato in quei procedimenti".
Lo sottolinea la Cassazione nelle motivazioni con le quali lo scorso 25 febbraio ha dichiarato prescritto il reato di corruzione in atti giudiziari nei confronti dell'avvocato inglese David Mills, negandogli, però, l'assoluzione.

Le sezioni unite penali della suprema Corte spiegano che Mills, con le sue deposizioni ai processi Arces e All Iberian, ha favorito Berlusconi.
Questo perché "si era reso necessario distanziare la persona di Silvio Berlusconi da tali società, al fine di eludere il fisco e la normativa anticoncentrazione, consentendo anche, in tal modo, il mantenimento della proprietà di ingenti profitti illecitamente conseguiti all'estero e la destinazione di una parte degli stessi a Marina e Piersilvio Berlusconi".

Per la Cassazione la sentenza con cui la Corte d'Appello di Milano, lo scorso 27 ottobre, aveva confermato la condanna a quattro anni e sei mesi di reclusione, accusato di corruzione in atti giudiziari per aver ricevuto 600 mila dollari in cambio di testimonianze reticenti, ha una "struttura razionale" sorretta da un "apparato argomentativo logico e coerente, esteso a tutti gli elementi offerti dal processo".

"La sentenza di oggi smentisce categoricamente le affrettate dichiarazioni di vittoria di Berlusconi che 'usò' dopo la pronuncia della cassazione per sconfessare l'operato dei giudici di primo e secondo grado di Milano".
In realtà, la motivazione della sentenza della cassazione avvalora la correttezza di tutto il percorso giudiziario.

Chissà stasera come si comporterà stasera il TG1 di Minzolini.
Divulgerà questa notizia al popolo italiano affamato di informazione libera e indipendente oppure farà finta di niente?
Se il Minzo non farà lo gnorri, darà questa notizia all'inizio del telegiornale oppure la lascierà in fondo alla scaletta ovvero la inserirà tra le notizie di gossip e quelle di cucina?
Il Minzo inoltre saprà pulirsi la propria coscienza deontologica rettificando la notizia data sull'assoluzione di Mills quando in realtà si trattava di prescrizione?

lunedì 19 aprile 2010

PD e PDL in estinzione


Nonostante la nuve del vulcano isalndese Eyjafjollajokull abbia impedito a Marco Travaglio di essere presente all'appuntamento settimanale del lunedì di Passaparola Peter Gomez prende la parola e ci racconta come i PD e il PDL si rapportano con la mafia
Argomento caldo caldo dopo che negli ultimi giorni la questione mafia sia stata al centro di numerosi dibattiti.
Ricordo soltanto che venerdì il procuratore generale di Palermo ha chiesto 11 annni di carcere per Marcello dell'Utri nel processo d'appello contro il senatore del PdL accusato di associazione mafiosa.
Nello stesso giorno il premier aveva lanciato dichiarazioni assai ambigue per descrivere la situazione delle organizzazioni mafiose in Italia e nel mondo accusando perfino Saviano (per aver scritto il Gomorra) e più in generale il sequel della Piova per aver fornito una cattiva e distorta immagine dell'Italia.

domenica 18 aprile 2010

Io sto con Emergency: SONO LIBERI!!!

Ore 15:56 Frattini annuncia: "liberi i tre connazionali di Emergency. I tre operatori italiani di mergency arrestati a Kabul sono stati rilasciati".
Il sito di Emergency (http://www.emergency.it/) annuncia la liberazione dei tre operatori con questa homapage:
Matteo Dellaira, Marco Garatti e Matteo Pagani sono stati liberati dalle autorità afgane che li avevano arrestati in un'ospedale della ong con l'accusa di organizzare un complotto contro il governatore dell'Helmand.
Ora si spera anche che vengano liberati i collaboratori afgani dei quali ad ora non si hanno informazioni.

Villipendio di Cadavere

Ieri mattina, sciaguratamente, ho acceso la tv e mi sono imbattuto su una rete Mediaset nella telecronaca diretta del funerale di Raimondo Vianello.
Del grande attore scomparso, per sua fortuna, non c’era traccia, essendo già ben chiuso nella sua bara.
In compenso imperversava dappertutto un altro comico, anzi un guitto tragicomico con le gote avvizzite e impiastricciate di fard fucsia e il capino spennellato di polenta arancione, che officiava la cerimonia, dirigeva le pompe funebri, smistava il traffico delle préfiche, abbassava il cofano del carro, salutava la folla come Gerry Scotti, poi nella chiesetta sbaciucchiava a favore di telecamera la povera vedova pietrificata in carrozzella e cercava di farla ridere con qualche battuta all’orecchio, chiamava i battimani associandosi ai cori da stadio “Raimondo Raimondo” sollecitati da Pippo Baudo: era il presidente del Consiglio. Sul pratone di Milano2, un maxischermo da concerto rock ingigantiva quelle immagini raccapriccianti esponendole al “bell’applauso” di una folla di curiosi armata di telefonini e videocamere per immortalare la sfilata dei “vip”, come sulla banchina di Porto Rotondo e nel dehors del Billionaire a Ferragosto.

Infatti, in quel festival di botulini e siliconi, incedeva persino Lele Mora.
Ho sperato con tutto il cuore che al grande Raimondo, impegnato nell’ultimo viaggio, sia stata risparmiata la vista di quello spettacolo sguaiato, volgare, fasullo: l’esatto contrario della sua vita garbata, elegante, ironica e autoironica.
L’estremo oltraggio. Vianello era, politicamente, un berlusconiano.
Ma, antropologicamente e artisticamente, era l’antitesi vivente del berlusconismo.
Infatti han dovuto aspettare che morisse per coinvolgerlo, ormai impotente e incolpevole, in una baracconata invereconda che ricorda il feroce episodio de “I nuovi mostri” firmato da Scola, in cui Sordi, guitto di provincia, recita l’elogio funebre del capocomico al cimitero, sul bordo della tomba, rievocandone le battute più grasse e pecorecce mentre tutt’intorno si applaude e si sghignazza.
Gli storici del futuro che tenteranno di interpretare l’Italia di oggi non potranno prescindere da quelle immagini, perché difficilmente troveranno miglior reperto del nostro tempo: l’epoca dei senza pudore e dei senza vergogna.

