Fabri Fibra in Vip In Trip, Controcultura (2010)

Più vuoi e meno avrai, più dai e meno prendi
Prima lo si impara, poi "Pa pa para para pa pa para"
Più sogni e meno fai, più fai e meno sogni
Prima lo si impara, poi "Pa pa para para pa pa para"
Rapper italiani che "Perepè qua qua, qua qua perepè"
Politici italiani che "Perepè qua qua, qua qua perepè"
________________________________________________________________

PROPOSTE di RIFORME STRUTTURALI per l'ITALIA

1) Legge contro i conflitti di interessi del Premier vs Riforma giustizia.

2) Legge Anticorruzione per garantire legalità in Parlamento vs Lodo Alfano.

3) Nuova Legge Elettorale e ritorno alle preferenze per la scelta dei candidati.

4) Incentivare le aziende a produrre in Italia invece di delocalizzare all'estero.

5) Incentivare gli investimenti esteri in Italia.

6) Banda Larga e Wifi Libero vs Grandi Opere (Tav e Ponte sullo stretto).

7) Ricerca e Incentivi pubblici per le Energie Rinnovabili vs Centrali nucleari.

8) Liberalizzazione effettiva dei servizi pubblici (trasporti, energie, telecomunicazioni, ecc..).

9) Maggiori contributi statali alle Università Pubbliche.

10) Creazione di Centri di Eccellenza per la Ricerca Scientifica di Base con incentivi per i finanziamenti privati.

_______________________________________________________________________________________

Il nostro bel paese!

Media largamente controllati dal nuovo Duce; magistratura sotto attacco; organi di garanzia, a cominciare dalla stessa Presidenza della Repubblica per passare dall'Agicom, intimiditi; università private di fondi e sottoposte a uno scandaloso bombardamento denigratorio ... le cupe prospettive di un paese sull'orlo della dittatura!!!
Questo NON è il quadro politico di un paese sudamericano, ma è la situazione attuale della nostra Italia!!!
Nel nostro bel paese si sta a poco consolidando un nuovo regime autoritario che si sta consolidando attraverso
il raggiugimento dei seguenti obiettivi:
1) la concentrazione del potere nelle mani di una sola personalità politica, cioè quella del premier;
2) la verticalizzazione del potere che si sta seminando anche per la stagione del post Berlusconi;
3) il lavoro che si sta compiendo per arrivare ad un Capo dello Stato eletto dal popolo e ad un Parlamento ratificatore dei voleri della maggioranza;
4) l'eliminazione dei contrappesi costituzionali;
5) continuo ricorso dal governo alla Fiducia per la votazione delle Leggi alla Camera e al Senato con la conseguente rinuncia al dibattito e al confronto parlamentare con l'opposizione
6) la distruzione dell'indipendenza della magistratura e la modifica della Corte costituzionale perché sia sempre più politicizzata, come del resto il Csm;
7) il controllo quasi integrale dei mezzi di comunicazione e applicazione della censura sui talk-show ritenuti "dannosi" per il premier.
8) privatizzazione di tutto ciò che è rimasto di pubblico: la difesa e la sicurezza del Paese, l'acqua, la protezione civile e soprattutto il saper.
______________________________________________________________________

venerdì 31 dicembre 2010

Beppe Grillo: messaggio di fine 2010


In attesa del messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano vi propongo il messaggio di fine 2010 di Beppe Grillo.

Cosa volete essere nel 2011? Libellula o scarafaggio?
In comune questi due insetti hanno la capacità di resistere a tutto e sono sopravvissuti ai dinosauri. Come gli italiani, anch'essi sono indistruttibili.
Se sarete il tipo libellula dovrete volare il più velocemente possibile per sfuggire alle piaghe d'Italia al cui confronto quelle d'Egitto vi sembreranno una favola per bambini.
Se, invece, opterete per il tipo scarafaggio potrete rifugiarvi in ogni scarico, in ogni tunnel a disposizione con però il rischio di trovarvi uno Schifani o un Mastella.
Non spaventatevi per il domani, l'italiano non teme nulla.
Il debito pubblico da 1.900 miliardi, la disoccupazione al 14 per cento reale, un debito privato di 20.000 euro per famiglia, milioni di precari, mezzo milione di cassintegrati che diventeranno disoccupati nel 2011 con l'esaurimento dei fondi per la cassa integrazione, le banche che falliscono come Il Banco Emiliano Romagnolo non possono preoccuparlo.

giovedì 30 dicembre 2010

FIOM-CGIL: 28 gennaio sciopero

Intervista a Landini e Cremaschi (FIOM) a pochi minuti dalla conferenza stampa.
La "legge" di Marchionne contro la Legge Costituzionale.


Intervista a Giorgio Cremaschi presidente del Comitato Centrale della FIOM sulla giornata del 14 dicembre, sulle iniziative della FIAT contro il contratto nazionale di lavoro, su Berlusconi e sulla sinistra.


La difesa dei diritti dei lavoratori è il primo obiettivo del sindacato.
Le politiche economico-industriali per rilanciare la FIAT in Italia non devono in alcun modo penalizzare i diritti dei lavoratori.
Se la Fiat non fa utili o decide di produrre all'estero o rimane qui, ma se rimane qui non deve "minacciare" i lavoratori con contratti di lavoro del 1800, annullando praticamente tutte le conquiste sindacali ottenute con tanto sangue!
CISL e UIL firmando l'accordo di Marchionne hanno privilegiato gli interessi degli azionisti (i pochi) rispetto alla difesa dei diritti dei lavoratori (i molti).
La FIOM-CGIL non va accusata di avere idee radicali o e non va neppure lontanamente (fra)intesa come forza politica ed è giusto che esprimi pubblicamente il proprio coerente dissenso sindacale non partecipando neppure alla trattativa con Marchionne.
Lo sciopero del 28 gennaio deve dimostrare che la tendenza "Marchionne" (l'imposizione ai lavoratori di contratti di lavoro non previsti dallo statuto) non deve assolutamente espandersi anche nelle altre realtà economiche in crisi e che non deve essere strumentalizzata come leva per rilanciare i siti di produzione in difficoltà!

Il Comitato centrale della Fiom decide lo sciopero generale di 8 ore di tutta la categoria per il 28 gennaio contro l'attacco antisindacale, antidemocratico e autoritario senza precedenti nella storia delle relazioni sindacali del nostro paese.

mercoledì 29 dicembre 2010

Berlusconismo


Berlusconismo!!!
Da quando è arrivato Silvio Berlusconi si parla di berlusconismo: un uomo solo al comando, pragmatismo efficiente, volontà del fare contrapposta a indecisioni paranormative. Caratteristiche che, per gente come Berlusconi, sono qualità: un uomo illuminato pronto ad accettare poteri rilevanti e ad utilizzarli con la spregiudicatezza necessaria.
Tutto sbagliato.
Se mai un uomo è stato lontano da questa figura di dittatore classico (tipo Pericle, diciamo) questi è stato Berlusconi.
Uomo meschino, legato ai suoi interessi personali, ha utilizzato il potere improvvidamente conferitogli solo per evitare la prigione, come un lucido Confalonieri aveva commentato all’inizio della sua avventura politica.
Sicché, parlare di berlusconismo come definizione teorica della sua gestione è fuor di luogo.
Abuso d’ufficio (o interesse privato in atti d’ufficio se il reato esistesse ancora), questa è stata l’era berlusconiana.
Tratto dall'articolo Vogliamo i colonnelli di Bruno Tinti scritto su Il Fatto Quotidiano del 31 dicembre 2010.

lunedì 27 dicembre 2010

Le bande dei mona


Roberto Calderoli, il Ministro per la Semplificazione Normativa, è proprio un vero bugiardo!
Se non bastavano gli attributi negativi che aveva collezionato precedentemente in occasione di uscite sconclusionate, razziste e psicotiche questa volta si è anche meritato il titolo di imbroglione!
Il ministro ha intenzionalmente e consapevolmente abolito il decreto del 14 febbraio 1948 N. 43, ovvero il decreto che puniva con il carcere da 1 a 10 anni chiunque promuove, costituisce, organizza o dirige associazioni di carattere militare, le quali perseguono anche indirettamente scopi politici e si organizzano per compiere azioni di violenza o minaccia.
In poche parole il ministro leghista ha cancellato di netto il reato di banda armata per fini politici per salvare dal processo, in corso a Verona, dei dirigenti della Lega accusati di aver fondato 14 anni fa le Camice verdi, un’organizzazione paramilitare, con finalità politiche!
Il Ministro Calderoli ha poi dovuto spiegare in un'interpellaza parlamentare i motivi dell'assurda cancellazione della norma del 1948 dopo che l'opinione pubblica si era indignata a fronte della pubblicazione di un articolo de Il Fatto che aveva reso pubblica la vicenda.
Il ministro ha fornito ragioni assolutamente false cercando di addebitare le colpe ad altri!
Calderoli ha mentito di fronte al Parlamento ... quello stesso Parlamento che poi lo ha salvato dalla sfiducia (promossa dall'IdV) pur sapendo che Calderoli aveva veramente mentito!
Le prove evidenti e oggettive che non lasciano spazio ad interpretazioni che il Ministro sia un vero ballista ci sono!