Una bara sequestrata da un anziano miliardario squilibrato, malamente pittato da giovanotto, che si crede Napoleone e monopolizza la scena con la stessa congenita volgarità con cui, proprio un anno fa, passeggiava sui cadaveri dell’Aquila accarezzando bambini, baciando vecchie, promettendo case e dentiere nuove per tutti.
Una povera vedova incerottata e distrutta dalla malattia e dal dolore esposta alle telecamere e ai megascreen mentre mormora “Raimondo, io sono qua” senza neppure il diritto di farlo sottovoce, in penombra, lontano da microfoni, occhi e orecchi invadenti, pronti a trasformare tutto in “gossip”. E, tutt’intorno, nessuno che notasse lo scempio.
Nemmeno un consigliere che suggerisse al capo un po’ di raccoglimento, di compostezza, di silenzio, o gli spiegasse che ai funerali non c’è niente da ridere nè da applaudire.
Men che meno ai funerali di Vianello, al quale bastava e avanzava il bellissimo necrologio bianco dettato dalla sua Sandra.
“Berlusconi – scrisse un giorno Montanelli – è talmente vanesio che ai matrimoni vorrebbe essere la sposa e ai funerali il morto”.
Infatti, anche per evitare di ritrovarselo cianciante alle sue esequie, il vecchio Indro lasciò detto nelle sue ultime volontà: “Non sono gradite né cerimonie religiose, né commemorazioni civili”. Forse Berlusconi non se n’è accorto, ma ieri ha seppellito sguaiatamente l’ultimo berlusconiano elegante e ironico rimasto in circolazione.
Se lo capisse, se ne preoccuperebbe più che per il divorzio da Fini. Ma, se lo capisse, non sarebbe Berlusconi.

di Marco Travaglio da il Fatto Quotidiano di domenica 18 aprile 2010.

P.S.: non potevo non postarlo questo articolo di Travaglio in quanto ha fornito una lucida e cristallina immagine di quanto successo ieri al funerale di Raimondo Vianello descrivendo in maniera pulita e oggettiva il carattere cinico e opportunista del nostro Premier capace di strumentalizzare qualunque opportunità mediatica (dai terremoti ai funerali) per migliorare la propria immagine personale e politica.

Io sto con Emergency

Ieri in Piazza San Giovanni a Roma hanno manifestao 50mila persone secondo e in questi giorni su Facebook tramite la pagina ufficiale di Emrgency (http://www.facebook.com/emergency.ong con 237.000 fan) e la pagina "Io sto con Emergency"
(http://www.facebook.com/pages/Io-sto-con-Emergency/116463131699656 con 166.000 fan) ancora più persone e cittadini hanno voluto far sentire la propria presenza manifestando via web la propria solidarietà verso l'organizzazione umanitaria di Gino Strada sentendoni anche loro minacciati da questi politici che mal sopportano o che addirittura ostacolano le Ong nelle sistuazioni di guerra.
Inutile aggiungere che l'operazione di polizia militare che ha portato all'arresto dei tre operatori italiani e di altri 6 afgani che lavoravano nell'ospedale in Afghanistan è quanto meno dubbia e l'arresto è più assimilabile ad un vero e proprio rapimento in quanto alle 9 persone arrestare per i primi giorni non è stato possibile parlare né con i propri avvocati nè con i propri familiari e nè è stata formulata un'accusa ufficiale che possa giustificare il fermo.
Inoltre, come spiegato da Gino Strada giovedì alla trasmissione di Annozero, l'operazione che ha portato al rinvenimento delle armi nell'ospedale dove lavoravano i 9 operatori non è stata affatto trasparente in quanto l'ospedale era stato fatto evacuare completamente dalle forze militari prima queste potessero effettuare la perquisizione che ha portato alla scoperta delle armi.
Queste circostanze portano a sollevare dubbi sul fatto che l'Ong di Gino Strada sia stata utilizzata politicamente per allontanare persone scomode in un'area dove le forze militari vogliano operare senza alcun tipo di testimone.

Il fondatore della Ong ha poi fatto il punto sulle trattative diplomatiche in corso per liberare i tre italiani e ha annunciato che l'inviato speciale del Segretario delle Nazioni Unite per l'Afghanistan ha intenzione di collaborare per ottenerne il rilascio.

Le parole pronunciate sul palco di Piazza San Giovanni da Gino Strada, Fondatore di Emergency: "Perché la violenza contro di noi?
E' un atto di profonda inciviltà, usare violenza contro Emergency e il suo personale,
contro un ospedale, i pazienti.
C'è gente che ha percorso oltre 600 chilometri per raggiungerci a Kabul.
Ora l'ospedale è chiuso ma la popolazione ne ha bisogno.
Questa è inciviltà totale, profonda. Emergency ha subìto violenza anche in Italia.
Ma non smettiamo di dire quello che la politica ha scordato di dire.
E' o non è un problema la guerra? Come farla sparire è un problema che dobbiamo porci.
Sono stufo di ricevere insulti da chi non si sforza neanche a pensare.
Politici e pseudogiornalisti hanno lanciato calunnie. Perché ci trattano così?
Perché pensano che siamo nella parte avversa alla loro ma noi non siamo da nessuna parte, siamo solo contro l'idea di ammazzare altre persone
".

Le parole di ieri di Cecilia Strada, Presidente di Emregency
"Li vogliamo liberi subito. Ma devono tornare liberi e innocenti.
Non accetteremo che resti la minima ombra sul loro operato.
Non deve passare il messaggio che sono stati cacciati dall’Afghanistan o che c’è stata una soluzione politica, non deve restare la minima ombra. Devono tornare liberi e innocenti.
La vera forza di Emergency sono i cittadini.
Non avevamo dubbi che saremmo stati sommersi da cittadini che non sono ignoranti o stupidi, che non si fanno infinocchiare da ciò che leggono sui giornali ma hanno le loro opinioni
".

Sentenza Fapav Telecom Italia

Il Tribunale civile di Roma, con una sentenza pubblicata oggi, ha deciso che SOLO l'autorità giudiziaria può obbligare i provider a comunicare i nomi degli utenti che scaricano file pirata e a bloccare siti e servizi che causano gli illeciti rigettando così le richieste della Fapav nei confronti della Telecom Italia.

Infatti la Fapav (Federazione anti pirateria audiovisiva) aveva chiesto al Tribunale civile di Roma di imporre a Telecom Italia alcune misure straordinarie: denunciare alle autorità giudiziarie i propri utenti colpevoli di pirateria e bloccare l'accesso ad alcuni siti collegati in modo più o meno diretto al peer to peer.
Vedi i seguent link:
a) http://internetsociety.wordpress.com/2010/02/12/fapav-contro-telecom-alludienza-del-10-febbraio-2010-presso-il-tribunale-di-roma/
b) http://www.repubblica.it/tecnologia/2010/02/11/news/download_privacy-2254493/

Il caso era stato avviato dopo le indagini compiute da Fapav attraverso un'azienda specializzata, la CoPeerRight Agency.
Quest'ultima, con tecniche investigative su internet, aveva scoperto che "centinaia di migliaia" di utenti Telecom avevano fatto 2,5 milioni di download pirata di nove titoli di film.
Fapav ha potuto scoprire così solo l'indirizzo Ip, ma non i nomi degli utenti.

Il giudice, recuperando una nota norma europea del codice delle comunicazioni elettroniche, secondo cui gli intermediari (i provider internet) non sono responsabili di quello che fanno i propri utenti, ha stabilito quanto segue:
1) la Fapav non può chiedere a Telecom di rivelare i nomi degli utenti e di denunciarli all'attività giudiziaria.
2) Telecom non può e non deve inoltre bloccare l'accesso a quei siti in quanto non è responsabile delle attività pirata degli utenti.

sabato 17 aprile 2010

Chi il colpevole

Nel post precedente (La risposta di Saviano) ho pubblicato la lettera che Roberto Saviano ha inviato al Premier Berlusconi alla luce delle dichiarazioni sull'operato del governo nella lotta alle organizzazioni mafiose e più in generale sulla Mafia in Italia che il Presidente del Consiglio aveva rilasciato nella conferenza stampa di venerdì (insieme con Maroni).
Quanto dichiarato dal premier in conferenza stampa (post "Berlusconi e Boss" di venerdì 16 aprile) ha suscitato molto
scalpore e non bisogna dimenticare che non è neanche la prima volta che Berlusconi si permette di manifestare disagio nei confronti di coloro che cercano di "combattere" la mafia con la propria voce e con la propria penna.

A tal proposito per completare maggiormenete come viene considerata la mafia a livello politico aggiungo delle dichiarazione che Marcello Dell'Utri (ricordo a tutti uno dei fondatori di Forza Italia nel 1994) ha rilasciato a febbraio ad un'intervista al Fatto Quotidiano (http://antefatto.ilcannocchiale.it/glamware/blogs/blog.aspx?id_blog=96578&id_blogdoc=2436079&yy=2010&mm=02&dd=10&title=io_senatore_per_non_finire_in):
FQ: Non sente una responsabilità visto il suo ruolo politico?
D: Io sono politico per legittima difesa. A me della politica non frega niente.
Mi difendo con la politica, sono costretto ... mi candidai alle elezioni del 1996 per proteggermi,
infatti, subito dopo, è arrivato il mandato d'arresto ...
FQ: Perchè non si difende solo fuori dal Parlamento?
D: Mi difendo anche fuori, ma non sono mica cretino!... Quelli mi arrestano!

Non ci sono altre parole per commentare quando aveva dichiarato da Dell'Utri considerando che l'altro giorno il procuratore generale Gatto al termine dell'arringa accusatoria nel processo d'appello a carico del senatore del PdL per associacine mafiosa ha chiesto 11 anni di carcere (2 anni in più del processo do primo grado).

La risposta di Saviano

Presidente Silvio Berlusconi, le scrivo dopo che in una conferenza stampa tenuta da lei a Palazzo Chigi sono stato accusato, anzi il mio libro è stato accusato di essere responsabile di "supporto promozionale alle cosche". Non sono accuse nuove.
Mi vengono rivolte da anni: si fermi un momento a pensare a cosa le sue parole significano.
A quanti cronisti, operatori sociali, a quanti avvocati, giudici, magistrati, a quanti narratori, registi, ma anche a quanti cittadini che da anni, in certe parti d'Italia, trovano la forza di raccontare, di esporsi, di opporsi, pensi a quanti hanno rischiato e stanno tutt'ora rischiando, eppure vengono accusati di essere fiancheggiatori
delle organizzazioni criminali per il solo volerne parlare.
Perché per lei è meglio non dire. E' meglio la narrativa del silenzio. Del visto e taciuto.
Del lasciar fare alle polizie ai tribunali come se le mafie fossero cosa loro. Affari loro.
E le mafie vogliono esattamente che i loro affari siano cosa loro, Cosa nostra appunto è un'espressione ancor prima di divenire il nome di un'organizzazione.
Io credo che solo e unicamente la verità serva a dare dignità a un Paese.
Il potere mafioso è determinato da chi racconta il crimine o da chi commette il crimine?