Calderoli e simili (vedi Gasparri) che pontificano contro il ritorno agli anni 70, hanno abolito un reato fondamentale per punire eventuali comportamenti tipo anni 70.
Calderoli e simili (vedi Gasparri) che vogliono la galera per gli studenti hanno abolito la galera per le bande paramilitari, per salvare dalla galera i loro amichetti della Guardia nazionale padana.

Le bande dei mona sul Il Fatto Quotidiano.
Le bande dei mona su Il Blog di Beppe Grillo.

domenica 26 dicembre 2010

Lettera a Babbo Natale

Pancotti Maurizio, di nove anni, scrive una letterea a Babbo Natale e per conoscenza al Papa!
Ho capito che la fede è come la verginità: ad un certo punto bisogna perderla!
I bambini credono a tutto, i bambini aspettano il 25 per mettere il bambino nella magiatoria e aspettano te che porti i regali!
La fede ad un certo punto bisogna perderla portarsela dietro per troppo tempo rischia di trasformare gli uomini in mostri!
La fede è come la verginità perchè si perde come proprio la verginità in quanto è la natura che te lo impone e si perde una sola volta ed è meglio perderla il prima possibile: da giovani!
Chi riesce a crede in Dio e in Babbo Natale è in grado di credere a tutto!

Parole Sante!

sabato 25 dicembre 2010

Buon Natale a tutti!!!

Buon Natale a tutti!!!
Giulio.

giovedì 23 dicembre 2010

I nostri Senatori

Ecco come si comportano i Senatori a Palazzo Madama!

Rosy Mauro (Lega), vice-persidente del Senato, fuori di sè a seguito degli interventi in merito alla Riforma Gelmini dell'opposizione di Pd e IdV, zittisce le proteste dei senatori e fa un autentico show prima di interrompere la seduta.


Il senatore IdV Stefano Pedica registra il ministro Bondi mentre, durante le votazioni della riforma universitaria, vota per tre volte al posto del Ministro Sacconi al momento assente .


Il ministro Bondi, durante la votazione della riforma unviersitaria, vota per tre volte al posto del collega assente, il ministro Sacconi.
Il senatore IdV Pedica registra il video e denuncia il ministro, chiedendone l'espulsione, e il capogruppo al Senato di IdV, Felice Belisario, suggerisce al ministro un'uscita di scena onorevole: le dimissioni.

mercoledì 22 dicembre 2010

Legge bavaglio ungherese

Cari amici lettori, cari colleghi blogger, cari giornalisti professionisti il premier ungherese Viktor Orban ha aperto la strada in Europa per la "riforma dei media"!
Riforma nel senso tecnico in quanto in Ungheria è passata la cosiddetta Legge Bavaglio!
Lo stato ora può imporre regole ferree per controllare gli organi di informazione (carta stampata, tv, radio e internet) ed imporre severe sanzioni a chi non le rispetta!
Questa "riforma" prevede un ampio controllo da parte dello Stato su tutti i media infatti tra le misure adottate la possibilità da parte dell’Autorità nazionale per le telecomunicazioni di sanzionare tutte le testate giornalistiche in caso di “violazione dell’interesse pubblico”, la soppressione delle redazioni di giornali e radio in modo da concentrare tutta l’informazione primaria sull’agenzia di stampa nazionale Mti (finanziata dallo Stato), l’istituzione di un tetto del 20 per cento per la cronaca nera nei telegiornali, l’imposizione per le radio di inserire almeno il 40 per cento di musica ungherese, multe pesanti a tutti gli organi d’informazione nel caso di “violazione” di un non meglio specificato “interesse pubblico”, per articoli “non equilibrati politicamente” o “lesivi della dignità umana”, nonché l’obbligo per i giornalisti di rivelare le proprie fonti per questioni legate alla “sicurezza nazionale”.
Con questa legge in Ungheria i media saranno costretti a rispettare un articolato e severo codice che mina la libertà di stampa e di opinione delle testate giornalistiche!
Il Governo impone che cosa si può dire e che cosa non dire nel rispetto dell'interesse pubblico e della sicurezza nazionale definiti via via dal potere politico a seconda delle proprie convenienze pena la sospensione e il pagamento di salate multe!

Questa legge è estremamente negativa perchè quando un governo impone regole restrittive alla libertà dei media significa che quel paese perde punti in termini di democrazia e di libertà personali, ma è altrettanto più grave il fatto che in Europa ci siano venti che portino i governi a imporre questo tipo di regole! Anche in Italia c'è questo tipo di tendenza e ciò mi preoccupa molto.
Inoltre la storia ci ha insegnato che l'anticamera dei regimi dittatoriali e totalitari è sempre stato il dominio dei media che porta con se il controllo, il filtro, la strumentalizzazione, la manipolazione, la censura dei fatti e delle notizie per aumentare ancora di più il consenso del popolo nei confronti del potere politico!
La censura e la propaganda governativa sono elementi talemente nocivi per una democrazia che le costituzioni dovrebbero imporre regole precise che salvaguardino il controllo del potere politico sulla libera informazione.
La tendenza verso la salvaguardia e l'indipendeza della libera informazione dovrebbe portare a definire nella costituzione il "potere informativo" come il 4° potere presente in uno stato democratico.
In quanto "potere" deve essere governato e difeso da un proprio organo di autocontrollo che ne garantisce la propria indipendenza dal potere legislativo, esecutivo e giudiziario!

martedì 21 dicembre 2010

La copertina di Ballarò del 21/12


Il capogruppo della PdL al Senato Maurizio Gasparri, il sindaco di Roma Gianni Alemanno, Walter Veltroni, il Ministro della Cultura Sandro Bondi le prede della copertina di Ballarò di martedì 21 dicembre.
Buon Natale anche a te Maurizio!

lunedì 20 dicembre 2010

Minority Gasparri


Ignazio La Russa (PdL), giovedì scorso, si è scagliato ed insultato gli studenti presenti ad Annozero che stavano spiegando le ragioni del proprio dissenso nei confronti della riforma Gelimini.
La reazione scomposta e fuori luogo del Ministro della Difesa è sembrata perfino premeditata in quanto gli studenti non hanno mai fatto riferimento alle forze polizia, mentre il ministro inveendo contro di loro teorizzava anche una fantascientifica ipotesi di apologia di reato in quanto i ragazzi no avevano esplicitamente condannato la violenza!
Il Ministro dell'Interno Roberto Maroni (Lega) e il sindaco di Roma Gianni Alemanno (PdL) i quali hanno dichiarato di estendere la zona rossa per non far avvicinare gli studenti e quindi di "prevenire" eventuali scontri nel centro di Roma.
Il Ministro della Giustizia Angelino Alfano (PdL) ha invece mandatato gli ispettori del proprio ministero al Tribunale di Roma per cercare di capire come mai il G.I.P. avesse concesso gli arresti domiciliari a solo uno dei giovani fermati (quello con la pala) e soprattutto perché avesse deciso di scarcerare gli altri a 22.
Poi il sottosegretario all’interno, Alfredo Mantovano (PdL), ha proposto di applicare la Daspo anche per le manifestazioni di piazza in modo da prevenire probabili scontri isolando persone che in passato si erano già dimostrare violente durante le manifestazioni: proposta efficace in teoria, ma inapplicabile nel concreto!
Infine il capogruppo del PdL al Senato, Maurizio Gasparri, va oltre la proposta del sottosegretario riportando all'attenzione i fatti del 7 aprile 1979, ovvero: arrestare preventivamente quelle persone che pensiamo che potrebbero commettere atti di violenza o commettere reati in piazza!

Perché fanno queste proposte?
Semplicemente perché stanno soffiando sul fuoco, stanno cercando l’incidente!
Stanno eccitando gli animi, stanno provocando apertamente i manifestanti e di qui a mercoledì di provocazioni ne arriveranno altre!
Chi contesta il governo deve sapere quello che da lui si aspetta il governo mercoledì e cioè si aspetta casino, sprangate, sampietrini, devastazioni, feriti, possibilmente feriti, meglio ancora se succede ancora di più grave, questa è l’aspettativa di questo governo!
Quindi chi vuole fare un favore al governo mercoledì, non ha che da darsi alla violenza e chi si darà alla violenza, sa che sta letteralmente accontentando i Gasparri, i La Russa, gli Alfano, i Maroni, i Mantovano e tutti quelli che in questi giorni hanno, con queste provocazioni puramente parolaie, inapplicabili nei fatti, eccitato gli animi.