Il ruolo della 'ndrangheta, della camorra, di Cosa nostra è determinato dal suo volume d'affari - cento miliardi di euro all'anno di profitto - un volume d'affari che supera di gran lunga le più granitiche aziende italiane. Questo può non esser detto?
Lei stesso ha presentato un dato che parla del sequestro alle mafie per un valore pari a dieci miliardi di euro.
Questo significa che sono gli scrittori ad inventare?
Ad esagerare? A commettere crimine con la loro parola? Perché?
Michele Greco il boss di Cosa Nostra morto in carcere al processo contro di lui si difese dicendo che "era tutta colpa de Il Padrino" se in Sicilia venivano istruiti processi contro la mafia. Nicola Schiavone, il padre dei boss Francesco Schiavone e Walter Schiavone, dinanzi alle telecamere ha ribadito che la camorra era nella testa di chi scriveva di camorra, che il fenomeno era solo legato al crimine di strada e che io stesso ero il vero camorrista che scriveva di queste storie quando raccontava che la camorra era impresa, cemento, rifiuti, politica.

Per i clan che in questi anni si sono visti raccontare, la parola ha rappresentato sempre un affronto perché rendeva di tutti informazioni e comportamenti che volevano restassero di pochi.
Perché quando la parola rende cittadinanza universale a quelli che prima erano considerati argomenti particolari, lontani, per pochi, è in quell'istante che sta chiamando un intervento di tutti, un impegno di molti, una decisione che non riguarda più solo addetti ai lavori e cronisti di nera.
Le ricordo le parole di Paolo Borsellino in ricordo di Giovanni Falcone pronunciate poco prima che lui stesso fosse ammazzato.
"La lotta alla mafia è il primo problema da risolvere ... non deve essere soltanto una distaccata opera di repressione ma un movimento culturale e morale che coinvolga tutti e specialmente le giovani generazioni le spinga a sentire subito la bellezza del fresco profumo di libertà che fa rifiutare il puzzo del compromesso morale della indifferenza della contiguità e quindi della complicità."
Ricordo la felicità di Falcone quando in un breve periodo di entusiasmo mi disse: la gente fa il tifo per noi.
E con ciò non intendeva riferirsi soltanto al conforto che l'appoggio morale dà al lavoro dei giudici, significava soprattutto che il nostro lavoro stava anche smuovendo le coscienze".

Il silenzio è ciò che vogliono.
Vogliono che tutto si riduca a un problema tra guardie e ladri. Ma non è così.
E' mostrando, facendo vedere, che si ha la possibilità di avere un contrasto.
Lo stesso Piano Caserta che il suo governo ha attuato è partito perché è stata accesa la luce sull'organizzazione dei casalesi prima nota solo agli addetti ai lavori e a chi subiva i suoi ricatti.
Eppure la sua non è un'accusa nuova.
Anche molte personalità del centrosinistra campano, quando uscì il libro, dissero che avevo diffamato il rinascimento napoletano, che mi ero fatto pubblicità, che la mia era semplicemente un'insana voglia di apparire.
Quando c'è un incendio si lascia fuggire chi ha appiccato le fiamme e si dà la colpa a chi ha dato l'allarme?
Guardando a chi ha pagato con la vita la lotta per la verità, trovo assurdo e sconfortante pensare che il silenzio sia l'unica strada raccomandabile.
Eppure, Presidente, avrebbe potuto dire molte cose per dimostrare l'impegno antimafia degli italiani.
Avrebbe potuto raccontare che l'Italia è il paese con la migliore legislazione antimafia del mondo.
Avrebbe potuto ricordare di come noi italiani offriamo il know-how dell'antimafia a mezzo mondo.
Le organizzazioni criminali in questa fase di crisi generalizzata si stanno infiltrando nei sistemi finanziari ed economici dell'occidente e oggi gli esperti italiani vengono chiamati a dare informazioni per aiutare i governi a combattere le organizzazioni criminali di ogni genealogia.
E' drammatico - e ne siamo consapevoli in molti - essere etichettati mafiosi ogni volta che un italiano supera i confini della sua terra. Certo che lo è. Ma non è con il silenzio che mostriamo di essere diversi e migliori.

Diffondendo il valore della responsabilità, del coraggio del dire, del valore della denuncia, della forza dell'accusa, possiamo cambiare le cose.

Accusare chi racconta il potere della criminalità organizzata di fare cattiva pubblicità al paese non è un modo per migliorare l'immagine italiana quanto piuttosto per isolare chi lo fa. Raccontare è il modo per innescare il cambiamento.
Questa è l'unica strada per dimostrare che siamo il paese di Giovanni Falcone, di Don Peppe Diana, e non il paese di Totò Riina e di Schiavone Sandokan.
Credo che nella battaglia antimafia non ci sia una destra o una sinistra con cui stare.
Credo semplicemente che ci sia un movimento culturale e morale al quale aspirare.
Io continuerò a parlare a tutti, qualunque sarà il credo politico, anche e soprattutto ai suoi elettori, Presidente: molti di loro, credo, saranno rimasti sbigottiti ed indignati dalle sue parole.
Chiedo ai suoi elettori, chiedo agli elettori del Pdl di aiutarla a smentire le sue parole.
E' l'unico modo per ridare la giusta direzione alla lotta alla mafia. Chiederei di porgere le sue scuse non a me - che ormai ci sono abituato - ma ai parenti delle vittime di tutti coloro che sono caduti raccontando.
Io sono un autore che ha pubblicato i suoi libri per Mondadori e Einaudi, entrambe case editrici di proprietà della sua famiglia.
Ho sempre pensato che la storia partita da molto lontano della Mondadori fosse pienamente in linea per accettare un tipo di narrazione come la mia, pensavo che avesse gli strumenti per convalidare anche posizioni forti, correnti di pensiero diverse. Dopo le sue parole non so se sarà più così.
E non so se lo sarà per tutti gli autori che si sono occupati di mafie esponendo loro stessi e che Mondadori e Einaudi in questi anni hanno pubblicato.
La cosa che farò sarà incontrare le persone nella casa editrice che in questi anni hanno lavorato con me, donne e uomini che hanno creduto nelle mie parole e sono riuscite a far arrivare le mie storie al grande pubblico.
Persone che hanno spesso dovuto difendersi dall'accusa di essere editor, uffici stampa, dirigenti, "comprati".
E che invece fino ad ora hanno svolto un grande lavoro. E' da loro che voglio risposte.

Una cosa è certa: io, come molti altri, continueremo a raccontare.
Userò la parola come un modo per condividere, per aggiustare il mondo, per capire.
Sono nato, caro Presidente, in una terra meravigliosa e purtroppo devastata, la cui bellezza però continua a darmi forza per sognare la possibilità di una Italia diversa.
Una Italia che può cambiare solo se il sud può cambiare.
Lo giuro Presidente, anche a nome degli italiani che considerano i propri morti tutti coloro che sono caduti combattendo le organizzazioni criminali, che non ci sarà giorno in cui taceremo. Questo lo prometto. A voce alta.

©2010 Roberto Saviano/Agenzia

venerdì 16 aprile 2010

La bozza del PdL


Marco Travaglio espone in maniera chiara la bozza di riforma del nostro ordinamento costituzionale proposta dal PdL.
Le prospettive non sono affatto tranquille. (http://www.youtube.com/watch?v=XkphKl17HEk)

Berlusconi & Boss

Oggi il sostituto procuratore generale Nino Gatto nella requisitoria del processo d'appello contro il senatore del Pdl Marcello dell'Utri accusato di concorso esterno in associazione mafiosa ha chiesto 11 anni di carcere.
In primo grado era stato condanno a 9 anni.
Il Pg Gatto ha giustificato nel seguente modo la richiesta di pena nel processo d'appello: "L'imputato è stato al servizio dell'organizzazione mafiosa per oltre un trentennio e nel processo d'appello sono emerse nuove prove: le dichiarazioni del collaboratore Gaspare Spatuzza si sono integrate in maniera armoniosa con quanto già stabilito dalla sentenza del tribunale di Palermo a proposito dei rapporti che l'imputato ha intrattenuto con i fratelli Graviano, capimafia di Brancaccio. Il processo d'appello ha provato soprattutto che
il senatore Marcello Dell'Utri avrebbe avuto un ruolo determinante per l'approvazione di alcuni provvedimenti legislativi che hanno favorito concretamente le organizzazioni mafiose
".

Nello stesso giorno (guarda il caso) Silvio Berlusconi, nel corso di una conferenza stampa con Roberto Maroni, a Palazzo Chigi, rivendica i risultati del governo contro la mafia, sferrando un affondo contro chi, in tv e in
libreria, affronta il tema della criminalità.
Berlusconi sottolinea che "la mafia italiana risulterebbe essere la sesta al mondo ma è quella più conosciuta" anche per i film e le fiction che ne hanno parlato, come le serie della Piovra e in generale la letteratura, Gomorra e tutto il resto".
Non è la prima volta che Berlusconi se la prende con chi avrebbe, a suo dire, fatto pubblicità alla mafia.

Un affondo che però, si è rivelato un boomergang.
La piovra è roba di tanti anni fa, mentre le fiction tv più recenti sulla mafia, da Il capo dei capi a quelle su Falcone e Borsellino, le ha fatte suo figlio per Mediaset.

Cosa aggiungere a questa giornata in cui prima a Marcello Dell'Utri (fondatore di Forza Italia) nel processo d'appello per associazione mafiosa il pg chiede 11 anni di carcere (2 anni in più del processo di primo grado), mentre il premier Berlusconi appare magicamente a Roma per sbandierare i risultati che il governo ha ottenuto contro la criminalità mafiosa.
Berlusconi conosce molto bene come funzione l'impatto pubblicitario sulla collettività e quindi a fronte di una notizia molto negativa della sua immagine politica ha subito raffazzonato la situazione con una conferenza stampa improvvisata ma tanto curata nei dati esposti e nei dettagli da far pensare che fosse giò prevista e organizzata nel caso in cui a Dell'Utri il pg avesse chiesto pene aggravanti (come poi si è dimostrato).
Concludo il post con una frase molto significatica estrapolata dalla requisitoria di oggi del procuratore generale Nino Gatto: "Il boss Vittorio Mangano era in contatto con Marcello Dell'Utri, che fu il tramite per l'assunzione del mafioso nella villa di Arcore di Silvio Berlusconi".

Berlusconi & Sorci

Stamattima Fabio De Pasquale, rappresentante della pubblica accusa nel processo Mills, si è opposto al rinvio dell'udienza chiesto dalla difesa Berlusconi per il legittimo impedimento rappresentato da una riunione dell'esecutivo a Palazzo Chigi infatti ha sostenuto quanto segue: "Il Consiglio dei ministri è un caso di impedimento che non è assoluto".
Secondo De Pasquale, "perché l'impedimento sia legittimo, ci vuole una ragione grave e inderogabile invece ci sono invece provvedimenti di non particolare rilevanza e urgenza".

A titolo di esempio, il magistrato dell'accusa ha citato provvedimenti che riguardano "la diffusione del turismo sportivo tramite il golf e problemi linguistici dell'Alto Adige".
I legali di Silvio Berlusconi, come già fatto nel processo per i diritti televisivi di Mediaset, avevano depositato un documento della segreteria generale della presidenza del Consiglio in cui spiegavano che il premier non sarebbe potuto essere in aula prima del 21 luglio per
via di impegni istituzionali.