L' articolo di Michele Ainis (costituzionalista a Roma Tre)
" ... una politica, una classe dirigente, una generazione di governo che ha bisticciato con la nuova generazione e allora mostra i muscoli non avendo altro da mostrare!"

La proposta di Travaglio per mercoledì: "Una protesta pacifica contro la Gelmini, con la Costituzione in mano!"

domenica 19 dicembre 2010

Consumatori difettosi




Video estratti dalla trasmissione di Report di domenica 12 dicembre 2010.
Il PIL (prodotto intero lordo) non è più un indicatore affidabile per misurare il benessere degli individui!
Il PIL era stato introdotto dopo la crisi del 1929 per poter confrontare la crescita economica tra gli stati.
Questo indicatore con il passare degli anni ha perso di efficacia in quanto è cambiato sia il contesto
economico-finanziario nel quale gli operatori economici (banche, imprese e lavoratori) si muovono sia la base tecnologica.
Attualmente il PIL distorce la sensazione di benessere tra gli individui, mentre viene ancora tenuto in considerazione per confrontare la velocità di crescita dell'economia tra i vari stati.
Con il passare degli anni sono aumentati i difetti dell'indicatore PIL nel descrivere la crescita dell'economia, intesa come benessere sociale di massa.
Infatti negli ultimi vent'anni sono stati estremizzati i concetti propri del capitalismo che hanno causato un aumento delle rendite e dei profitti a scapito dei salari e dell'ambiente!
sono diminuiti i diritti dei lavoratori ed è aumento esponenzialmente lo struttamento delle risorse naturali!
Ambiente (materie prime) e lavoratori (manovalanza) sono due elementi primari per far funzionare l'economia ma sono stati sfruttati per massimizzati il profitto delle imprese e quindi il valore delle azioni.
La distruzione dell'ambiente (inquinamento) e il disagio sociale dei lavoratori non vengono presi in considerazione nel calcolo del PIL!
Il libero mercato e la libera concorrenza, su cui si basa il Trattato di Lisbona, producono ricchezza solo per chi detiene i capitali e per chi li può investire.
Il lavoratori salariati nel libero mercato sono invece considerati come vere e proprie merci il cui valore è dato dal proprio salario.
La percezione di ricchezza se si sostituisse l'indicatore PIL per misurare la velocità di crescita dell'economia sarebbe necessariamente molto più bassa di quella attuale ... per non dire negativa!

sabato 18 dicembre 2010

Moratoria universale della pena di morte


La campagna per una moratoria universale della pena di morte è una proposta di sospendere l'applicazione della pena di morte in tutti i paesi appartenenti all'Organizzazione delle Nazioni Unite.
È stata ratificata dall'Assemblea generale con 104 voti a favore, 54 contrari e 29 astenuti proprio 3 anni fa il 18 dicembre 2007!
La differenza fra moratoria ed abolizione è che nel primo caso gli stati sospendono l'applicazione della pena di morte, pur mantenendola nei propri istituti giuridici, mentre nel secondo caso tale pena verrebbe totalmente depennata dalle legislazioni nazionali.
Nonostante i promotori della moratoria vogliano arrivare all'abolizione, la via della moratoria (meno limitante per la sovranità dei singoli stati) è stata scelta per convincere anche i paesi indecisi.
I principali promotori della moratoria sono l'associazione Nessuno Tocchi Caino e il Partito Radicale Transnazionale, Amnesty International e la Comunità di Sant'Egidio.
L'Onu approvò la moratoria sulla pena di morte martedì 18 dicembre 2007!

venerdì 17 dicembre 2010

La Nave Italia

Cari italiani, il viaggio di Mister B. al comando della Nave Italia continua!
Il comandante è riuscito ad ottenere una fiducia risicatissima, ma alla fine l'ha ottenuta.
Come sia riuscito a convincere i parlamentari degli altri schieramenti a votare per il suo governo o a riportare tra le fila della maggioranza chi lo aveva precedentemente abbandonato è ancora un mistero ... ma forse in procura a Roma stanno scoprendo in po' di segreti!
Che armi di convincimento di massa avrà mai utilizzato?
Quello che è successo martedì in parlamento e precisamente a Montecitorio deve assolutamente essere archiviato come l'ennesimo miracolo dell'Untissimo del Signore, che ormai dato per spacciato soli pochi giorni prima dalle previsioni di voto, alla fine è riuscito a tenere in piedi un governo tramite l'appoggio di dissidenti dell'opposizione!
Dunque una vittoria per il Governo di Berlusconi?
Numericamente: si, ha vinto!
Politicamente: no, la partita è ancora aperta!
Con questo voto Berlusconi ha vinto solo una piccola ed iniziale battaglia, ma sicuramente non la guerra!
Infatti se in Senato Berlusconi può contare su una maggioranza rassicurante e solida, alla Camera la situazione è alquanto incerta.
Lo scarto di 3 voti non rappresenta affatto una sicurezza rassicurante per le prossime riforme che Berlusconi ha intenzione di portare avanti come la riforma fiscale, voluta fortemente dalla Lega (suo fedelissimo alleato) e soprattutto la "sua" riforma della giustizia (scritta a due mani dal suo avvocato Nicolò Ghedini e dal suo felede Alfano!).
Bisogna infatti ricordare che il voto di fiducia ottenuto alla Camera è stato ottenuto con la presenza anche di tutti i ministri, di tutti i sottosegretari e di tutti i parlamentari della maggioranza.
In una quotidiana giornata di voto parlamentare tale presenza massiccia dell'entourage berlusconiana non è mai assicurata!

Cari italiani, la navigazione della Nave Italia è alquanto difficoltosa!
Il bollettino di navigazione non è per niente buono! Le previsioni sono pessime!
La nave è costretta a percorrere un mare molto agitato senza la possibilità nè di tornare indietro nè di modificare la rotta!
Il mare è agitato dai malumori della gente amplificate dalle incertezze economiche, che poi trasformano manifestazioni di piazza pacifiche in battaglie violenze con le forze dell'ordine!
La rabbia interiore che si trasforma in violenza esteriore!
Questo mare siamo tutti noi cittadini che soccombiamo dalle difficoltà economiche e che non abbiamo la possibilità di avere un contraddittorio costruttivo con questo governo.
L'equipaggio berlusconiano è ormai consueto a tapparsi le orecchie di fronte alle proteste e alle richieste d'aiuto della società che richiama l'attenzione sui problemi che l'affannano quotidianamente.
La necessità di liberare Napoli e la Campania dalla monnezza (per sempre), la necessità di iniziare la ricostruzione in Abruzzo (per i danni causati dal terremoto), la necessità di potenziare lo stato sociale (cassaintegrati, precati e pensionati), la necessità di potenziare l'istruzione pubblica (scuola e università), la necessità di far ripartire l'economia (spostando la tassazione della produzione alla rendita), la necessità di varare riforme strutturali moderne (energie rinnovabili e la banda larga), la disoccupazione che aumenta sempre, il mutuo da pagare a fine mese, la difficoltà a comprare la prima casa, la mancanza di prospettive per i giovani ecc..!!!
Insomma la società, i cittadini chiedono riforme, ma il governo risponde con massicci schieramenti di forze dell'ordine nelle piazze di fronte alle loro richieste!
Le stesse forze dell'ordine che poco tempo prima protestano contro i tagli alla sicurezza che lo stesso governo gli ha imposto!
La nave rischia un incredibile testacoda, la nave rischia girarsi su se stessa, di imbarcare acqua e se la situazione non dovesse riappacificarsi ... anche l'affondamento!

Cari italiani, quello che è successo martedì 14 dicembre per le strade di Roma non era affatto pianificato e nè premeditato da alcuno.
In Piazza martedì c'erano studenti delle scuole medie e delle superiori, universitari, ricercatori, precari, cassaintegrati, lavoratori, piccoli imprenditori, cittadini dell'Aquila e abitanti della provincia di Napoli ... c'erano le classi sociali più deboli, più indifese, più inascoltate, più deluse da questo governo e le più colpite dalla crisi economica che da due anni continua a produrre le sue conseguenze più nefaste.
La rabbia scatenata è stata proporzionale alla rigidità del Governo nel venire incontro ai loro bisogni e se siamo rimasti impressionati e terrorizzati nel vedere le immagini delle violenze nelle piazze della Capitale significa che non abbiamo ancora capito la portata del disagio economico-sociale di milioni di italiani!
E se da una parte è giusto disapprovare e prendere le distanze dalla irrazionale devastazione che hanno provocato i manifestanti è anche lecito domandarsi per quale motivo si sia dovuto arrivare fino a questo punto!
Come scrive Marco Travaglio la situazione attuale è la diretta conseguenza di anni di totale di assenza di comunicazione tra i cittadini e i politici.
Che senso ha fare il politico se non ascolta le richieste, i bisogni e i problemi della collettività che deve rappresentare.
Lo sfogo di Ignazio La Russa ad Annozero è stato causato proprio dal fatto che il politico di turno (il ministro in questo caso) non accettava di ascoltare la controparte (gli studenti) se prima questi non abiuravano la violenza.
Ma Michele Santoro ha trovato il modo per far incontrare le due parti semplicemente sostenendo che qualunque risposta che avessero dato gli studenti sulla violenza andava accettata anche se non era condivisa ai più!
Questa Italia se si vuole definire democratica e moderna deve ammettere tutte le diversità che la compongono e tutti devono essere rendersi disponibili al dialogo!
La censura delle notizie sulla stampa, nei telegiornali e sul web è necessario eliminarla totalmente ed è necessario dare a tutti lo stesso spazio per esprimere le proprie idee!
Ma in questa fase storica Berlusco-centrica non è per niente possibile sperare di raggiungere questo obiettivo!
Il colpevole di tutta questa situazione è sempre è solo uno: Berlusconi!!!

Ma chi sono gli alleati di Berlusconi

Ma chi sono gli alleati dei Berlusconi?
Ecco qui alcuni di esempi!

L'intransigente e focoso ministro della Difesa Ignazio la Russa (PdL) opsite giovedì 16/12/10 ad Annozero!
Ignazio La Russa non è riuscito a trattenere tutto il suo furore agonistico durante la trasmissione di Santoro.
Infatti lo studente della Sapienza Luca Cafagna non ha espressamente condannato gli episodi di violenza andati in scena a Roma martedì e il ministro lo ha interrotto bruscamente, gridando con rabbia tutto il suo disappunto

Ecco a voi ora gli inseparabili e fedelissimi alleati della Lega che, pur facendo parte del Governo di Roma, confezionano questo spot per invogliare i fratelli padani a non pagare il canone della Rai!

Per finire vi presento l'illustre Scilipoti o meglio lo Scilipoti che non ti saresti mai aspettato!
Dopo aver dato vita al Movimento di Responsabilità Nazionale (insieme a Calearo, Cesario e Razzi) salvando così le chiappe a Berlusconi votando la fiducia alla Camera è stato pure ospite nella trasmissione radiofonica "Un giorno da pecora" su Radio Due dove ha dato da un saggio delle proprie capacità celebrali e delle proprie qualità sbrodolatorie ...

giovedì 16 dicembre 2010

"Vai avanti tu"


Due anni fa il governo Berlusconi aveva alla camera una maggioranza di 65 e ora ne ha solo 3!
Sembrerebbero pochi ,ma sono chi sono queste colonne last minute su cui si basa il Governo del Premier Nano per varare le proprie riforme?
Antonio Razzi, ex Idv, ora stampella di Berlusconi!
Domenico Scilipoti, ex Idv e antiberlusconiano doc appena eletto in Parlamento!
Lui agopuntore di professione rompe con Di Pietro perchè non passa una legge sull'agopuntara e dichiarando: "Non posso stare in un partito che ha quella posizione sull'agopuntura!"
Quindi decide di fondare il Movimento di Responsabilità Nazionale (con Calearo e Cesario) votando la fiducia alla Camera!
Massimo Calerao imprensitore di vicenza eletto nel Pd nel 2008 con la qualifica di antiberlusconiano dopo esser stato promosso da Veltroni capolista nel Veneto!
Ex Pd, ex Api ora è nel movimento di Scilipoti!
Bruno Cesario ex DC, ex partito popolare, ex margherita, ex partito democratico, ex api.
Sempre antiobelusconiano, ma vota anche lui la fifucia!
Catia Polidoni: finiana della prima ora.
Con il suo motto, "Io non tradirò mai!" presente sul suo sito (ora oscurato), e giurando pochi giorni prima del 14 dicembre di seguire la linea del suo partito (FlI), vota anche lei la fiducia al Governo!
Sembrerebbe imparentata con il fondatore del Cepu l'imprenditore Francesco Polidori, ma lei nega!
Nella riforma universitaria che settimana prossima verrà discussa in Parlamento è previsto che le università telematiche, come per esempio il Cepu, vengano riconosciute come vere e proprie università private, ovvero a livello della Bocconi e della Cattolica di Milano!
Maria Grazia Siliquini: ex dc, ex ccd, ex an, ex pdl, infine finiana. Vota anche lei la fiducia!
Giuseppe Vegas. Viceministro dell'economia e un mese fa nominato dal governo presidente della Consob!
E' rimasto sia viceministo che deputato per votare la fiducia al governo ... Autority indipendenti!!!
Francesco Pionati, ex mezzobusto rai, ora politico per sfizio, recluta deputati per Mister B. che gli dà anche la fiducia!
Mario Pepe: "senza l'inchiesta della procura di Roma sulla compravendita di Voti ora saremmo a quota 320!" Ovviamente vota la fiducia!

mercoledì 15 dicembre 2010

Sfiducia: dichiarazione di voto di Bersani

Signor Presidente, cari colleghi, noi voteremo questa sfiducia con convinzione e con compattezza, secondo le motivazioni che sono state espresse qui dagli onorevoli Letta, D'Alema, Fassino, Veltroni e Bindi, e con argomenti che abbiamo avuto modo di ribadire in una grande manifestazione popolare.
Ho sentito ieri l'onorevole La Loggia dire che è stata una manifestazione malriuscita.
Questa è la prova che conferma che lui non c'era.
La cosa ci tranquillizza e ci rasserena.
In questi momenti si dice anche che siamo davanti ad un voto incerto.
A pochi minuti dal voto, esso è ancora incerto. La conta è mobile.
Certe «botteghe» non chiudono mai, sono aperte H24 anche in questi minuti.
Tuttavia, questa incertezza, se ci pensiamo, ha una singolare caratteristica: mentre essa per la sedicente maggioranza è motivo di agitazione e di ansia, noi dell'opposizione siamo tranquillissimi.
Vede, signor Presidente del Consiglio, comunque vada, per voi sarà una sconfitta.
Signor Presidente del Consiglio, qual è il meglio che può aspettarsi da questa giornata?
È vendersi per un giorno la vittoria di Pirro, un voto in più dopo averne avuti cento.
Non avrà nemmeno l'allegria del naufrago che poi riprende il mare, perché il giorno dopo - ma proprio il giorno dopo! - sarebbe da capo con la testa sott'acqua.
Lei sa meglio di ogni altro che non è più in grado, voto più o voto meno, di garantire la stabilità di Governo.
Il voto che disperatamente cerca e che sta cercando anche in questi minuti non è per governare, perché non potrebbe farlo e lo sa benissimo.
Lei sta inseguendo, con quel voto in più, un'instabilità pilotata da lei, che le consenta di guidare la macchina verso le elezioni, per cercare una disperata rivincita alla sua sconfitta politica!
Un bell'appuntamento elettorale: Berlusconi sì, Berlusconi no.
Come negli ultimi 16 anni: una bella legge elettorale, nominiamo i deputati, con una maggioranza esigua ci prendiamo tutto, chiunque vinca e, senza alcun esito incerto di governabilità, facciamo fare un altro giro così su questa vecchia giostra al nostro Paese. È da irresponsabili!
Caro Presidente del Consiglio, il tema vero di questi giorni è la sua sconfitta politica, bisogna che se ne faccia una ragione.
È incredibile che in tutti i suoi discorsi, compreso quello di ieri al Senato, non vi sia un cenno, un interrogativo per chiedersi come si sia arrivati a questo punto.
Come mai avevate un'autostrada davanti e adesso camminate su un filo? Cosa è successo?
Converrà con me che vi sarà una ragione: solo i bambini pestano i piedi, strillano per rifiutare la realtà e dicono che è colpa della strega. Agli adulti non è consentito!
Ho sentito parlare in quest'Aula di conflitti, complotti, tradimenti e congiure.
Ma di cosa stiamo parlando? Quando una nave va e se va, chi è chi si butta giù per salire su una scialuppa?
È la nave che non va, sono due anni che vi diciamo che è la nave che non va!
Avete perso i contatti con la realtà! Ve l'abbiamo detto: vi è uno scarto tra parole e fatti.
Avete sacrificato le esigenze del Paese a quelle della vostra propaganda, vi siete avvitati sul problema del capo, mentre il Paese si allontanava, sfiduciato e rabbioso. Questo è il punto!
D'altronde, anche ieri lo abbiamo visto: Presidente Berlusconi, mai una parola!
Ma vuole dire una parola, una volta, sulla realtà della vita comune?
Guardi che non sono mica tutti miliardari in questo Paese. Vuole dire una parola?
Ma lei lo sa che, dal 1o gennaio 2011, per i tagli che avete fatto, in metà delle regioni italiane una corsa su un autobus costerà un euro e mezzo? Lo sa lei?
Lo sa cosa costa, in questo momento, un litro di benzina?
Lo sa come campano 600 mila cassintegrati?
Lo sa cosa stanno pensando i piccoli imprenditori che saltano perché i pagamenti non girano?
Ma queste cose le conosce?
Non vi dico di fare dei fatti - sarebbe chiedervi troppo -, ma una parola volete dirla a questa gente?
È questo che vi ha rovinanti, è questo il ribaltone!
Voi vi siete ribaltati, voi! È curioso questo dibattito.
Vi è un sacco di moderati in giro e sento un sacco di urla. Io non lo so.
Io non so più cosa voglia dire questa parola, francamente.
Io propongo una cosa: chiamiamo «moderato» quello che riesce a tirare avanti la famiglia con mille euro al mese, tira la carretta e sta zitto, e smettiamola di chiamare moderati quelli che portano i soldi all'estero e che voi condonate?
Qui è la povera gente che è moderata in questo Paese!
È la povera gente che è moderata in questo Paese, che porta pazienza oltre il segno.
E quindi, vi siete ribaltati voi. Adesso il problema è che non si ribalti anche l'Italia.
Questo è quello che sta davanti alle nostre responsabilità, cari colleghi.
Questo è un Governo che vuol portarci allo scontro elettorale, a far perdere un altro giro.
Il Paese ha bisogno di una governabilità vera e ha bisogno di una transizione che lo porti ad un confronto elettorale che possa guardare avanti.
Di questo ha bisogno il Paese, cari colleghi.
Lo dico e mi rivolgo ai colleghi della maggioranza come a quelli dell'opposizione. Questa giornata passerà, questa giornata passerà, ma noi non possiamo non vedere in questa giornata i bagliori di un tramonto che non è solo il tramonto di un Governo.
Saremo di fronte a questo problema.
Qui sta passando una fase.
L'idea illusoria di delegare tutto ad una persona sola, che venga da Arcore o da Canicattì, non risolve i problemi di questo Paese, che è un Paese malato nei suoi assetti democratici, che non riesce a crescere e quando riusciremo a ragionare da italiani, fuori da una fase che ci ha divisi, ci ha spaccati in due, peggio che nella guerra fredda - caro Lupi, non siamo noi che siamo antiberlusconiani, è il meccanismo che ha spaccato in due l'Italia come una mela! - quando usciremo da questo, da italiani, sul tavolo ci saranno le cose che diciamo noi: una riforma repubblicana e una grande alleanza per la crescita e il lavoro.
E attenzione, lo dico agli incerti, ai colleghi incerti: non diamo troppo tempo a questo tramonto, non diamogli troppo tempo, può solo fare del male al Paese.
Cerchiamo assieme una strada nuova, perché fuori da qui c'è un Paese che vuole cambiare, che è stanco e vuole cambiare.