Dopo quattro ore di Camera di consiglio, i giudici della decima sezione penale del Tribunale di Milano, davanti ai quali è in corso il processo "gemello" sul caso David Mills nei confronti di Silvio Berlusconi, hanno deciso di inviare gli atti alla Corte costituzionale e di interrompere il processo in corso fino alla decisione della Consulta stessa in quanto la legge sul legittimo impedimento presenta profili di incostituzionalità (con riferimento agli articoli 3 e 138 della costituzione) perché introduce una nuova prerogativa attraverso una legge ordinaria e non costituzionale.

Di tutta questa storia è ancora e sempre più evidente la volontà di Berlusconi di evitare di arrivare ad una sentenza a suo carico.
La linea difensiva seguita dagli avvocati del Premier invece di puntare su prove concrete e testimoni che possano scagionare il proprio cliente cercano salvare il proprio assisitito con leggi incostituzionali che oltretutto sono state proposte in parlamento dal loro stesso Berlusconi.

giovedì 15 aprile 2010

Ciao Raimondo

mercoledì 14 aprile 2010

Crozza a Ballarò del 13/04/2010


Nella copertina di Ballarò della puntata del 13 aprile Maurizio Crozza scherza sull'ennesima sconfitta elettorale del Partito Democratico a Mantova, sull'ipotesi assurda di creare una lega di sinistra, sulle dichiarazioni di Frattini e di Gasparri sulla situazione di Emergency finendo con brevi battute sull'ostensione della sindone a Torino (http://www.youtube.com/watch?v=FVBf0kupJAc).

martedì 13 aprile 2010

Governo battuto sul decreto salva-liste

Il governo è stato battuto alla Camera sul cosidetto decreto salva-liste: 262 sì contro 245 no!

Non hanno partecipato al voto per vari deputati del Pdl e della Lega tra cui
il capogruppo Fabrizio Cicchitto, del vicepresidente della Camera Maurizio Lupi, di Niccolò Ghedini e Denis Verdini.
E' mancato all'appello anche mezzo governo, per lo più in missione.

La normativa "applicativa" fu approvata dal governo alla vigilia delle Regionali per sanare l'esclusione della lista Pdl nel Lazio e del lista di Formigoni in Lombardia.
Il provvedimento si rivelò inutile in quanto il Tar decise che le leggi elettorali in questione erano di pertinenza regionale, quindi non regiolabili con decreti o leggi del governo nazionale.

Tra i commenti dei deputati dell'opposizione spicca senz'altro quello del capogruppo dell'Idv Massimo Donadi il quale ha riassunto in poche parole tutta la bagarre politica che si è verificata tra l'emanazione del decreto salva-liste da parte del governo Berlusconi (5 marzo), con la conseguente firma del Presidente Giorgio Napolitano, e il voto elettorale che si è svolto il 28 e 29 marzo.
Ecco che cosa ha detto:
"Un governo indecente: prima vara provvedimenti vergognosi poi non ha il coraggio di venire in Parlamento e metterci la faccia per approvarli. Avranno pure vinto le elezioni ma non hanno la dignità di governare il paese".

Della differenza tra un Vignettista ed un Premier.

Qui si seguito posto il collegamento al blog nonleggerlo (http://nonleggerlo.blogspot.com/) che commenta in maniera
molto acuta e intelligente la vignetta di Staino che è stata pubblicata dal quotidiano L'Unità dopo l'incidente aereo che si è verificato in Polonia sabato scorso nel quale sono morti tutte e 96 le persone a bordo tra cui il Presidente della Repubblica Lech Kaczynski con sua moglie Maria e molta dell'elite politica, economica e militare polacca che era a bordo del Tupolev 154.


lunedì 12 aprile 2010

Il passato che torna

Le elezioni amministrative sono appena passate ma si stia già parlando in maniera insistente per riformare il prima possibile il nostro ordinamento costituzionale (semipresidenzialismo alla francese?).
Questo segnale è da interpretare come un'ulteriore mossa di Berlusconi& C. per poter imprigionare la "democrazia"
italiana in un unica figura politica a cui vengono concentrati numerosi poteri.
Questa forzatura costituzione non potrà portare altro che una forte limitazione di una parte degli organi di garanzia e controllo che fino ad ora hanno stabilito un equilibrio tra i vari poteri costituzionali (esecutivo, legislativo e giudiziario).
Della snaturazione del nostro assetto costituzionale potrà godere soprattutto Berlusconi&C. che sicuramente non perderanno tempo una volta conquistato il potere a cambiare a proprio favore tutti loro problemi a cominciare dai problemi giudiziari di MisterB, per continuare con l'eliminazione di ogni forma politica di opposizione, finendo con l'eliminazione della libertà di stampa!
Il passo dalla Democrazia come la conosciamo oggi e come ci è stata consegnata dai padri costituenti del 1946 al ritorno alla dittatura che ci aveva invece portato alla distruzione è molto breve e forse non è tanto lontana di quanto non si possa credere.

Inutile aggiungere che qualunque modifica del nostro ordinamento costituzionale portato da Berlusconi&C. avrà in ogni caso lo scopo e l'obiettivo di tutelare gli interessi economici personali di Berlusconi e di garantire al premier stesso di evitare qualunque verdetto giuridico che pende sul suo conto.

L'(il)legittimo impedimento del premier

La legge sul legittimo impedimento firmata dal presidente della Repubblica lo scorso 7 aprile è incostituzionale secondo gli articoli 101 e 138.
Lo ha sostenuto il pm della procura di Milano, Fabio De Pasquale, nel corso del processo sulle presunte irregolarità nella compravendita dei diritti tv di Mediaset che vede tra gli imputati
Silvio Berlusconi.
Dopo la lettera depositata dai legali del premier nella quale il
segretario della presidenza del Consiglio ha indicato come prossime date utili per celebrare il processo il 21 e il 28 luglio, il pm ha rilevato che se "di fronte a una certificazione del segretario della presidenza del Consiglio il giudice deve rinviare il processo anche per mesi, allora la legge è costituzionalmente illegittima"
.