Sfiducia: dichiarazione di voto di Bocchino


Signor Presidente, signor Presidente del Consiglio, spetta a me il compito di spiegare le ragioni per cui un gruppo parlamentare costituito da deputati eletti nella maggioranza ha deciso di presentare la mozione di sfiducia al Governo e oggi di votarla.
Basterebbe guardarsi attorno per capire che in Italia, in Europa, in Occidente, è cambiata in questi due anni la situazione economico-sociale e questo gruppo di parlamentari ha sottoposto al Governo la necessità di un cambio di passo ottenendo sempre risposte negative.
Basta guardare l'emiciclo di quest'Aula per rendersi conto che in questi anni è cambiato il centrodestra italiano.
Il centrodestra italiano è rappresentato nella sua fondazione da una foto che ritrae Berlusconi, Bossi, Fini e Casini, le varie anime del centrodestra italiano. Poi, strada facendo, qualcuno ha voluto espellere l'anima più moderata del centrodestra per farla deviare verso un populismo che non appartiene alla nostra cultura politica.
Ci sono due fallimenti, signor Presidente del Consiglio, di cui non si può non tener conto.
Il primo è il fallimento del Popolo della Libertà, di quello che doveva essere il grande partito dei moderati.
Basta leggere quello che ha scritto ieri in prima pagina, a firma di Pierluigi Battista, il Corriere della Sera quando le imputa la brutale estromissione, di stampo leninista, decretata dal Popolo della Libertà ai danni del suo cofondatore, che aveva osato dissentire pubblicamente dal capo. Ometto, inoltre, di citare il trattamento, il metodo Boffo, a cui noi e i nostri familiari siamo quotidianamente sottoposti ad opera di un giornale di sua proprietà.
Il problema, signor Presidente del Consiglio, è che lei, anziché armonizzare le anime del centrodestra italiano, dal 1994 ha cercato di spaccare, all'interno, le case dei suoi alleati.
Lo ha fatto con Bossi nel 1994 e poi Bossi le ha dato una sonora lezione facendo, lì sì, un ribaltone, alleandosi, lì sì, con la sinistra, facendole perdere sì le elezioni del 1996 e costringendola ad un accordo che l'ha avvinghiata nel modo che tutti gli italiani possono vedere. Poi lo ha fatto con Casini, poi con il Movimento per le Autonomie, poi con Fini.
Questo non significa armonizzare il centrodestra, questo significa dividere il centrodestra.
L'altro fallimento è quello del programma elettorale.
Avevamo un programma ambizioso, poi ci siamo fermati.
È stato deciso che bisognava fare delle cose richieste da alcuni alleati e poi bisognava fermarsi su altre e non si è data vita a quella rivoluzione che avevamo promesso agli italiani.
Oggi diciamo qui queste cose e lei ci risponde accusandoci di tradimento.
Onorevole Berlusconi, ho il dovere di respingere al mittente le accuse di tradimento.
Ho cominciato a fare politica nel 1985 nel Fronte della Gioventù e il mio leader era Gianfranco Fini.
Nel 1987 mi sono iscritto al Movimento Sociale Italiano e il mio leader era Gianfranco Fini.
Nel 1995 mi sono iscritto ad Alleanza Nazionale e il mio leader era Gianfranco Fini.
Oggi sono il capogruppo di Futuro e Libertà per l'Italia e il mio leader è Gianfranco Fini.
Se ha bisogno di guardare in faccia qualche traditore si giri intorno e stia sicuro che lo troverà presto.
Noi non abbiamo mai tradito.
L'altra accusa che lei ci muove è quella di fare un accordo con la sinistra.
Noi, invece, pensiamo ad altro, pensiamo a costruire un altro centrodestra, un nuovo centrodestra, il vero centrodestra, quello di stampo europeo, di stampo occidentale, non populista ma plurale, democratico e partecipato, un centrodestra che unisca la cultura nazionale rappresentata da Fini, quella cattolico-popolare rappresentata da Casini, quella dell'ApI che qui è rappresentata da Tabacci che lei ci ha fatto eleggere presidente di Commissione.
Tabacci non viene dalla luna, ma anche lui viene dal nostro percorso politico.
Poi c'è il Movimento per le Autonomie, di Lombardo, che lei ci ha chiesto di votare presidente della regione Sicilia; ci sono i Liberal Democratici, che lei ha portato qui in Parlamento; il partito Liberale, il cui rappresentante lei ha portato qui in Parlamento; i repubblicani, di La Malfa, di quel La Malfa che è stato suo Ministro, signor Presidente del Consiglio.
Tutte queste persone non sono dei traditori, ma sono coloro che credevano in un vero centrodestra e hanno visto sì tradito il progetto di un vero centrodestra.
Ma lei ci risponde che è pronto ad espellerci dal centrodestra.
Mi dispiace io ho già fatto la battuta pubblicamente e devo ripetergliela.
Signor Presidente del Consiglio, il centrodestra non è un marchio della holding Mediaset, non è Publitalia, non è Promoservice, non è Mondadori.
Sì appartiene al centrodestra per collocazione politica e culturale e non possiamo avere da lei lezioni sulla nostra collocazione politica e culturale.
Vede, signor Presidente del Consiglio, questa accusa ci offende.
Quando noi eravamo tutti in piazza contro il comunismo, lei giustamente costruiva palazzi. Quando lei dice che vogliamo far tornare indietro le lancette della politica alla prima Repubblica, abbiamo il dovere di ricordarle che mentre noi eravamo in piazza a picconare la prima Repubblica lei dialogava con i leader di quel ceto politico, parlando non di politica, ma di terreni da edificare e di concessioni televisive.
Non può dire a noi che pensiamo al ritorno alla prima Repubblica perché non esiste in Italia un beneficiato dalla prima Repubblica come Silvio Berlusconi.
Quindi, se c'è qualcuno che avrebbe vantaggio a tornare alla prima Repubblica questo può essere solo lei.
Capisco il vostro nervosismo.
Ci faccia lezione, signor Presidente del Consiglio. Signor Presidente del Consiglio, ci faccia lezioni su come si diventa ricchi, ma mai su come si combattono le degenerazioni del potere politico.
Non parli di ribaltoni.
Di ribaltoni nella mia esperienza parlamentare ne ho visti due: uno fu fatto dalla Lega e l'altro lo sta facendo lei oggi.
Lei ha espulso chi, per lesa maestà, non voleva tenere all'interno del suo partito e della maggioranza e oggi spera di prendere la fiducia con almeno dieci voti di deputati eletti all'opposizione.
Questo è un ribaltone della volontà popolare!
Si serve dei voti dell'opposizione per cacciare brutalmente coloro che sono stati eletti in maggioranza.
La lesa maestà in democrazia non è un reato.
Servirebbe, signor Presidente del Consiglio, un doppio colpo d'ala per garantire stabilità.
Signor Presidente, se posso per cortesia proseguire il mio intervento senza il disturbo e avere il tempo che mi viene tolto dalle proteste, che pure capisco...
Servirebbe un doppio colpo d'ala per garantire stabilità al Paese, mentre abbiamo l'impressione che lei voglia garantire stabilità al suo ruolo di Presidente del Consiglio, mettendo il Paese in una condizione instabile e portandolo ad inutili elezioni anticipate.
Servirebbe un colpo d'ala nel centrodestra con i fatti e non con le parole, chiamando a raccolta tutti i moderati per costruire un centrodestra europeo, dialogante con l'opposizione, con le parti sociali, con i magistrati e con la stampa.
Noi, signor Presidente Consiglio, non vogliamo un centrodestra...
So bene che la regola dell'ascolto e del rispetto in democrazia non è cosa condivisa da tutti.
Noi, signor Presidente del Consiglio, non vogliamo il centrodestra che lei sta rappresentando, un centrodestra che il lunedì attacca i magistrati, il martedì attacca i gay, il mercoledì attacca la stampa, il giovedì attacca gli avversari politici, il venerdì racconta barzellette con bestemmie, il sabato dice: «Chi se ne frega del Quirinale» e la domenica insulta la Corte costituzionale.
Noi vogliamo un centrodestra che punti a valorizzare i temi della nazione.
Vogliamo un centrodestra che punti a valorizzare il tema della nazione, lei non lo può fare - si vede dalle timide manifestazioni per i centocinquanta anni d'Italia messe in piedi dal Governo - perché ha un alleato, il suo principale alleato, che non ha a cuore i temi della nazione.
Vogliamo un centrodestra che lavori a favore della legalità, ma lei non lo può fare perché ha imbracciato una lotta senza fine con la magistratura italiana, che è il baluardo della legalità.
Noi ringraziamo il Presidente Fini per essere andato nei mesi scorsi a via D'Amelio per ricordare che, per noi, l'unico vero eroe nella lotta per la legalità ha il volto di Paolo Borsellino.
Quelli sono gli eroi che noi riconosciamo. Vogliamo un centrodestra che operi per la meritocrazia e che dia spazio ai più capaci e ai più meritevoli.
Per questo le rinnoviamo l'appello a dimettersi, a fare in modo che il centrodestra possa allargarsi, dar vita a una nuova maggioranza, a un nuovo programma e a un nuovo Governo.
Lei sta tradendo quella rivoluzione liberale che avevamo promesso agli italiani.
Oggi andiamo a braccetto con Gheddafi con Putin e con Lukashenko che non hanno nulla di liberale e che hanno fatto solo rivoluzioni sanguinose.
È per questa ragione che noi votiamo la sfiducia al suo Governo!