Il pubblico ministero ha spiegato che questa legge si limita ad ampliare i casi di legittimo impedimento già riconosciuti dall'ordinamento, "ma non dice nulla sul fatto
che il legittimo impedimento produca o meno impossibilità assoluta a comparire in aula del presidente del Consiglio anche di sabato e di domenica
".
Tuttavia, davanti alla certificazione delll'impossibilità di Berlusconi a partecipare al processo fino alla data del 21-28 luglio, saremmo di fronte a "un'interpretazione costituzionalmente illegittima". Che avrebbe come conseguenza il rivolgersi alla Consulta.

La velocità con la quale gli avvocati del premier hanno voluto applicare le norme contenute nella legge sul legittimo impedimento appena firmata dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano conferma che l'unico vero intento di Berlusconi& C. è quello di evitare in ogni modo lecito e con ogni inbroglio costituzione qualunque verdetto guiridico a cui il premier è sottoposto come imputato.

Fahreneheit Calderoli


Questa settimana Marco Travaglio parla della bufala delle leggi inutili bruciate da Calderoli (il cazzaro da bar)e delle riforme istituzionali in Italia.
Da vedere assolutamente (http://www.youtube.com/watch?v=NIstmSArj5A).

Io sto con Emergency

I tre cooperanti di Emergency sono ancora in stato di fermo anche se come afferma Maso Notarianni, responsabile comunicazione di Emergency,
"I tempi di un fermo legale sono scaduti e che ancora non è stata formalizzata alcuna accusa. Ecco perché più che di detenzione si può parlare di sequestro. A questo punto - Maso Notarianni - mi sembra lecito esigere la liberazione del nostro personale e chiediamo che il governo si attivi in questo senso".
I tre oporatori Matteo Dell'Aira, infermiere e coordinatore medico, Marco Garatti, chirurgo d'urgenza, e Matteo Pagani, tecnico della logistica, erano stati arrestati sabato con altre sei persone a Lashkar Gah in
Afghanistan con l'accusa di aver partecipato a un complotto per uccidere Goulab Mangal, governatore della provincia di Helmand.
I tre operatori in un primo momento sono stati anche accusati di aver anche assassinato l'interprete di Daniele Mastrogiacomo, Adjmal Nashkbandi (Ignorando che è stata proprio l'organizzazione diretta da Gino Strada a battersi per la liberazione dei due ostaggi).

Nella giornata di ieri, domenica, la vicenda sembrava contornarsi di nubi nere quando il Times aveva sostenuto che i tre operatori avevano confessato il loro coinvolgimento nella operazione terrostistica.
Ad oggi la posizione degli italiani sembra essere alleggerita in quanto sia il portavoce provincia,
Daoud Ahmadi, smentisce di aver mai accusato gli italiani di Emergency di essere in combutta con Al Qaeda e Abdul Khaliq Akhund, un comandante locale, in un'intervista telefonica ad Aki-AdnKronos International, smentisce il loro coinvolgimento ("Perché mai dovremmo pagare 500mila dollari a un straniero quando abbiamo centinaia di persone pronte per l'attacco suicida?")

Ieri Maurizio Gasparri aveva chiesto un intervento del governo contro l'organizzazione umanitaria.
Oggi tocca all'altro fascista, il ministro della Difesa, Ignazio La Russa che addita Emergency come un covo di infiltrati.
E infine Frattini che, anziché intervenire contro l'abuso della polizia di Kabul, mette le mani avanti: "Se fosse vero sarebbe una vergogna".

Gino Strada, fondatore di Emergency, oltre a sostinere che l'arresto dei tre operatori sia equivalente ad un vero sequestro sottolinea chela vicenda sia di tipo politico ovvero che sia proprio l'organizzazione umanitaria a dare fastidio all'ONU.
Infatti come ha sostenuto Strada in un'intervista al Fatto Quotidiano "abbiamo tante prove sul sequestro di feriti, molti dei quali poi sono morti, a cui non hanno permesso di andare in ospedale. Noi diamo fastidio a chi vuole continuare a bombardare e alle autorità locali".

L'organizzazione umanitaria ha pubblicato sul suo sito un appello: "Io sto con Emergency".
Firma anche tu l'appello sul sito di Emergency (http://www.emergency.it).

domenica 11 aprile 2010

Mister un percento

Le concessioni radiotelevisive costano al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi l’uno per cento del fatturato che ne ottiene.
Lo Stato italiano regala da anni alla Mediaset, attraverso RTI, il 99% degli introiti che ne ottiene.
Solo l’uno per cento rimane allo Stato.

Le frequenze su cui Mediaset trasmette sono dello Stato italiano che le può dare in concessione a qualunque società ritenga. Mediaset o altre.
La logica vorrebbe che la concessione porti principalmente soldi alle casse dello Stato, non ai privati.
La ricchezza del signor Berlusconi, dell’imprenditore Berlusconi, deriva da una “graziosa” concessione ottenuta prima da Craxi con un una tantum annua ridicola e poi dal Governo D’Alema nel 1999, con la legge un per cento (pagina 32: legge 488, art.27 comma 9, del 23 dicembre 1999).
Legge mai messa in discussione dagli altri Governi che lo hanno seguito, tra cui ovviamente i suoi.

Il signor unpercento è ricco e continua a incrementare le sue ricchezze in virtù di una legge che gli regala letteralmente le frequenze radiotelevisive. Paga l’un per cento dei ricavi.
Ma quale cittadino può avere in concessione un bene dello Stato pagando solo l’un per cento dei ricavi? Nessuno, se non Berlusconi.
La legge che regolamenta le concessioni radiotelevisive va cambiata immediatamente.
E’ una legge parassitaria che toglie agli italiani, a tutti gli italiani, un reddito enorme, di loro competenza, per donarlo al presidente del Consiglio.
Una vera rapina a norma di legge.

Nel 2007 ha fatturato oltre 4 miliardi di euro, di cui 2.5 miliardi derivanti da pubblicità delle Reti Mediaset.
Invertiamo le percentuali: allo Stato il 99%, a Mediaset l’un per cento.

venerdì 9 aprile 2010

Annozero - l'intervento iniziale di Travaglio


Nel tradizionale monologo iniziale di Marco Travaglio nella puntata di Annozero di giovedì 8 aprile 2010 il gionalista concentra il proprio intervento con sugli sprechi della politica in Italia (http://www.youtube.com/watch?v=hRq0BInmixI).

mercoledì 7 aprile 2010

Promulgato il Legittimo Impedimento

Con la promulgazione del "legittimo impedimento" per Berlusconi e i suoi ministri, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha firmato l’undicesima legge vergogna in quattro anni di mandato.

Le altre dieci erano: l’indulto extralarge esteso ai reati dei colletti bianchi, il decreto Mastella per distruggere i dossier della security Telecom, l’ordinamento giudiziario Mastella-Castelli, la legge salva-Pollari, il lodo Alfano, la norma della penultima finanziaria che raddoppia l’Iva a Sky, i due pacchetti sicurezza Maroni contenenti norme razziali anti-rom e anti-immigrati, lo scudo fiscale Tremonti, il decreto salva-liste del Pdl.

Resta da capire il perché di quel mese di melina, che aveva suscitato speranze nelle persone perbene e timori nel partito dell’impunità: semplicemente, dopo tanto firmare, il Presidente aveva finito l’inchiostro, o aveva inceppato la penna, o magari aspettava il dopo elezioni per dare un colpo al cerchio e uno alla botte: respinto il ddl sul Welfare (che estende l’arbitrato ai rapporti di lavoro), promulgato il legittimo impedimento.
Tanto Berlusconi non deve licenziare nessuno e del ddl se ne strafrega, mentre col legittimo impedimento potrà fuggire legalmente dai suoi processi, e come lui i suoi ministri, per 18 mesi, in attesa di bissare il lodo Alfano con legge costituzionale o di ripristinare l’autorizzazione a procedere, cioè l’impunità per tutti i parlamentari.

Da considerare inoltre, in barba al precetto costituzionale che vuole i giudici "soggetti soltanto alla legge", il legittimo impedimento li assoggetta alle circolari di un funzionario di Palazzo Chigi che comunicherà insindacabilmente ai tribunali, di sei mesi in sei mesi, l’impossibilità del premier e dei ministri a comparire in udienza.
Visto che è tutto molto chiaro, sarebbe ora di smetterla con le ipocrisie e di chiamare le leggi vergogna col doppio cognome: "Berlusconi-Napolitano".
E di fare in modo che le proteste non vengano soltanto dai dipietristi e dall'estrema sinistra.
Ma da tutti gli italiani che hanno a cuore la Costituzione.

di Marco Travaglio da l'AnteFatto di mercoledì 7 aprile 2010.
http://antefatto.ilcannocchiale.it/glamware/blogs/blog.aspx?id_blog=96578&id_blogdoc=2467794&yy=2010&mm=04&dd=07&title=napolitano_11_volte_vergogna

Draquila - L'Italia che trema


La pellicola sbarcherà nei cinema italiani il 7 maggio, con distribuzione Bim e segna il ritorno alla regia della Guzzanti dimostrando la volontà dell'autrice di raccontare il nostro Paese nel modo in cui Michael Moore racconta il suo.
Una somiglianza evidente anche nello stile, che mescola satira a presa diretta, soggettività di chi gira e testimonianze.

Questi elementi si ritrovano nei due minuti e 13 secondi di trailer (http://www.youtube.com/watch?v=W5MxegbDRfk) che Sabina ha messo online ieri e da cui si intuisce che il Draquila, ovvero il vampiro dell'Aquila citato nel titolo, è lui, il premier.

Il trailer inizia con una voce fuori campo della Guzzanti che, riferendosi alla primavera del 2009, recita: "era una giornata di m.... come tante altre: la magistratura continuava a stargli alle calcagna", nei sondaggi era "in caduta libera"... Ma ecco che, alle 3.32 del 6 aprile, un terremoto devasta una città. E per il Cavaliere" prosegue la Guzzanti, "è come se Dio gli avesse teso ancora una volta la mano".

La tesi del film è chiara: il sisma dell'Aquila è stata un'occasione ghiotta per il capo del governoper risalire la china della popolarità ovvero per mostrarsi come "l'uomo del fare, quello che è capace di risolvere tutti i problemi del nostro paese".

Ma il terremoto si rivela un affare anche per i suoi amici, e gli amici degli amici: il filmato alterna le immagini delle macerie e del dolore con le citazioni dello strapotere della Protezione civile di Guido Bertolaso che trasforma ogni evento in grande evento, ogni grande evento in emergenza, ogni emergenza in un agire in deroga alle leggi.
Non a caso, i due minuti di assaggio del docufilm si concludono con la famosa intercettazione dei due imprenditori che esprimono tutta la loro contentezza al pensiero dei grandi affari che il terremoto avrebbe loro portato: "Io ridevo stamattina alle tre e mezza dentro al letto ..."

La Guzzanti tiene a sottolineare anche l'innovazione del metodo usato: Draquila è stato una sorta di work in progress a cui la community web ha partecipato attivamente.
A partire dal titolo, che è stato deciso via internet.

Quanto al perché dell'opera, la sua autrice dice di volersi opporre alla volontà di rimozione generalizzata che si respira in quest'epoca: "Noi siamo per la conoscenza e non per il condono dell'intelligenza".