Sfiducia: dichiarazione di voto di Casini

Signor Presidente, io non parlo perché, poiché non offendo nessuno e mai l'ho fatto in quest'Aula, vorrei parlare con il Presidente del Consiglio.
Signor Presidente della Camera, signor Presidente del Consiglio, mi è sembrato, nelle parole pronunciate ieri dal Presidente del Consiglio al Senato e poi alla Camera, di sentire spartiti e melodie già visti, evocazioni di tradimenti e di ribaltoni, soliti anatemi contro la sinistra, programmi mirabolanti, come se lei venisse dalla luna e non avesse governato negli ultimi dieci anni.
Non una parola, signor Presidente, nemmeno accidentale, di autocritica. Non un gesto concreto, che desse valore al proposito di unire i moderati in un rinnovato patto di legislatura. Infatti, onorevoli colleghi, se si intende riunificare i moderati in questa legislatura o nella prossima, non bisogna lasciare questo evento al catalogo delle buone intenzioni, bisogna compiere degli atti politici affinché questo si verifichi.
Intanto, si continuava in questo refrain tradizionale: la caccia all'uomo, la frenetica roulette della compravendita parlamentare che - diciamo la verità - umilia tutti noi.
Ieri ho sentito un parlamentare del Popolo della Libertà che, in una dichiarazione giornalistica, ha detto: se non ci fosse stata questa inchiesta giudiziaria, avremmo vinto con più voti.
Si abbia almeno un po' di prudenza nel fare certe affermazioni, perché i sottintesi sono peggio di quello che ciascuno di noi può immaginare.
Francamente, io vi confesso - lo vorrei confessare a tutti gli italiani - che non ho capito a cosa serve questa affannosa corsa che stiamo facendo tutti assieme.
Io non ho capito, colleghi, a cosa serva tanto affannarsi per un voto o due in più, e vi spiego perché non l'ho capito: o è un'esibizione muscolare fine a se stessa, o è una lucida corsa che, tramite un voto in più, si vuole fare verso le elezioni anticipate, come peraltro correttamente ha sempre detto Bossi, dopo aver constatato ieri e aver detto a tutti i deputati e a tutti i senatori che con un voto in più non si governa e che bisogna andare alle urne.
La Lega Nord Padania, da questo punto di vista, ha iniziato la legislatura comandando e vuole terminare comandando.
Ai deputati dice: è inutile un voto in più, andiamo alle urne.
In entrambi i casi, colleghi, sia che ci sia l'esibizione muscolare sia che ci sia il voto, si perde l'occasione per un sereno esame di coscienza, per l'assunzione di una responsabilità più alta, per indicare all'Italia una rotta nuova.
Onorevole Berlusconi, sa che quando parlo di lei sono privo di sentimenti di inimicizia e di ostilità, ma la richiesta di dimissioni, prima del voto, che noi le rinnoviamo, e la sua eventuale accettazione, non sono, da parte nostra, una pretesa e non sarebbero per lei un atto di debolezza e di resa, ma solo la consapevolezza che serve al Paese cambiare passo.
Perché, altrimenti, un voto in più o un voto in meno non serviranno a nulla, e invece, marciamo incoscientemente verso il baratro.
Le stanno a cuore i moderati; ci sono partiti in quest'Aula che si sono espressi per un rinnovato patto tra i moderati e le chiedono solo di non ostacolare questo processo, di favorirlo.
Non lo vuole fare, per carità, è un suo diritto, ma non scomodiamo l'evocazione di vecchi politicanti, tra cui io sarei a pieno titolo collocato, dediti solo ai propri interessi, mentre lei sarebbe l'unico cavaliere senza macchia, perché si rischia, veramente, di irridere anche al buon senso e a quello che possono pensare tutti gli italiani.
Più senso della misura non guasta, e questo vale anche nell'esame di questo polo, che si è creato, della Nazione e della responsabilità.
Lei non può far finta di non vedere, a parte l'evocazione di questi accordi tra me e D'Alema che veramente fanno parte di cose ridicole, fantasiose e non di realtà, lei non può far finta di non vedere la realtà.
Lei nel 1994 è sceso in campo contro la sinistra, oggi, altro che fronte moderato, qui c'è una nuova opposizione di moderati al suo Governo di più di ottanta parlamentari.
Due anni fa noi dell'Unione di Centro eravamo soli, oggi la compagnia si è allargata e si è consolidata perché non c'è un'esclusiva sui moderati; amici, non ci sono congiure, poteri forti e balle simili.
C'è solo la conseguenza di una politica che Berlusconi ha determinato, non con le parole, ma con i fatti e con i gesti che in politica sono più importanti delle parole.
Due anni fa ci fu il predellino, ci fu un'alleanza esclusiva con la Lega Nord Padania, una cacciata del mio partito, a cui fu intimato: o venite sul predellino anche voi, oppure fuori dall'alleanza.
Prendemmo dignitosamente i nostri stracci, ci rivolgemmo agli italiani che ci hanno voluto bene, e io voglio ringraziarli.
Tre mesi fa Fini, cofondatore del Popolo della Libertà, fu cacciato da voi, non da noi; a questa espulsione è seguita una campagna mediatica senza precedenti alimentata da chi ha fatto del garantismo il suo DNA.
Ma il garantismo deve valere per tutti e non solo per sé, altrimenti non è più credibile.
In questi anni c'è stato un continuo di campagne acquisti, di acquisizioni, di piccoli movimenti che sono nati alla faccia del bipolarismo o del bipartitismo.
Il tutto per debilitare il nostro partito a cui pure si rivolgono apparentemente appelli; è una strategia incomprensibile.
Da domani, forse, questa strategia sarà fatta verso Futuro e Libertà per l'Italia, o è già in atto.
Bene, qual'è l'alternativa? Perché il punto forte del discorso di Berlusconi è quando Berlusconi, ieri mattina, è andato al Senato e ha detto: qui mi vogliono mandare a casa.
Ma quale alternativa proponete? Non c'è alternativa, dice Berlusconi.
L'alternativa c'è Presidente Berlusconi, e io gliel'ho indicata in pubblico e in privato già da sei mesi.
L'alternativa è che chi governa smetta e dismetta quel delirio di autosufficienza che ha e si rivolga alle forze responsabili del Parlamento in nome dell'Italia, in nome di quello che c'è realmente e non di quello che facciamo finta di non vedere.
Il 5 per cento di famiglie che non riesce a pagare le rate dei mutui, la disoccupazione (un ragazzo su tre è disoccupato), le infrastrutture bloccate, l'ANCI in piazza a manifestare, i poliziotti che assediano la Camera, social card, bonus famiglia, banca del sud, malessere sociale, LEA.
Tutti questi tagli lineari sono l'abdicazione della politica perché quando tagli a tutti la stessa cosa vuol dire che non colpisci le aree di privilegio e nello stesso tempo tagli magari sul sociale dove non è possibile tagliare.
Noi vogliamo un Governo che faccia come fanno in tutto il mondo.
Scusi, Presidente Berlusconi, ma perché lei si deve sentire vulnerato a chiamare i leader dell'opposizione, ad associarli ad un atto di responsabilità, se Obama parla dal mattino alla sera con il Parlamento e con le opposizioni, se negozia i provvedimenti e non si sente per questo sminuito nella sua dignità presidenziale?
Rispetto per gli altri, amore per le istituzioni, coinvolgimento delle opposizioni per fronteggiare problemi italiani atavici: tutto questo non è nostalgia della Prima Repubblica, è responsabilità nazionale!
La Germania cresce del 5 per cento dopo la grande coalizione, hanno pagato, hanno perso voti sia i democristiani che i socialisti, ma quell'armistizio tra i partiti ha consentito di porre le basi per una ripresa tedesca che oggi è l'unica e vera locomotiva dell'Europa.
Mi auguro, signor Presidente, che lei voglia fermare in «zona Cesarini» - lo può ancora fare - la dissennata corsa verso l'ignoto, perché tali sarebbero le elezioni.
Vorrei terminare facendo una considerazione rivolta non so bene se al Presidente Berlusconi o all'onorevole Bonaiuti.
Leggo queste agenzie secondo cui Berlusconi avrebbe detto: «Anche il Vaticano interdetto sul comportamento di Casini»; «Il Vaticano si chiede perché l'Unione di Centro non mi dà l'appoggio esterno»; «La chiesa si è chiesta perché l'Unione di Centro non appoggia il Governo»; «Neanche pressing e ambienti cattolici smuovono Casini».
Poi c'è il patto Casini-D'Alema, ma questo lo lasciamo perdere.
Mi auguro che a quest'ora lei abbia già smentito le frasi dissennate riportate in queste agenzie.
Infatti, premesso che nessuno da quella sponda ha mai pensato di interferire - concludo - nella politica mia e del mio partito, ma Presidente ci vuole più rispetto.
La chiesa si serve per convinzioni, se si hanno, non per usarla strumentalmente nelle nostre beghe politiche.
L'Unione di Centro difende e difenderà valori in cui crede, ma è un partito laico di ispirazione cristiana ed è un partito che se, in questa sede e in altre, difende il diritto alla vita, la famiglia e ha una concezione della bioetica, lo fa perché ha assolute convinzioni.
A queste condizioni non verremo meno, ma evitiamo di dire frasi sciocche e di coinvolgere autorità terze che hanno ben altri impegni.

Sfiducia: dichiarazione di voto di Di Pietro


Finalmente, signor Presidente del Consiglio, finalmente, oggi inizia la fine del suo impero di cartapesta.
Sì, è così signor Presidente del Consiglio, perché qualunque sia il risultato numerico del voto di fiducia che otterrà, qualunque sia il voto che ha comprato, un dato è certo: lei non ha più quella maggioranza politica che le permette di governare, non ce l'ha più.
Quindi, le piaccia o non le piaccia, lei è arrivato al capolinea della sua esperienza politica e non le rimane che rassegnarsi al suo destino: consegnarsi, cioè, alla magistratura e, come un Noriega qualsiasi, farsi giudicare.
Stia qui, Presidente del Consiglio dei ministri, pavido, pavido, pavido!
Presidente del Consiglio che fugge, scappi, vada alle Bahamas, vada anche lei a nascondersi ...
...perché questo l'aspetta: affidarsi alla magistratura o fuggire. Questo si aspettano i cittadini che, in questi anni, non si sono fatti infinocchiare dalla sua propaganda fascista.
D'altronde, lei si è messo a fare politica non certo per servire il Paese, ma solo i suoi affari personali, soprattutto quelli giudiziari, fuggiasco Berlusconi.
Fino a poco tempo fa, lo denunciavamo solo noi dell'Italia
dei Valori: ci chiamavate, e ci chiamate ancora, giustizialisti, populisti, questurini, addirittura, avete coniato un termine che per voi sarebbe dispregiativo, cioè «dipietristi».
Ebbene sì, quel che noi abbiamo detto per anni, oggi, qui in Parlamento, lo hanno ammesso anche molti parlamentari della sua maggioranza - a partire dal Presidente della Camera Fini - i quali si sono assunti una responsabilità per il Paese e per il suo interesse, ed io li ringrazio.
Lo so, lei pensa di lavarsi la conoscenza con il solito ritornello: sono tutti comunisti di sinistra.
E no, non è così Presidente del Consiglio.
L'altro giorno, fuori di qui, addirittura gli imprenditori e le loro associazioni di categoria protestavano contro di lei per essere stati presi in giro, anche loro.
Presidente Berlusconi, fuggitivo Berlusconi, non vorrà mica insinuare che anche il presidente dell'Associazione nazionale costruttori edili, il dottor Buzzetti, sia un rivoluzionario comunista?
Presidente Berlusconi, ieri la guardavo, era diverso da oggi: oggi fugge, mentre ieri era tutto tronfio, si sbrodolava nei suoi calzoni, affermando di essere il leader più popolare del mondo.
Sì, è vero, di lei all'estero parlano tutti, ma proprio per questo noi ci vergogniamo di lei: perché, all'estero, ne parlano tutti.
Noi ci vergogniamo, fuggitivo Berlusconi, di avere un Presidente del Consiglio che all'estero viene irriso, deriso, ridicolizzato, preso in giro, messo all'angolo, sbeffeggiato, trattato come un buffone di corte.
Noi, da italiani, ci vergogniamo del nostro Presidente del Consiglio, specie quando va all'estero.
Noi ci vergogniamo di quel Presidente del Consiglio, che telefona alle questure per segnalare che Ruby è la nipote di Mubarak, di quel Presidente del Consiglio che considera Putin un dono di Dio, di quel Presidente del Consiglio che ritiene Gheddafi un leader della libertà.
Noi ci vergogniamo di lei, Presidente del Consiglio, perché quando va all'estero lei fa vergognare l'Italia.
Noi dell'Italia dei Valori ci vergogniamo di avere un Presidente del Consiglio che compra, con promesse da marinaio, e forse a suon di bigliettoni, i voti dei deputati dell'opposizione per avere la maggioranza dei parlamentari che votano a suo favore.
Ma si rende conto di quel che ha fatto, Presidente del Consiglio!
Lei ha subornato la mente e la coscienza di alcuni parlamentari, approfittando delle loro debolezze esistenziali.
Lei è un Presidente del Consiglio! Non può comportarsi in questo modo.
Sì, perché le ricordo che è un delitto comprare il consenso parlamentare, e comunque è un atto moralmente riprovevole.
Non mi venga a dire che non è reato perché lei sa che la Costituzione garantisce i membri Parlamento nella loro libertà di voto.
Libertà di voto, sì, purché sia un voto veramente libero, colleghi.
Il voto libero deve avvenire come moto spontaneo di coscienza, senza interferenze, senza condizionamenti esterni; soprattutto non deve essere il frutto di una corruzione parlamentare.
Il voto non è libero quando, come ha fatto lei, viene venduto, scambiato, ricattato, costretto, indotto.
Lei, signor Presidente del Consiglio, è moralmente riprovevole, perché lei, comprando il voto di alcuni parlamentari, ha violentato la Costituzione!
Lei ha umiliato il ruolo del Parlamento.
Lei, con il voto che oggi ha comprato, ha ridotto grandemente le condizioni minime di agibilità democratica in questo Parlamento e nel Paese.
Lei, Presidente del Consiglio, oggi deve affrontare una verità e non deve rifugiarsi dietro alle sue bugie.
Bugie, sì, come bugiardo e ipocrita è stato il discorso con cui ieri lei ha chiesto la fiducia.
Lei, ieri, ha descritto un Paese che non c'è, un Paese delle meraviglie che è solo nella sua mente e nei suoi sogni narcisistici.
Lei ha parlato di 100 miliardi di euro messi a disposizione per rilanciare l'economia del Paese.
Ma quali 100 miliardi di euro? Ma dove stanno? Ma chi li ha visti?
Forse si riferiva ai suoi investimenti a sud di Antigua, ottenuti in cambio dell'annullamento del debito che quel Paese pirata aveva con l'Italia.
Sì, perché lei è abituato a pagare con i soldi degli italiani i suoi affari.
Così ha fatto e sta facendo con Gheddafi in Libia, e così ha fatto e sta facendo con Putin in Russia.
Il Paese reale, però, signor Presidente del Consiglio che fugge, si trova in una situazione totalmente diversa da quella che lei ha descritto.
Provi a mettere fuori il naso da Montecitorio o da Palazzo Grazioli e se ne rende conto.
Fuori di qui, ogni giorno ci sono persone di ogni categoria sociale che protestano e non ne possono più di essere prese in giro da lei e dal suo Governo.
Fuori di qui, ieri mattina, addirittura, c'erano i poliziotti che protestavano perché stanchi di pagarsi pure la benzina per correre appresso ai delinquenti.
Fuori di qui, oggi ci sono migliaia di studenti e docenti, che non sono delinquenti per il solo fatto che protestano, signora Gelmini, ma sono giovani disperati a cui avete tolto pure il futuro.
Fuori di qui, ci sono i lavoratori senza contratto, ricattati dai tanti «Marchionni-strozzini» di turno.
Fuori di qui, ci sono i precari senza futuro di ogni categoria di lavoro.
Fuori di qui non c'è quel Paese delle meraviglie che lei descrive: ci sono i giovani e i meno giovani che hanno perso il lavoro e che non l'hanno mai avuto.
Fuori di qui, ci sono i cittadini de L'Aquila, terremotati due volte: prima dal destino, poi dalle sue frottole.
Fuori di qui, ci sono tante persone bisognose a cui avete tolto la solidarietà, a cui avete tolto ogni speranza e ogni aspettativa. Fuori di qui, ci sono persone che vogliono un po' di giustizia.
Fuori di qui!
Sì, signor Presidente del Consiglio, fuori di qui!
Fuori dal Parlamento e da questo Governo, perché voi avete ridotto l'Italia a un Paese delle banane!
Fuori di qui! Prima se ne va, meglio è!

martedì 14 dicembre 2010

Testi Sfiducia alla Camera del 14/12

Mozione c.1/00492 presentata il 16/11/2010 dal Pd di sfiducia del governo Berlusconi.
La Camera,
preso atto che il Governo non ha più il compiuto sostegno dell'originaria maggioranza, considerato che la permanenza in carica dell'esecutivo non consente di affrontare e risolvere alcuno dei gravi problemi del Paese esprime, ai sensi dell'articolo 94 della Costituzione, la propria sfiducia al Governo.

Firmatari:
«Franceschini, Donadi, Agostini, Albonetti, Amici, Argentin, Bachelet, Barbi, Barbato, Baretta, Bellanova, Benamati, Berretta, Bersani, Bindi, Bobba, Bocci, Boccia, Boccuzzi, Boffa, Bonavitacola, Bordo, Borghesi, Bossa, Braga, Brandolini, Bratti, Bressa, Bucchino, Burtone, Calvisi, Cambursano, Capano, Capodicasa, Cardinale, Carella, Marco Carra, Castagnetti, Causi, Cavallaro, Ceccuzzi, Cenni, Cimadoro, Ciriello, Codurelli, Colaninno,
Colombo, Concia, Corsini, Coscia, Cuomo, Cuperlo, D'Alema, D'Antona, D'Antoni, D'Incecco, Dal Moro, Damiano, De Biasi, De Micheli, De Pasquale, De Torre, Di Giuseppe, Di Pietro, Di Stanislao, Duilio, Esposito, Evangelisti, Fadda, Gianni Farina, Farinone, Fassino, Favia, Fedi, Ferranti, Ferrari, Fiano, Fiorio, Fioroni, Fluvi, Fogliardi, Fontanelli, Aniello Formisano, Froner, Garavini, Garofani, Gasbarra, Gatti, Genovese, Gentiloni Silveri, Ghizzoni, Giachetti, Giacomelli, Ginefra, Ginoble, Giovanelli, Gnecchi, Gozi, Grassi, Graziano, Iannuzzi, La Forgia, Laganà Fortugno, Laratta, Lenzi, Letta, Levi, Lo Moro, Lolli, Losacco, Lovelli, Lucà, Lulli, Luongo, Madia, Maran,
Marantelli, Marchi, Marchignoli, Marchioni, Margiotta, Mariani, Cesare Marini, Marrocu, Martella, Pierdomenico Martino, Mastromauro, Mattesini, Mazzarella, Melandri, Melis, Giorgio Merlo, Merloni, Messina, Meta, Migliavacca, Miglioli, Minniti, Miotto, Misiani, Mogherini Rebesani, Monai, Morassut, Mosca, Motta, Mura, Murer, Naccarato, Nannicini, Narducci, Nicolais, Oliverio, Andrea Orlando, Leoluca Orlando, Arturo Mario Luigi Parisi, Paladini, Palagiano, Palomba, Pedoto, Peluffo, Mario Pepe (PD), Pes, Piccolo, Picierno, Piffari, Pistelli, Pizzetti, Pollastrini, Pompili, Porcino, Porta, Portas, Quartiani, Rampi, Razzi, Realacci, Recchia, Rigoni, Rosato, Rossa, Rossomando, Rota, Rubinato, Rugghia, Antonino Russo, Samperi, Sanga, Sani, Santagata, Sarubbi, Sbrollini, Scarpetti, Schirru, Scilipoti, Sereni, Servodio, Siragusa, Soro, Sposetti, Strizzolo, Tempestini, Tenaglia, Federico Testa, Tidei, Tullo, Tocci, Touadi, Trappolino, Livia Turco, Vaccaro, Vannucci, Vassallo, Velo, Veltroni, Ventura, Verini, Vico, Villecco Calipari, Viola, Zaccaria, Zampa, Zazzera, Zucchi, Zunino».


Mozione c.1/00511 di sfiducia al governo Berlusconi presentata da fli - udc - api presentata il 3/12/2010.
La Camera,
preso atto che la delicata situazione internazionale, la crisi economica e monetaria che aggredisce l'Europa e lo stato di malessere sociale di ampie fasce della popolazione italiana richiedono la piena operatività di un Governo solido e sicuro; alla luce dell'attuale inadeguatezza dell'Esecutivo a garantire, oltre alle misure di contenimento del deficit, il risanamento strutturale della finanza pubblica e il sostegno della ripresa economica e dell'occupazione; auspicando l'avvio di una nuova fase politica della legislatura ispirata al senso di responsabilità nazionale e istituzionale, che punti a modifiche della legge elettorale per restituire ai cittadini la scelta degli eletti, con un Governo capace di prendere le misure adeguate per evitare il declino del Paese e garantire il suo futuro civile ed economico, esprime, ai sensi dell'articolo 94 della Costituzione, la sfiducia nei confronti del Governo.

Firmatari:
«Adornato, Barbareschi, Barbaro, Bellotti, Binetti, Bocchino, Bongiorno, Bosi, Briguglio, Buonfiglio, Buttiglione, Calgaro, Capitanio Santolini, Enzo Carra, Casini, Cera, Cesa, Ciccanti, Commercio, Compagnon, Consolo, Giorgio Conte, Cosenza, De Poli, Delfino, Della Vedova, Di Biagio, Dionisi, Divella, Anna Teresa Formisano, Galletti, Granata, Grassano, Guzzanti, La Malfa, Lamorte, Lanzillotta, Latteri, Libè, Lo Monte, Lo Presti, Lombardo, Lusetti, Mantini, Marcazzan, Melchiorre, Menia, Mereu, Ricardo Antonio Merlo, Misiti, Moffa, Mondello, Moroni, Mosella, Angela Napoli, Naro, Occhiuto, Paglia, Patarino, Perina, Pezzotta, Pisicchio, Poli, Polidori, Proietti Cosimi, Raisi, Rao, Ria, Ronchi, Rosso, Ruben, Ruggeri, Scalia, Scanderebech, Siliquini, Tabacci, Tanoni, Tassone, Nunzio Francesco Testa, Toto, Tremaglia, Urso, Vernetti, Volontè, Zinzi».